martedì 14 aprile 2009

Un terremoto censurato dalla tv di regime

Non intendiamo parlare dell'attuale, terribile sisma abruzzese, anche se la correlazione c'è. Questo è un post che andrà archiviato con l'etichetta 'tv e regime' e si riferisce a un altro terremoto, quello del 1930, quello che nessun telegiornale, in questi tristi giorni, ha mai citato. Perché la tv non ne parla? Evidentemente c'è qualcosa da nascondere.
Il 23 luglio 1930 uno spaventoso terremoto colpisce le regioni del Sud, Campania, Lucania, Subappennino pugliese. Ci furono 1500/2000 morti, le città rase al suolo. Ma in quel frangente il regime fascista riuscì a organizzare un eccellente piano di ricostruzione, celere e soprattutto efficace dal punto di vista della qualità strutturale delle nuove abitazioni, riprogettate con un ortodosso sistema antisismico. Non solo, il duce ringraziò anche il suo Ministro dei Lavori Pubblici Araldo Di Crollalanza per aver fatto risparmiare 500 mila lire all'erario (fu speso meno di quel che si era preventivato).
Morale: quando nel 1980 ci fu il terremoto in Irpinia, quindi nella stessa zona geografica, le case che furono costruite nel 1930 resistettero al sisma.
Il governo attuale, di destra, con una naturale affinità al fascismo e con le prerogative ad esso collegate, non vuole neppure far conoscere la tragedia del 1930, al fine di non divulgare le efficaci operazioni di ricostruzione fascista. Questo governo, del fascismo, prende soltanto i lati più nefasti e, se può, li aggrava; infatti, se nel 1930 c'era stata attenzione anche per le casse dell'erario, scommettiamo che le imprese che vicneranno gli appalti, oggi, riusciranno a speculare e a intascare un oceano di soldi pubblici?
Per leggere la testimonianza di quanto sintetizzato nel post, andate QUI.
Grazie ad Angelo Saracini per la segnalazione.

10 commenti:

progvolution ha detto...

Confesso che ignoravo l'avvenimento. Certo portare come esempio positivo avvenimenti del ventennio mi provoca fastidio ma la verità storica rimane.
Sono certo che nel 2009 le cose saranno molto differenti...
Sussurri obliqui

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ progvolution
Dà fastidio anche a me, ma nel ventennio, fare le cose bene, era parte integrante della propaganda (a fronte degli orrori, bisognava pur dare qualcosa in cambio, per ammansire il popolo).
Ciao

Lucien ha detto...

Questo vuol dire che l'Italia a livello di propaganda sta messa peggio che nel ventennio. I fatti, a quanto pare, non interessano quasi più a nessuno!

Mario ha detto...

In effetti, anche se non è poi vero che nel Ventennio le cose funzionavano (molti "successi" del regime erano infatti pura propaganda), nell'ideologia fascista c'era sicuramente la convinzione di dover rimodellare il Paese e lasciare una traccia nella storia, forse anche a causa del mito dell'antica Roma coi suoi secolari monumenti. L'ideologia fascista era totalitaria e assolutamente antidemocratica, guerrafondaia e lesiva dei diritti umani, ma Mussolini non era necessariamente un affarista. Oggi la destra recupera dal passato le peggiori fantasie autoritarie, ma lo fa in gran parte strumentalmente, per solleticare le aspirazioni nostalgiche di parte della popolazione. Il grande burattinaio non ha una morale, se ne frega di essere fascista o comunista e il suo unico progetto sono i soldi. Per fare i quali è assolutamente controproducente - non indifferente - che gli edifici siano in grado di tenersi in piedi, perché più rapida è la velocità di deterioramento di una merce, maggiore è il profitto: bisognerà rifarla, magari da capo (leggi new town) e ci saranno nuovi appalti e nuove possibilità di guadagno. E' il liberismo, in una parola, diverso dal fascismo ma altrettanto mostruoso.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ Lucien
Ci sono certi fatti che interessano, altri che non interessano, altri ancora che vengono strumentalizzati. Poi ci sono i fatti, come questo, che non possono essere strumentalizzati, allora si censurano.

