sabato 27 dicembre 2008

'Italiani Imbecilli' e il piduismo filantropico: un ossimoro irrealizzabile

Un giorno che ero lontana dal caos del centro, incontrai un'amica d'infanzia che non vedevo da molto tempo. Approfittando del silenzio surreale periferico, ce ne stemmo su una panchina a discutere per circa due ore. Sapete bene com'è, un argomento tira l'altro e così finimmo per parlare anche di politica.
Stefania, la mia amica, non aveva mai nutrito molta simpatia per la sinistra e non perché lei avesse svolto un'analisi comparativa tra le componenti dell'emiciclo parlamentare, ma semplicemente perché è cresciuta in un contesto familiare dove non poteva esistere altro che "ordine e disciplina", autorità patriarcale, amore per le armi e... "tu stai zitta che sei donna"! Era abituata così. A casa sua troneggiava una foto di Almirante sorridente, posta tra il rosario e un portagioie in argento (curiosa ma indicativa simbologia, forse inconscia). Le dissi che mi era mancata molto la sua presenza durante i cortei del '77... Ma anche lei fu in vena di rivelazioni, quel giorno. Mi disse infatti che aveva rivisto completamente la sua posizione politica e questo grazie al distacco dalla sua famiglia e soprattutto da una presa di coscienza maggiore sui fatti della società e alla fine, riferendosi a Berlusconi, concluse dicendo: "non è possibile pensare che un imprenditore abbia davvero a cuore i problemi della gente, non si è mai visto un piduista egocentrico filantropo".

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