venerdì 12 dicembre 2008

'Italiani Imbecilli', Carlo Vulpio e la velocità della rete: cosa farà Santoro?



Era la sera del 10 dicembre scorso, tarda sera, quando Carlo Vulpio con una mail ci fece sapere della sua sospensione coatta dall'inchiesta, da parte del suo direttore Paolo Mieli (Corriere della Sera). Ringraziamo intanto Vulpio per aver scelto il nostro blog a cui affidare la scandalosa notizia. E' bastato un giorno e mezzo e questa notizia ha già riempito la rete: una velocità sinaptica che, a volte, è davero utile e internet dimostra come una notizia possa essere divulgata in brevissimo tempo, soprattutto quando la notizia possiede una propria forza. Il web risulta essere perciò il mezzo più efficace di trasmissione di un messaggio, ma non solo: internet è una rete geneticamente democratica. Per definizione, non può essere altrimenti. Tutti sono in grado di acquisire informazioni dalla rete e tutti possono rilanciare queste informazioni, valutarle secondo la propria sensibilità e coscienza.
La questione della sospensione di Vulpio -poiché giornalista scomodo che ha osato fare nomi e cognomi- non può più essere tenuta nascosta. Provate, oggi, a digitare il suo nome sui motori di ricerca e la notizia emerge da ogni angolo della rete. Questo è uno di quei casi in cui la velocità gioca a favore, per fortuna, ma può rivelarsi anche un'arma a doppio taglio. Quindi è il caso di riflettere bene prima di dare una notizia in pasto alla rete. Ora, dicevo, non si può più ignorare il nome stesso di Carlo Vulpio, associato alle sue indagini e all'episodio della sua rimozione. Paolo Mieli - sulla rete- è oggi non solo il direttore del Corriere della Sera, ma è colui che ha osato togliere dalle mani di Vulpio un caso di cui si stava occupando egregiamente da ben due anni. Forse troppo egregiamente, diciamo noi. Allora il caso di Mieli ci dovrebbe far riflettere sulle motivazioni dell'esistenza stessa di un giornale e del giornalismo affiliato a questo medium. Un giornalista come Vulpio dovrebbe essere premiato dal suo giornale, innalzato e portato a esempio. Anche parlando in termini economici, un Vulpio dovrebbe far lievitare le vendite di un giornale. Invece... Paolo Mieli ha preferito imbavagliare Carlo, rinunciare a un quasi raddoppio delle vendite, seguire direttive occulte dedite a far rispettare l'omertà. Suona strano per un giornalismo che è diventato, ormai, imprenditoria.
Ma la bocca di Vulpio, adesso, è stata sbavagliata grazie alla rete e nessuno può più ignorarla. Ovviamente la tv tace e si bea dei suoi spettacolucci autoreferenziali. Ma Santoro come si comporterà? La prossima trasmissione di Annozero si occuperà proprio del caso delle due procure, di Saladino, di de Magistris, della Forleo... Santoro, il 18 dicembre prossimo, inviterà anche Carlo Vulpio? Secondo noi, il conduttore di Annozero non si lascerà sfuggire questa opportunità. O sì?

QUI le pagine di Wikio che raccolgono i post (alcuni della blogosfera) dedicati al questa vicenda, a riprova del fatto che la rete è la rete ed ha anche le maglie strette!

7 commenti:

Wil ha detto...

Buongiorno, dal tuo (o vostro) commento non avevo capito che foste stati i primi ad avere la notizia. Che dire, complimenti. Mieli conferma in toto la sua linea. Il Corriere subisce un altro duro colpo alla propria credibilità.

Anch'io alcuni giorni fa scrissi a Vulpio, che cortesemente mi rispose, ma in merito a De Magistis. Solo una battuta, ma ciò a dimostrare la disponibilità e la serietà del giornalista.

Vi ho segnalato nel mio blogroll e risposto al commento.

A presto, Wil.

Silvia ha detto...

