mercoledì 22 ottobre 2008

La classe-ponte e la mozione razzista della Lega Nord


Osservate la sottigliezza delle parole, la scelta dei vocaboli: anziché dire 'classe-differenziata' si sono inventati la 'classe-ponte'. Ma da sempre il ponte è strumento, simbolo e metafora di unione, collaborazione, avvicinamento. Una bella parola che la Lega vuole subdolamente rifilarci per giustificare la loro malsana idea di muro, di separazione, di segregazione, di razzismo. Altro che classe-ponte!
Segregare gli studenti stranieri in classi a parte, significa certamente impedire la naturale e civile integrazione di questi ragazzini nella nostra società. Emerge perciò molto chiaramente l'obiettivo della Lega che è quello di infondere un sentimento di intolleranza nei confronti degli immigrati (di un certo tipo di immigrati, si badi bene). Dividere oggi gli studenti, vuol dire dividere la società domani; vuol dire inculcare nei ragazzini il pensiero che sia normale ghettizzare, separare, erigere muri, provare odio nei confronti dell'altro. L'Italia non vuole questo e la prova ce la forniscono gli studenti stessi, gli insegnanti, i genitori e tutta la società civile che ha capito lo scopo scellerato della Lega e di questo governo che non rappresenta certo la nobiltà d'animo degli italiani.
Provate a immaginare una scuola italiana con classi a parte, immaginate davvero le battute degli studenti italiani nei confronti degli studenti stranieri, magari prima dette per gioco, poi per scherno e infine per odio! E immaginate anche la reazione degli studenti stranieri, i quali proveranno un senso di sconforto e di oppressione, se non di profonda offesa, nel vedersi costretti in classi differenziate, nel sentirsi una minoranza osservata e controllata, quindi schernita: forse non matureranno anche loro, col tempo, un senso di odio e di vendetta? Ma certo! Questo odio, da ambedue le parti, crescerà e si trasformerà in xenofobia conclamata, protetta dal governo e dallo Stato, dopo averla promossa. E' questa la società che l'Italia vuole per sé e per i suoi figli? Non credo. Gianfranco Fini sostiene che le classi-ponte favoriscono l'integrazione. Con quale coraggio si può affermare una fandonia del genere? E la Lega Nord si giustifica e ribatte dicendo che gli immigrati, in classi a parte, imparano meglio l'italiano. Niente di più falso! Lo sanno anche le pietre che se si vuole imparare meglio una lingua straniera bisogna interagire con chi quella lingua la parla da sempre! E poi, lasciate decidere agli insegnanti, ai genitori, ai pedagoghi, agli studenti che cosa è meglio fare. La scuola ha già gli strumenti necessari per accogliere gli stranieri e sono strumenti che andrebbero semmai rafforzati con più fondi, gli stessi fondi che, invece, questo governo scriteriato vuole tagliare!

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