mercoledì 31 marzo 2010

La quarta fase del monologo satirico di Daniele Luttazzi

Nel testo originale di Luttazzi non era prevista una quarta fase, logico, normalmente la satira si ispira a fatti già accaduti. Ma adesso ci siamo, oggi possiamo aggiornare quel testo alla luce degli ultimi accadimenti politici. Certo, le cose precipitano con una velocità... ma in certe brutte esperienze è forse meglio darsi una mossa e finirla lì, anche se noi sappiamo che in quella terza fase gli italiani preferiscono crogiolarsi e indugiare nel loro passivo godimento.
Dopo la sconfitta della sinistra alle regionali, Berlusconi ha chiesto a Bersani di unirsi a lui per attuare le riforme. Avete già capito. E Bersani, naturalmente, non si lascia scappare un'occasione così ghiotta.
Entra in scena il tritagonista, con ruolo attivo e inizia la quarta fase. Ora, non si sa bene quale sia la posizione preferita da Bersani, ma la scelta è ampia; per un politico di professione il kamasuthra è un breviario tascabile già ben assimilato e testato. L'unica cosa certa è che anche Bersani si divertirà. In realtà, tutti si divertiranno in questo amplesso triangolare, anche gli italiani, che sono stati proprio loro a chiamare il terzo, perché la sola sodomia dopo un po' annoia.
Questa è la fase più divertente, dove la sperimentazione e il godimento possono raggiungere vette impensabili. Vai a sapere, magari gli italiani nel bel mezzo dell'amplesso esprimono anche il desiderio di essere legati, ammanettati, appesi su una croce di chiodi, frustati. In questi casi non si va per il sottile e non si fanno complimenti, colui che si trova più vicino al sadico strumento lo usa, mentre l'altro continua nelle operazioni politiche, attuando ogni punto del programma.
Uno studio scientifico dimostra che la reiterata partecipazione a performances di questo tipo induce a una sorta di dipendenza psicologica e questo ci dà conferma della millenaria predisposizione italica alla sottomissione. Chi prova certe ebrezze, poi non ne può più fare a meno e lo sapeva bene Giambattista Vico che, invano, cercò di avvisare gli italiani.
Quanto durerà questo rapporto? E chi può saperlo? Anche le forme di cessazione del rapporto possono essere tante: eiaculazione precoce, i vicini di casa battono contro il muro e gridano 'basta, vogliamo dormire', un'importante partita di calcio alla tv, il tacchino che brucia nel formo... fino all'infarto di uno dei partecipanti. Riguardo all'infarto, c'è da dire che è molto raro che accada, ma non lo si può escludere a priori. Ecco, almeno quello non auspichiamolo agli italiani, almeno quello evitiamoglielo!

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2 commenti:

Jaio Furlanâr ha detto...

La commedia dell'arte continua. Non finirà mai.Anche se ci fosse un nuovo duce, italiani siamo e italiani resteremo...Cualunquessia il partito al potere. Sfortunatamente.

coscienza critica ha detto...

Quando gli italiani si accorgeranno che esiste l'anarchia e che quest'ultima non è come l'hanno sempre pensata, sarà comunque troppo tardi.

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