domenica 2 novembre 2008

'Italiani Imbecilli' annusa un'aria di strategia della tensione e di terrorismo: ritornano gli anni di piombo?


E' relativamente facile analizzare gli avvenimenti dopo una storicizzazione degli stessi. Più difficile è accorgersi, invece, di dove sta andando adesso la nostra società, quale piega prenderà da qui a pochi anni. E' un compito da sociologi, me ne rendo conto, ma dove sono questi? E' da un bel po' che mi chiedo dove siano andati a finire gli intellettuali di questo Paese. Perché non parlano? Ce li ritroviamo in TV soltanto quando devono promuovere il loro nuovo libro e... manco quello, fra un po'! Allora, dato che ognuno di noi è dotato di una più o meno buona capacità di analisi, mi permetto di parlare e di azzardare l'ipotesi di un ritorno della cosiddetta 'strategia della tensione', simile a quella degli anni di piombo (anni '70).
Alla luce di quanto sta accadendo nel nostro Paese (ma anche nel mondo), sul piano politico ed economico, con tutto il corollario di episodi apparentemente staccati da un disegno di base, io credo che possa far comodo, al governo attuale, instaurare un clima di ulteriore terrore. Se analizziamo la situazione dal punto di vista mediatico, ci accorgiamo immediatamente che in questi ultimi anni le popolazioni del mondo -sottomesse ai media- sono state già fortemente condizionate dal paventato pericolo terrorismo di marca islamica che si è tradotto, anche da noi, in paura dell'altro tout-court (chiamato, di volta in volta, clandestino, exrtacomunitario, immigrato). Ecco già il primo atto di una strategia mondiale che vuole infondere un sentimento di paura generalizzata presso l'opinione pubblica. Qual è stato lo scopo? Quello di giustificare la guerra in Afganistan e la persecuzione degli islamici.
Se parto da qui e analizzo la situazione italiana, mi accorgo che l'attuale governo Berlusconi (di destra, quindi guerrafondaio) potrebbe cavalcare l'onda della paura collettiva per giustificare futuri attacchi terroristici. A quale scopo? I motivi possono essere tanti, ne elenco cinque:
1) Giustificare una più massiccia militarizzazione del Paese? Perché no?
2) Distrarre l'opinione pubblica dai veri problemi dell'Italia? Perché no?
3) Far credere agli Italiani, con il potente mezzo della TV, che gli atti terroristici sono opera di gruppi di sinistra? Perché no?
4) Aumentare il consenso della Lega Nord (e la predisposizione al razzismo), dimostrando che a commettere questi crimini sono gli immigrati? Perché no?
5) Instaurare un clima di disagio sociale che soltanto una figura decisionista (un neo-dux) può risolvere? Perché no?
Intanto oggi sono avvenuti due fatti sconcertanti, di quelli che riportano davvero alla mente l'inizio della fase terroristica degli anni di piombo: a Imperia è stata trovata una Fiat Punto, davanti al tribunale, carica di bombole di gas e taniche di benzina, pronta a esplodere nel parcheggio dei giudici. E a Vicenza un ordigno è stato trovato davanti la Banca Popolare di Vicenza. Ho il timore che questi fatti non siano poi così scollegati tra loro. Spero di sbagliarmi. Intanto, per precauzione, io starò attento alle varie etichette che questo bugiardo governo affibbierà alle eventuali stragi future. E' possibile, infatti, che spunteranno volantini firmati da fantomatici gruppi di sinistra o islamici. In questi casi, meglio dubitare. Gli anni di piombo vanno percorsi con i piedi di piombo!

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