domenica 14 febbraio 2010

Anche 'Diritto ed Economia' subisce gravi tagli nella scuola pubblica italiana

Come sapete, in questi ultimi giorni ci siamo occupati dei problemi della scuola, della cancellazione (o riduzione) delle ore di Geografia e di Storia dell'Arte. Ma queste materie non sono le sole a soffrire dei tagli imposti dal governo.
Pubblichiamo una mail che ci è giunta ieri e che denuncia la drastica riduzione delle ore di 'Diritto ed Economia' negli istituti superiori. Questo taglio di ore viene avvertito dal Coordinamento Docenti di Diritto ed Economia come un freno imposto sulla ruota del processo di crescita civile dell’intero Paese. Come dar loro torto?
Questa la mail:
Vorrei segnalare che anche le ore di Diritto ed Economia sono state drasticamente ridimensionate a seguito del riordino della scuola secondaria superiore.
In particolare, le due ore settimanali presenti nel biennio della sperimentazione Brocca del liceo scientifico e le ore previste al liceo classico sono state soppresse. Gli istituti tecnici e quelli professionali hanno subito una consistente riduzione, perché in quel contesto lo studio di questa Materia è “professionalizzante”. In totale sembra che le ore di Diritto ed Economia siano state ridotte complessivamente del sessanta per cento, contro un taglio medio del dieci per cento.
Le scuole delle regioni a statuto speciale, tuttavia, non hanno subito la stessa mannaia. Perché? Valgono più o meno di quelle ordinarie?
E' opinione condivisa che lo studio delle discipline giuridico-economiche contribuisca a formare la coscienza umana (come cittadini, come consumatori, come lavoratori dipendenti, ecc.).
Mi domando quale sia il concetto di qualità della scuola e del sistema Italia secondo il governo?
Le vittime della recente politica scolastica saranno i giovani e gli insegnanti. Questi ultimi si ritroveranno presto senza lavoro. Con un tale impianto l’impressione è che l’Italia sia regredita di sessant’anni.
Saluti.
Il mittente della mail (anonimo per sua volontà e che ringraziamo) segnala anche un'imprecisione nell'articolo di Repubblica (quarto capoverso).
Per quanto ci riguarda, ci corre l'obbligo di ricordare che le iniziative del governo, in merito al 'riordino' della scuola superiore, stanno già trovando parecchi ostacoli e difficoltà di applicazione, a cominciare dal fatto che un termine così breve per l'attuazione (settembre prossimo) non permette lo svolgimento di tutto l'iter necessario a che le intenzioni diventino realtà. Fasciarsi la testa anzitempo? Conoscendo la pervicace ostinazione criminale di questo governo, sì! Ma noi auspichiamo e incoraggiamo una sollevazione di massa contro tutte le ingiustizie realizzate da chi, di libertà, democrazia e popolo, non dovrebbe neanche parlare!

Nella foto, una pagina del quotidiano 'la Padania', acquistata dal Coordinamento Docenti di Diritto ed Economia , attraverso un autofinanziamento.

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4 commenti:

Θάνος Δ. ha detto...

“Lessi, giorni addietro, che l'uomo che ordinò l'edificazione della quasi infinita muraglia cinese fu quel Primo Imperatore, Shih Huang Ti, che dispose anche che venissero dati alle fiamme tutti i libri scritti prima di lui. Il fatto che le due vaste imprese - le cinque o seicento leghe di pietra opposte ai barbari, la rigorosa abolizione della storia, cioè del passato - procedessero da una persona e fossero in certo modo i suoi attributi inesplicabilmente mi soddisfece e, al tempo stesso, m'inquietò. Indagare le ragioni di quell'emozione è il fine di questa nota.”

Borges
La muraglia e i libri
in Altre inquisizioni

La storia si ripeta sempre?

Aries 51 ha detto...

Gli scopi dell' orda sono evidentissimi, come evidentissime sono le loro azioni di oggi e di ieri, ma queste ultime non hanno avuto effetto sulla grande massa degli Italiani.Ormai mi sono convinto che non reagirebbero neanche agli schiaffi e ai calci nel culo.Si può sperare solo che la reazione avvenga all'ormai inevitabilmente prossimo saccheggio del portafogli.

L'Esorciccio ha detto...

Il diritto? E a che serve? Suvvia, siamo seri...
Nell'Italia odierta il diritto è dalla parte dei potenti.
In alcune zone, vige ancora qualche traccia del diritto, ma di quello medievale, per cui se uno ti fa un torto vai dal signore della zona (tipicamente un mafioso locale) e, a modo suo, amministra la giustizia.

coscienza critica ha detto...

@ L'Esorciccio
Hai perfettamente ragione (purtroppo).

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