@ Mario
Il discorso fila. Oggi il nuovo fascismo è mediatico ed economico.
Ah, quando dici 'forse anche a causa del mito dell'antica Roma', puoi senz'altro togliere il 'forse'. Ogni dittatura è imperialista e il duce si è LARGAMENTE ispirato all'impero romano, anche nello stile architettonico.

Riverinflood ha detto...

C'è una morale per ogni stagione politica. Io non c'ero nel 1930, ma ritengo che le costruzioni in muratura hanno resistito nell'80 anche e soprattutto perché gli operai di allora erano dei veri maestri rispetto ai cosiddetti specialisti d'oggi. Può darsi (sicuramente) che c'entri il fascismo, ma credo che sia più che altro forte l'orgoglio di quei mastri lì. Quella maestria antica oggi non esiste più, aldilà delle disonestà e delle scorrettezze in questo campo.

coscienza critica (italiani imbecilli) ha detto...

@ Riverinflood
Le competenze delle maestranze, nel 1930, erano sicuramente più forti di adesso, ma nel testo si cita anche un criterio di costruzione antisismico. Inoltre, io personalmente ho potuto constatare la bontà e la durezza del calcestruzzo usato nel ventennio, rispetto alle 'sabbie slavate' usate oggi. Invito chiunque a saggiare un pezzo di muro scalfito di un manufatto del ventennio (l'Italia è piena di stazioni ferroviarie fasciste, lì si può vedere bene). A distanza di 60 anni, il cemento è ancora grigio scuro e il pietrisco è ben solidale all'impasto. Una delle caratteristiche dell'architettura fascista, era l'uso delle pensiline, anche molto aggettanti... se venissero realizzate oggi, cadrebbero nel giro di 5 anni.
Abilità, buon materiale, criterio... tutto questo è quello che manca oggi (oltre all'onestà).

Luigi Morsello ha detto...

Appare evidente che le case, gli edifici, pubblici e privati, ricostruiti dopo il 1930 furono fatti meglio di quanto non sia accaduto dopo il terremoto del 1980.
Mi sembra altrettanto evidente che ogni richiamo al ventennio, del tipo 'faremo oggi le costruzioni meglio che allora', è politicamente inopportuno.

Mario ha detto...

Tanto per non suscitare equivoci. Ha ragione Luigi sull'inopportunità di richiamarsi al Ventennio. Ma credo che qui si volesse mettere in evidenza come questi siano ancora più cialtroni, da un certo punto di vista, che nel Ventennio. Poi, le colpe (e la natura stessa) del fascismo sono tali che nessun paragone è possibile. Il che non toglie, e vengo al mio commento, che oggi in Italia è in corso di costruzione un regime di tipo diverso da quello fascista ma che non per questo mi piace. La componente "affarista" è solo un'aggravante, ma davvero basterebbero altre misure, ad esempio quelle razziste, che stanno costando la vita o il diritto di curarsi agli/alle immigrati/e. Si veda, ad esempio
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/04/13/pasqua-medico-denuncia-una-donna-straniera-che-aveva-bisogno-di-cure

Luigi Morsello ha detto...

Premesso che non sono nè sarò mai non dico fascista ma nemmeno di destra, però la realtà storica va rispettata.
Gli archietti del ventennio erano bravissimi, si costruiva e bene.
Proprio per questo motivo credo si sia taciuta la ricostruzione dopo il sisma del 1930, perchè quelle case hanno resistito alla prova del terremoto, dove c'è stata.
Inoltre, furono fatte a tempo di record.
Oggi no, mai, nè prima nè dopo, nè ieri nè oggi.
Il confronto sarebbe molto dannoso per qualsiasi governo.

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