sabato 27 febbraio 2010

I 'David' di Donatello e di Michelangelo

Ci sono circa 60 anni di differenza tra i due 'David'. Ma questa non è l'unica differenza. Dobbiamo anzitutto avvertire che le sculture poste a confronto nell'immagine non rispettano le reciproche proporzioni, poiché la statua di Donatello (a sinistra) è alta quasi 1,60 metri, mentre quella di Michelangelo ne misura 5, all'incirca.
Perché parliamo di queste opere in un blog di denuncia sociale? Perché il tema trattato, desunto dal passo biblico, può condurci in una riflessione sul concetto di 'azione liberatrice'. Un ragazzo che sconfigge un gigante si presta amabilmente a molte interpretazioni, in questa nostra quotidianità Come sempre, non ci occuperemo prevalentemente dell'aspetto iconico, ma indagheremo ciò che questi due artisti avevano posto come intenzione-base per la realizzazione dei rispettivi 'David'.
Ben sappiamo che l'indole stilistica di Donatello è molto popolare, le sue figure si ispirano ai modelli desunti dalla realtà fiorentina, anche 'grossolani'; ma per il suo 'David', Donatello sceglie un costrutto filiforme, elegante, esile. Questo non soltanto perché Donatello, essendo amico di Brunelleschi, aveva tratto da quest'ultimo esempi di armoniosa estetica, piuttosto perché aveva voluto sottolineare la sperequazione fisica tra i due contendenti: David, un ragazzino esile, contro un gigantesco Golia. La storia scolpita, perciò, procede su questa linea di contrasto fisico e generazionale. Il ragazzo è talmente gracile da lasciarsi sbilanciare dallo spadone, i fianchi assecondano lo sbandamento prodotto dal peso della lunga lama e lo sguardo è quello incredulo di un bambino che non avrebbe mai pensato di farcela. L'azione si è già conclusa.
Nel David di Michelangelo l'azione deve ancora compiersi. Il ragazzo, seppur elegante, ha le mani forti e grandi, muscoli armoniosi ed elastici. Ma qui non occorre molta agilità, bensì determinazione, concentrazione e mira. Il capo è girato in direzione di Golia, la fionda già caricata e pronta, lo sguardo attento e accigliato, concentrato. Sappiamo come finirà e sembra che anche questo David lo sappia, a priori. Michelangelo esprime sicurezza, rabbia, tensione, calcolo, prefigurazione attenta. E' il preludio di una vittoria.

Dato che molti ingressi nel blog puntano a questo post, immaginiamo che si tratti di ricerche eseguite da studenti. Allora ci piacerebbe sapere dagli studenti se le verifiche o le interrogazioni su questo argomento sono andate bene. Fatecelo sapere con un commento.

PS. Se dovessero andare bene, il merito non è nostro, ma di Giulio Carlo Argan ;-)

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3 commenti:

yellow ha detto...

i tuoi post sull'Arte sono molto belli ed allentano un pò le incazzature quotidiane.

coscienza critica ha detto...

Grazie. Li scriviamo anche per allentare la tensione, è vero. Ma sotto sotto, dovrebbero far riflettere. Infatti scegliamo autori e opere ad hoc.

yellow ha detto...

E' vero, sono molto profondi e legati ad altre tematiche, praticamente un ginepraio....

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