domenica 16 agosto 2009

Perché un mafioso al governo, parla di lotta alla mafia?

Sicuramente qualcuno si sarà lasciato convincere dalle parole di Berlusconi, pronunciate alla conferenza di ferragosto. Un discorso improntato sulla lotta alla mafia. Ma come è possibile che Berlusconi, piduista, colluso con la mafia (quindi anch'egli mafioso), possa parlare di lotta alla mafia? Si è magicamente convertito? Ha visto la luce e vuole autopunirsi, finendo il resto dei suoi giorni in galera?
Per quelli così ingenui d'aver creduto davvero alla panzana della lotta alla mafia, diremo che quella conferenza è stata soltanto uno dei tanti megaspot per propagandare la bontà inesistente del governo. Tutti gli interventi diretti e indiretti di Berlusconi sono pura propaganda, da sempre. Tutto il governo-Berlusconi vive per mezzo di una bugia permanente. Non bisogna scordare che Berlusconi non è un politico, ma un abile commerciante, un venditore di fumo, uno che ha consegnato l'Italia nelle mani della mafia, in cambio di mille favori e di un posto in Parlamento.
La necessità di propagandare la lotta alla mafia deriva dal convincimento e dal bisogno di salvare la propria reputazione, ormai troppo rovinata in Italia e all'estero. Gli italiani e il mondo intero, infatti, sanno bene chi accompagnava a scuola i figli di Berlusconi e quali relazioni sono intercorse tra Berlusconi, Riina, Mangano, Provenzano, Giuffrè, Ciancimino... Gli italiani hanno già da tempo capito che la mafia del Nord passa tutta attraverso Berlusconi. E lo sa anche Bossi che, con il ricatto di riferire pubblicamente in che modo Berlusconi abbia ottenuto i soldi necessari alla sua ascesa, ora sta al governo e ricatta il cavaliere con istanze razziste che vengono trasformate in leggi, complice la sinistra e anche Napolitano.
Le relazioni tra mafia e Berlusconi, perciò, sono cosa risaputa, ma don silviuzzo, attraverso le sue televisioni, riesce sempre a vendere agli italiani ciò che vuole, persino una sua inesistente innocenza. Gli italiani imbecilli se la bevono sempre.


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