domenica 16 novembre 2008

'Italiani Imbecilli' e il cambiamento che avverà in Italia, dopo l'elezione di Obama. Il DDL Levi-Prodi (leggi Levi-Veltroni)


Barak Obama ha vinto, lo sappiamo. In merito a questo straordinario avvenimento, molte volte abbiamo sentito dire che l'assetto politico, economico e sociale del mondo cambierà, certamente in meglio. Ma cosa cambierà in Italia? Se molti di voi stanno già gongolando, speranzosi, beh... probabilmente sarete delusi, visti i dinosauri che siedono nel nostro parlamento, tutti conservatori, destra e sinistra (se poi esiste una sinistra), tutti impegnati a far ristagnare più che si può i loro deretani nel mare di poltrone foderate in pelle umana (la nostra pelle).
Se però qualcosa cambierà, ebbene, sarà in peggio. I presupposti ci sono tutti. Seguitemi.
Barak ha vinto grazie ad internet, cioè attraverso un medium giovane, diretto e soprattutto democratico, ha raccolto fondi on line per un miliardo di dollari per la sua campagna elettorale; egli ha scardinato il vecchio sistema dell'informazione, poiché ha capito che la vera informazione circola in rete. La TV è morta! La TV è autoreferenziale, tutta uguale, governata dalla politica in maniera subdola. La TV nasconde le notizie, internet no. La rete vive di pluralità di informazione che è garanzia di democrazia, in rete non ci sono ingerenze politiche o religiose: esisti tu con la tua coscienza e la tua capacità/volontà di scegliere quello che più ti interessa, per ottenere una informazione più completa possibile, adatta alle tue esigenze.
Allora cosa cambierà da noi? Vista la potenza -ampiamente dimostrata- della rete, la politica cercherà di mettere il bastone tra le ruote ai bloggers. Lo sta già facendo, rimettendo le mani sul DDL Levi-Prodi del 2007 (leggi pure Levi-Veltroni) [pdf]. Questo disegno di legge è un atto vessatorio contro i bloggers. In pratica si vuole ordinare a questi ultimi -che nel loro sito hanno banner pubblicitari e annunci AdSense- l'iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC), in modo da sanzionarli, qualora si diffondano notizie che vanno contro qualcosa o qualcuno (reati a mezzo stampa).
In pratica se hai un banner pubblicitario fai impresa e se fai impresa devi essere registrato e se sei registrato devi sottostare a un regolamento (le loro leggi). Ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di 'stampa clandestina', vale a dire due anni di carcere e sanzioni economiche. Ma questo disegno di legge è meschinamente interpretabile, perciò aumentano le possibilità di sanzione per chissà quanti bloggers. Cosa vuol dire 'fare impresa'? Un blog personale può essere un'impresa? Se tizio pubblicizza se stesso, non è forse impresa? Ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale!
Perciò il blog di Beppe Grillo ha lanciato l'iniziativa 'free blogger' per contrastare questo sporco gioco dei politici (solo Di Pietro si è opposto).
Nel resto del mondo internet è libera. Da noi si cambia (prendendo spunto da Obama) ma ovviamente in peggio.

1 commento:

silvio di giorgio ha detto...

è tutto così banale nella sua semplicità:la politica e i poteri forti si sono resi conto del pericolo che rappresenta internet. la cosa interessante è che non lo ha proposto il governo di destra...veramente indicativo di quanto sia "opposizione" l'opposizione

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