martedì 28 luglio 2009

Un anno di blog

Questo blog compie un anno di vita e lo compie grazie a voi. Non sappiamo se sia il caso di tirare le somme e poi... di che? Se davvero si vuol fare un resoconto, non dobbiamo certo rivolgerci alla nostra attività di bloggers, quanto invece allo stato attuale del nostro Paese, rispetto a un anno fa. Riteniamo che l'Italia abbia fatto molti passi indietro in merito alla concretizzazione della democrazia e molti passi avanti, invece, verso la dittatura. Bilancio assolutamente negativo, ma, di certo, non per colpa nostra e vostra. Il titolo del blog non ha motivo di essere cambiato.
L'Italia ha dimostrato -e ancora dimostra- di non possedere una visione critica e costruttiva delle cose che accadono, l'intorpidimento televisivo registra ogni giorno le sue vittorie e gli italiani hanno perduto l'autonoma capacità di valutare il dato reale, filtrando tutto in base a quel che viene somministrato dai media tradizionali e di regime.
Questi dati non ci fanno onore e, a peggiorare le cose, ci si mette -a ragione- la stampa straniera che ci disegna come un popolo che dà credito alle giocolerie di Berlusconi e si beve qualsiasi brodaglia, venduta come champagne. Come darle torto?
Al di là di tutto questo, vorremmo però far notare come, in un solo anno, un governo possa cambiare totalmente il volto di un Paese. Questo dovrebbe servire di monito anche a un auspicato governo di vera sinistra (sottolineiamo vera e anche sinistra). In un anno, cambiare si può! A noi è toccata la sciagura berlusconiana, anche se, a dirla tutta, questa sciagura non è certo arrivata per caso. La colpa continua ad essere la nostra e chi è causa del suo mal pianga se stesso. Il guaio è che l'Italia non piange! Si trastulla con le vicende mafio-puttanesche del cavaliere e sopporta ogni tipo di angheria, con imbecille leggerezza. E' un'Italia ebete. Ce ne vergognamo e lo diciamo pubblicamente.
A questo punto ci vorrebbe una formula per concludere questo post, una di quelle che non lasciano il lettore sospeso, ci vorrebbe una frase risolutiva. Invece no, volontariamente preferiamo tenere il discorso ancora aperto.

16 commenti:

yellow ha detto...

quando sono in vacanza all'estero cerco di non farmi riconoscere come italiano, tutto dire.......

yellow ha detto...

e poi auguri, cento di questi giorni....

coscienza critica ha detto...

Grazie, Yellow :-)

Anonimo ha detto...

Buon compleanno e grazie x i post =)

novalis ha detto...

...tenere il discorso aperto, significa credere ancora nel cambiamento e guai se non fosse così.
Grazie della vostra presenza.

Mr.Nessuno ha detto...

Ciao CC,
certo che il tempo passa!!!
Quanti post hai scritto?

Ciao e complimenti per la prima candelina di (spero) molte altre.

Ciao

Anonimo ha detto...

Good luck! Continua cosi`: mi piace molto quello che scrivi e come lo scrivi.
Purtroppo la storia di questa catastrofe e` cominciata da decenni e gli italiani sembrano diventare ogni giorno piu` "imbecilli".
Nel 1984 ho colto l'occasione per andarmene dall'Italia proprio perche` non sopportavo piu` gli italiani (non tutti chiaramente, ma moltissimi): con il cappello in mano, la mano tesa a elemosinare con una prece per ottenere un miracolo e una raccomandazione e ripagare con il voto alla dc.
Senza contare il puritanesimo di molti e le contraddizioni di altri.
Non sono perfetta, ma una cosa e` certa: ho una dignita` e non scendo a compromessi per nessun motivo, ragion per cui, essendo troppo sola nelle mie battaglie, ho deciso di arrendermi e di rinunciare alla lotta. Mai, come ora, sono stata sicura di aver preso la decisione giusta: questa povera Italia derisa e si`, anche disprezzata, in tutto il mondo non puo` essere la mia Patria.
I valori democratici e di giustizia di una Nazione non possono essere espressi da un governo come quello attuale in Italia, composto, non solo, da incompetenti, ma anche da mafiosi, delinquenti, razzisti, puttanieri, drogati, maleducati, ignoranti, antidemocratici e chi piu` ne ha, piu` ne metta e l'opposizione non puo` essere rappresentata da gente della stessa risma.
Giorni fa ero dal parrucchiere e pensavo alle leggi leghiste contro gli immigrati: i parrucchieri erano: un'italiana, una greca, una libanese, un australiano e un gay vietnamita. Il proprietario del negozio un indonesiano e tutti lavoravano insieme in amicizia e in allegria: invidiatemi pure!
Roberta da Sydney
(Australia multietnica)

