lunedì 27 luglio 2009

Quando la censura di Stato lava l'onta della religione

Non siamo in Italia, anche se dal titolo potrebbe sembrare, ma quando c'è di mezzo la religione cristiana, la censura non guarda certo le frontiere.
In questa storia, il protagonista sembra essere il Partenone, il più grande tempio dorico, periptero, mai costruito (448 a.C.) a cui lavorò anche il grande scultore Fidia. In realtà, il Partenone fa da sfondo a un episodio sconcertante, in cui il vero protagonista risulta essere il Ministero della Cultura della Grecia che si è reso responsabile della censura di un minuto e mezzo di un documentario sulla storia del Partenone. A denunciare questo atto censorio è il regista greco-francese, Costa Gavras, autore del documentario, realizzato per l'inaugurazione del nuovo museo archeologico di Atene.
Naturalmente, a monte dell'azione del Ministero, ci sono state le proteste dell'ecclesia ellenica. Cosa c'era in quel minuto e mezzo? C'erano le scene che riguardavano i cristiani intenti a distruggere i tuttotondi e le mètope di Fidia.
Come sarebbe -direte voi- cosa c'entrano i cristiani con un tempio greco, pagano? E perché questi cristiani ce l'avessero con le sculture di Fidia?
Diciamo subito che il Partenone, è vero, è un tempio che Pericle fece costruire in onore di Atena, ma già dalla conquista della Grecia da parte di Roma, questo straordinario monumento fu oggetto di varie aggressioni e metamorfosi. Il Partenone, nella sua lunga vita, divenne anche chiesa cattolica, basilica bizantina, moschea, polveriera, cava di marmo. Quello che noi possiamo ancora ammirare di questo tempio sull'acropoli di Atene è tutto ciò che rimane di una lunga sequenza di atti vandalici, dei quali, il più terribile, fu quello sferrato dai veneziani, nel XVII secolo, bombardando il tempio con i cannoni.
Quando i cristiani trasformarono il Partenone in una chiesa dedicata alla Madonna (si noti come la Chiesa utilizzi sempre elementi cristiani perfettamente sovrapponibili a quelli pagani: Atena che diventa Madonna), c'era bisogno di trasformare l'edificio anche dal punto di vista stilistico e formale. Una vera chiesa, doveva necessariamente possedere un'abside! Per fare ciò, occorreva abbattere parte del frontone orientale, con le sculture del timpano, fregio e mètope annesse. Senza pietà. Senza alcun rispetto per la cultura e l'arte.
Così nel video censurato si vedono questi cristiani, vestiti con la juta, salire scale altissime e, a colpi di mazza, abbattere le opere di Fidia, il più grande scultore classico.
Oggi, l'ennesimo atto vandalico sul Partenone è stato commesso dal Ministero greco della Cultura e dall'ordine sacerdotale ellenico. Un atto violento che uccide anzitutto la Verità della Storia, ma anche la dignità del lavoro del regista e l'Arte tutta.

1 commento:

fabios.51 ha detto...

.....dopo 3 gg nn si può pretendere dei commenti, bella la notizia, ma Dio santissimo non si capsce cosa stiano facendo nel controfilmato....abbi pazienza ma un piccola spiegazione del fattio sarebbe d'obbligo. grazie

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