martedì 23 febbraio 2010

Lettera a un docente berlusconiano, licenziato dalla Gelmini

E magari avevi anche bisogno e voglia di lavorare, di insegnare con il dovuto trasporto, con la consueta passione di chi svolge questo mestiere. Che poi non è un mestiere vero e proprio, ma una sorta di missione. Non è stato proprio un caso il fatto che tu sia stato licenziato. Diciamolo subito, a scanso di equivoci: noi non siamo contenti che tu abbia perso il posto di lavoro, che tu sia stato risucchiato dal vortice malefico di questa 'riforma' scellerata, dissennata, criminale.
Quando tu ti alzavi la mattina presto e ti attendevano chilometri di strada per raggiungere la tua scuola, per 1200 euro mensili, noi eravamo vicino a te e ai tuoi alunni, consapevoli della tua professionalità. Lo eravamo anche quando i tuoi alunni ti facevano arrabbiare o quando un collega ti 'obbligava' a fargli un'ora di sostituzione perché malato. Ti eravamo vicini quando eri tu malato di stress. E adesso ti mancano quelle arrabbiature! Ti manca quel collega malato, quell'ora di sostituzione e persino quello stress e il maledetto mal di testa. Ti manca il lavoro e la dignità! Ne siamo sinceramente dispiaciuti.
Dovremmo forse essere un po' caustici e sadicamente cinici con te, tu che hai scelto volontariamente, con il tuo voto, un governo che ti ha preso in giro e messo ai margini. Ma noi non riusciamo a biasimarti, tutti possono commettere un errore; stigmatizzarlo non servirebbe a niente, almeno da parte nostra. Conosciamo il dolore che provi, oggi. Conosciamo la tua angoscia e il tuo pentimento e, di certo, sappiamo che non ricommetteresti l'errore. Solo ci chiediamo il motivo per cui una persona intelligente come te abbia potuto consegnare anche la propria esistenza nelle mani di un governo che -si sa- di fronte a un bisogno di risorse, non esita a falciare la cultura, quindi la scuola, la tua scuola. Due calcoli ce li saremmo fatti prima, consapevoli dei principi su cui si basano, da sempre, le destre.
Ora, noi di ITALIANI IMBECILLI ci auguriamo che tu possa trovare un lavoro qualsiasi, un palliativo per vivere e per mascherare quel senso di vergogna latente, un motivo per ritrovare la tua dignità. Ci auguriamo che tu possa continuare a sperare nel futuro (anche quello dei tuoi figli, se ne hai). Qui troverai sempre una parola di sostegno e di solidarietà.
Ma quello che noi auspichiamo di più, credici, è non saperti insensibile a ciò che ti è successo, è saperti disgustato, arrabbiato, amareggiato, deluso, è non saperti ancora fermamente convinto che questo governo stia facendo il bene tuo e del Paese. Ma se il nostro auspicio dovesse essere disatteso, se davvero credi ancora che questo governo sia meritevole della tua attenzione, allora, per il bene del Paese, saremmo costretti a gioire del tuo licenziamento.


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6 commenti:

pia ha detto...

Dice la memoria: " Il 1942 fu un anno decisivo e di forte svolta: ... la crisi alimentare colpiva particolarmente le zone urbane, per cui l'esasperazione cresceva in modo esponenziale; si sentiva gridare, protestare anche se c'era la dittatura. Lo spetro della fame e ... diventarono elementi sufficienti affinchè le coscienze diventassero consapevoli dello stato delle cose".
Da "Le radici di un percorso. L'associazionismo agricolo in provincia di Imperia" di Mario Genari e M. Pia Viale.

Lucien ha detto...

Quando si discute con i docenti dei problemi sempre più tragici della scuola non ce n'è uno che ammette di averlo votato!

coscienza critica ha detto...

@ pia
auguri per il tuo libro :-)

@ Lucien
Senso di colpa o ipocrisia?

BigCanaglia ha detto...

Spero che a tutti i mafiosi che lo hanno votato...perchè di quello si tratta altrimenti dovrei considerarli soprattutto degli stolti..capiti di soffrire per la loro scelta..ma non per una mia sete di vendetta..anzi vorrei solo riuscissero a capire ciò che noi..più fortunatamente e non..abbiamo già capito molto tempo fa..allora i loro errori avrebbero un senso..d'altronde si sa..chi è causa del suo mal pianga se stesso...ma anche che non è mai troppo tardi...
Mi affido alla forza della rete...l'unica nostra salvezza...

stephen who ha detto...

E al genitore berlusconiano (perchè c'è anche quello...) direi: sarai soddisfatto che il tuo governo abbia tagliato il tempo pieno o la lingua straniera a tuo figlio per risparmiare una misera frazione del denaro pubblico "bruciato" in mazzette e evasione fiscale dai vari fastweb e bertolasi di cui traboccano le pagine dei giornali in questi tempi tristi!

yellow ha detto...

ma perchè non impariamo dai paesi nordici dove c'è una distrib uzione della ricchezza più equa e dove le tasse le pagano tutti e dove il senso civico è maggiore ecc ecc.
quante magagne si potrebbero risolvere?
il lavoro, la scuola, la famiglia, ne trarrebbero grandissimi vantaggi.

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