mercoledì 22 aprile 2009

Il teatro antibarocco del cambiamento epocale

Cambia tutto, sta già cambiando tutto o forse è già tutto cambiato: il modo di percepire le cose, il modo di interiorizzare gli avvenimenti, la capacità di analisi e di sintesi.
Sono cambiati tutti i rapporti percettivi del dato reale, il significato delle parole e di tutto ciò che è fonte di conoscenza. Le informazioni sono completamente mediate, quindi pilotate, veicolate in un preciso senso, ma non nel senso che dovrebbe essere. Non ci fidiamo più delle parole del nostro vicino di casa, ma crediamo ciecamente a quelle profuse dalla tv.
Tra pochi giorni sarà la festa del 25 aprile e... sapete una cosa? Da che ho memoria, ho sempre visto sfilare carri armati e granatieri, aerei militari e carabinieri a cavallo. Non è questo il 25 aprile! Io non mi riconosco in un 25 aprile trasformato in festa delle forze armate! Non mi riconosco in una Nazione che fa del 25 aprile il giorno della cancellazione della Resistenza. Perché questo sta avvenendo. Neppure una Nazione dovrebbe riconoscersi nelle forze armate. Berlusconi e le forze armate non c'entrano proprio niente con il 25 aprile!
Cambia tutto, signori.
La scenografia muta le sue quinte e i suoi fondali, ma è un cambio di scena lentissimo, impercettibile, subdolo. Non v'è nulla di maraviglioso. Una speciale illuminotecnica ci mostra il sipario vermiglio, ma la verità è che, sotto, quel sipario non è più così rosso. Ma in teatro, si sa, non batte mai il sole.
Oggi sappiamo che ci hanno imposto una sostanziale differenza tra Liberazione e libertà, ma non ce ne curiamo, facciamo finta di niente. Siamo bravi, anche noi, a recitare.
Milioni di uccelli migrano a sud, quando invece dovrebbero dirigersi a nord e anche in questa metafora la nozione dello spazio-tempo è smarrita. Dicono sia primavera e io non ho sentito ancora alcuno stridìo di rondine. Cambia tutto.
Bisognerebbe saper riconoscere il giusto senso delle cose, saper discriminare con giudizio, emanciparsi dal piattume informativo e liberare la fantasia. Liberarsi, di nuovo!

6 commenti:

holamotohd ha detto...

Bellissimo e tragico post!

Alberto ha detto...

E poi quest'anno vedremo cosa combinerà il nano per sparigliare le carte, come non fossero già abbastanza sparigliate.

novalis ha detto...

Panta rei ha detto Eraclito nel 500 a.C., in peggio aggiungiamo noi nel 2009 d.C. :-(

Riverinflood ha detto...

OK!

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ holamotohd
Ogni tanto bisogna saper descrivere e riconoscere il senso tragico della vita.

@ Alberto
Vedremo... anche se ne abbiamo viste fin troppe.

@ novalis
Ci sarà mai fine a questo 'peggio'?

Luigi Morsello ha detto...

CI COMPORTIAMO COME SE NIENTE FOSSE, QUELLI DEL TITANIC BALLAVANO E GOZZOVIGLIANO MENTRE LA NAVE STAVA AFFONDANDO. UNA METAFORA ADATTA AL NOSTRO TEMPO

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