giovedì 29 gennaio 2009

Un mese e mezzo di intercettazioni. Poi finalmente liberi di delinquere

Un mese e mezzo è il tempo concesso agli inquirenti preposti alle intercettazioni. Oltre i 45 giorni, se sei un criminale e non ti hanno intercettato, la fai franca. Questa è la scandalosa rivisitazione della legge sulle intercettazioni, voluta da Berlusconi e Veltroni (Pdl-PD).
Quale può essere il movente che ha fatto maturare questa rivisitazione? Le possibili motivazioni possono essere diverse. Ne proponiamo due e voi saprete indicare quale delle due è più plausibile.
La prima che viene in mente è certamente quella legata alla tutela (ulteriore) dei mafiosi e dei parlamentari (come dite? E' uguale?) che, dopo il 45° giorno, avranno finalmente la libertà di organizzare persino un attentato (come dite? A un giudice?), senza essere condannati.
La seconda motivazione è relativa ai costi delle intercettazioni (apparecchiature sempre accese, fatture Telecom, costi di gestione e manutenzione, computers, revox, cancelleria, varie ed eventuali).

4 commenti:

Anonimo ha detto...

La prima che hai detto.

Anonimo ha detto...

L'una stimola l'altra e si giustificano a vicenda.

Anonimo ha detto...

Sudamerica.

Damiano Aliprandi ha detto...

Esatto, concordo con l'ultimo commento, anzi no. Oramai anche il sud america si sta pian piano democratizzando. Tutto il mondo sta cambiando in meglio e noi stiamo avendo una svolta autoritaria. Esiste un partito unico e non ce ne siamo accorti!

Hanno pure stabilito un budget per ogni procura, così una volta finiti pure i soldi, la mafia può agire con grazia.
Poi stanno riformando la magistratura ma forse non gli serve più, oramai hanno trasferito chiunque voglia fare il proprio lavoro con entusiasmo.

Sono riusciti a "normalizzare" la magistratura.

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