domenica 7 marzo 2010

Lo chiamavano Speedypen

Altri partiti sono stati esclusi dalla competizione elettorale, ma sono stati completamente ignorati da Speedypen, il quale non ha invece perso tempo per favorire le liste Pdl.
Intanto Berlusconi continua la sua lotta per non farsi processare, mentre il Paese ha ben altre urgenze. A tal proposito, denunciamo il fatto che nessun partito di 'opposizione' abbia promosso una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare contro le leggi personali di Berlusconi. Allora abbiamo pensato di creare un gruppo su facebook, al fine di fare pressione su quel partito che avesse voglia di dare seguito a questo istituto sancito dalla Costituzione. Più siamo e più contiamo. Mettiamo alla prova questa famigerata 'opposizione' e vediamo se qualcuno di loro ha il coraggio di appoggiare una legge di iniziativa popolare e fare davvero una opposizione al Governo. Per aderire al gruppo cliccare sul banner qui sotto.



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3 commenti:

Mt ha detto...

Mi permetto di ricordare che un disegno di legge deve essere approvato dal parlamento e (una volta divenuto legge), deve essere promulgato dal presidente della Repubblica.
Ammesso che in parlamento vi sia una opposizione, e ammesso che essa presenti un disegno di legge antigovernativo, il ddl non sarebbe in ogni caso approvato, perché il centro-destra detiene la maggioranza assoluta sia al senato che alla camera.
Non ci sono vie di uscita, perché non possiamo contare sull’attuale classe politica baronale (su tutta la classe politica).
Bisogna organizzarsi per creare una nuova opposizione fatta di persone oneste, giovani, fedeli alla Costituzione e alla Repubblica, di persone che intendono ridare una speranza alle future generazioni, perché l’Italia è altrimenti condannata ad una “crisi permanente” (parole dell’attuale ministro per l’economia).
Di questo passo cioè saremo sempre più poveri!
Queste persone giovani, devono farsi conoscere attraverso la rete, perché anche in fatto di libertà di informazione non abbiamo alternative. Costoro devono divulgare le proprie idee e presentarsi alle prossime elezioni politiche nazionali (2013?). Bisogna lavorare in vista della formazione di un nuovo parlamento, di un parlamento pulito, come qualcuno suggerisce. E se il parlamento pulito dovesse ottenere la maggioranza assoluta dei seggi, si potrà pensare ad una terza Repubblica, si potrà cioè disegnare un’architettura statale per impedire la formazione di una nuova casta, reintroducendo innanzitutto la preferenza elettorale, ecc. ecc.

P.S. C’è una inchiesta-video sul rischio di manipolare i risultati dello spoglio elettorale, ricorrendo alla tecnologia informatica. L’inchiesta è intitolata “Uccidete la democrazia”, a cura di Enrico Deaglio (11 video). L’ipotesi è che questo tipo di brogli sia stato praticato alle elezioni del 2006. Direi che, vista la crisi dello Stato di diritto, è il caso di guardare il filmato e di essere allerta.

yellow ha detto...

giovani in gamba ce ne sono, speriamo che rimettano in piedi il paese...
una bella eredità , non c'è che dire!

coscienza critica ha detto...

@ Mt
Hai ragione, ma la richiesta di una legge di iniziativa popolare ha un valore intrinseco: l'azione del popolo nei confronti della classe politica. E' un segnale preciso, una testimonianza di dissenso che muove dal basso. Il fatto che la Costituzione preveda queste proposte popolari, ma che di fatto non vedono mai la luce, denuncia la maschera di questa democrazia, basata sull'illogicità, l'incoerenza della parola stessa 'democrazia' (io, anarchico, ne so qualcosa). A maggior ragione una spinta dal basso, con qualunque mezzo, deve esserci. La richiesta di una legge di iniziativa popolare è un atto dovuto, prima di passare ad altri mezzi. Non trovi?

@ yellow
Poi quei giovani si trovano in Parlamento e finiscono anche loro per essere un ingranaggio del sistema. Storia ad libitum.

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