Sono venuta a conoscenza della sospensione di Carlo Vulpio il 9 dicembre scorso e la stessa sera, intorno alle 21,00, dopo aver letto l’ennesimo articolo on line sulla “guerra tra procure” e invogliata dalla possibilità di “dire la tua” , ho formulato la mia: Che fine ha fatto Vulpio?
Premesso che i commenti già pubblicati erano parecchi, e anche piuttosto “carichi” (al fine di garantire apparentemente la libertà di opinione) non ho avuto remore, né ripensamenti sul mio testo:
“ Da ormai 2 anni leggo pezzi sul “caso de Magistris” a firma Carlo Vulpio. Non questa volta, …e si nota la differenza. Spero sia solo un caso”.
Il mio commento non è stato pubblicato, né la sera, né il mattino seguente a dispetto di commenti aggiunti successivamente. Che dire!!!!
Sarà per la noticina in fase di registrazione (…sarà pubblicato previa autorizzazione della redazione), sarà per la non pertinenza con la “guerra tra procure”, sarà perché in Italia l’informazione è solo un’illusione, e altrettanto la libertà di opinione; sarà perché fino a quando si useranno toni forti, linguaggi coloriti sempre e solo contro tutti e contro nessuno, fino a quando non si tocca il filo scoperto, allora la libertà di opinione è tale, in questo caso è bene “ignorare” e non dare spiegazioni.
Quanto a Santoro, io mi auguro che la settimana prossima, Carlo sia messo in condizione di parlare e non che altri lo siano a parlare di Carlo. E’ ben diverso, e ancora una volta si avrà la riprova, o la smentita, che ormai nulla è come è, ma tutto è come sembra.

Wil ha detto...

SILVIA

Purtroppo c'hai visto giusto, avremmo preferito che Vulpio continuasse a scrivere di Catanzaro ... anche se devo dire che questa vicenda creerà dibattito e spero farà riflettere molte persone.

Sia sul giornalismo italiano, sia sul caso Catanzaro (Vulpio non vuole si chiami caso "De Magistris", giustamente).

Sono curiosissimo di vedere Anno Zero giovedì. Spero Vulpio venga invitato ... ma soprattutto che Castelli se ne stia a casa.

Wil

Riverinflood ha detto...

Ho letto attentamente questi duu scritti di Vulpio. Ma che li legga io non smuove granché. E che stiano "tutti quanti" facendo il possibile per zittire la cosa ai miei occhi è chiaro. Non mi aspettavi granché dalla "grancassa di annozero" (ammesso che se ne occupino); se lo faranno, sarà né più né meno, il solito dibattito pseudopopolare.
Ho la maligna impressione che annozero sia l'altra faccia (movimentista) della medaglia della "tranquillità televisiva": sottolineare i "grandi temi" che il giorno dopo restano solo "grandi temi". Santoro in questo contesto di recessione culturale è resta un santone intoccabile: parole, parole, parole... anche se fa piacere ascoltarle.

coscienza critica ha detto...

@ Wil
Apparteniamo tutti alla stessa rete, questa è la cosa più importante ed è anche la nostra forza. Occorre stare uniti, come stiamo facendo, nel perseguire i nostri obiettivi che fanno capo alla libera informazione in rete. Adesso che Berlusconi vuol mettere la mani su internet, dobbiamo far catena ancora di più e promuovere tutte le iniziative che ci sembrano efficaci. Contiamo su di te, Wil. Grazie.

@ Silvia
Increscioso ciò che ti è accaduto. Purtroppo non è il solo caso. Pensa che, giorni fa, volevo commentare un post di Paolo Guzzanti, ma non soltanto occorre iscriversi al suo blog, questi vuole persino il numero fiscale (non sto scherzando). Ho optato per una mail che però non ha avuto risposta. Va bene così.

@ Riverinflood
Il tuo realismo mi è molto vicino. Quasi temo a dire che hai ragione, ma ce l'hai! Tuttavia, Annozero può servire, se non altro, a far prendere coscienza del problema all' "Homo Televisivus"

silvio di giorgio ha detto...

concordo con river circa la reale efficacia di annozero. ciò non toglie che santoro ha il "dovere" di invitare vulpio la prossima settimana.vedremo che farà...

Zret ha detto...

Figurati che cosa gli sarebbe successo se si fosse occupato di sci velenose...

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