coscienza critica ha detto...

Naturalmente, grazie soprattutto a voi (al di là di ogni retorica).

@ novalis
Il discorso deve essere tenuto aperto, proprio per la ragione che tu hai colto.

@ Mr. Nessuno
Ciao a te C.S.
Il numero dei post? 350, quasi uno al giorno, come media. Spero però che sia la qualità ad emergere, rispetto alla quantità.

@ Roberta da Sydney
Cara Roberta, chi adesso ti sta rispondendo, capisce pienamente il tuo percorso e le tue scelte. Condividendo in toto il tuo pensiero, da 15 anni in qua penso di raggiungere gli abitanti dell'arcipelago tongano, popolo molto più civile di questo governo italiano.
La tua dignità deve essere di esempio, così come la convivenza civile che tu stai testimoniando. Ma dignità e convivenza civile sono oggi, qui, parole senza più alcun significato. Perciò, ancora di più, la tua scelta di vivere lontana da questo Paese si rivela saggia (come tu sei). Grazie a te per seguirci e salutaci la varia umanità presente dal tuo parrucchiere.
Un caro saluto anche a te e a presto :-)

Luigi ha detto...

augurissimi!!continuate così,nn mollateeeeee

Non ti curar dell'oro ha detto...

Auguri ragazzi!
Vi augurerei 100 di questi giorni, ma vorrebbe dire augurare anche 100 anni di Italie come questa... perdonatemi se non lo faccio!

scherzi a parte, continuate così che leggervi è un piacere.

Crocco1830 ha detto...

Innanzitutto auguri!
Lasci il post aperto e fai bene. Mi pare di poter leggere, nel tuo post, un gramsciano ottimismo della volontà, contrapposto al pessimismo della ragione.

coscienza critica ha detto...

@ Luigi
E chi molla? Prima di mollare occorre che si passi sul nostro cadavere.

@ Non ti curar dell'oro
Facciamo del nostro meglio. Grazie anche a te :-)

@ Crocco1830
Grazie, Crocco. Effettivamente, un ottimismo ci vuole e Gramsci aveva inteso bene. Noi continuiamo soprattutto per un dovere civile di stampo illuministico e razionale. E poi anche il cuore e la passione fanno la loro parte. Tra ragione e passione, si lotta.

Silvio Berlusconi ha detto...

Vedi che avevo ragione io, circa l'ottimismo?

Mario ha detto...

Auguri in ritardo e complimenti; onestamente, pensavo che il vostro blog avesse più di un anno... vi siete dati un gran da fare! Il discorso deve rimanere aperto, naturalmente, e comunque per me dire ciò che penso è l'unico modo per non sentirmi inutile...

holamotohd ha detto...

Auguri (anche se in ritardo).
Per me continuate ad essere un punto di riferimento, una voce fuori dal coro, a volte poetica, a volte arrabbiata, a volte accorata, ma sempre intelligente, che seguo appena posso, perchè condivido le vostre idee e mi piace come fate informazione.

coscienza critica ha detto...

@ silvio
Ma... don silviuzzo! Invece di pensare ai terremotati e al Paese, vieni qui a commentare? ;-)

@ Mario
Grazie, Mario. In effetti, esprimere il proprio pensiero, in maniera consona, è un modo costruttivo di vivere.

@ hola
Grazie degli auguri e delle belle parole. Siamo commossi. Grazie anche per seguirci con interesse. Ciao :-)

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