lunedì 8 marzo 2010

Sonia Delaunay

Il 1975 fu dichiarato anno internazionale della donna. E proprio oggi, festa della donna, proponiamo questa grande figura con l'ausilio dell'immagine allegata che rappresenta il manifesto dell'UNESCO del 1975, firmato da Sonia Delaunay.
Nata a Gradijsk (Ucraina) nel 1885, il suo vero nome era Sarah Stern ed è stata la più celebre pittrice del '900. Ebbe un fitto rapporto artistico e amoroso con Robert Delaunay, suo secondo marito, artista anche lui.
Sonia Delaunay si è inserita nelle Avanguardie attraverso la sua ricerca continua sul colore come significante, studiando in maniera rigorosa tutte le leggi fisiche e percettive relative al fenomeno luminoso. I suoi studi, infatti, partono dalla conoscenza delle teorie di Eugène Chevreul che nel 1839 aveva scritto un testo sul contrasto simultaneo dei colori (regola dei colori complementari) e proseguono fino alla sua morte (Parigi 1979) con l'applicazione e lo sviluppo degli studi sugli effetti cromatici.
Quando un'artisa come Sonia Delaunay attraversa tutte le Avanguardie, porta sempre con sè un po' di esperienza desunta dai vari movimenti artistici e culturali che hanno caratterizzato il '900. Così questa artista non ha potuto prescindere dagli insegnamenti degli espressionisti, dei cubisti, degli astrattisti e dei costruttivisti. E sono tutti elementi che Sonia ha saputo rielaborare e declinare in un linguaggio proprio.
L'interesse nei confronti della vibrazione della luce accompagnerà Sonia lungo tutto il suo percorso artistico. Questa vibrazione è ovunque, su tutte le cose, ecco perchè Sonia non discriminava gli oggetti da dipingere: qualsiasi cosa poteva essere motivo di interesse e soggetto artistico di assoluto rilievo.
Se prendiamo in considerazione l'immagine qui proposta, non è difficile intuire che dietro alle vaghe sembianze femminili del soggetto c'è una più poderosa attenzione nel colore utilizzato. Si tratta dell'applicazione della sintesi additiva, dove i tre colori primari sono il blu, il verde e il rosso (contrariamente a quanto avviene nella sintesi sottrattiva: blu, giallo, rosso). La sintesi additiva si riferisce al colore inteso come luce, non come materia. Pertanto, la miscela e l'equilibrio tra questi tre colori primari forma il bianco-luce. Associando il bianco-luce al soggetto, Sonia ha voluto esprimere la dimensione universale della donna, come figura illuminante della storia umana, elemento che genera vita (come la luce del sole).
Considerata e nominata 'lo spirito più giovane di Francia', Sonia Delaunay fu amica di letterati, poeti, musicisti, filosofi; questo è un elemento comune tra tutti gli artisti vissuti nei primi decenni del '900, poiché le Avanguardie furono un crogiuolo di conoscenze e di contatti tra tutti gli intellettuali dell'epoca. Non v'era poeta che non prendesse ispirazione dagli artisti e viceversa. Le idee venivano scambiate e confrontate, dibattute nei cafés, nei salotti come nelle bettole, nelle mostre frequentatissime come nelle 'promenades', negli ateliers come negli studi fotografici. Ovunque.
Oggi quel fermento culturale è solo un lontano ricordo, ahimé. Lo studio della Storia dell'Arte viene ridotto o abolito nelle scuole italiane e le giovani menti vengono plasmate dalla tv, sul modello del vacuum perenne.

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7 commenti:

yellow ha detto...

bellissimi questi post, l'ho già detto e lo ripeto, sono piccoli capolavori che aprono spiragli su un mondo meraviglioso.
i primi anni del 900 sono stati veramente fecondi specialmente a Parigi e anche a San Pietroburgo dove la poetessa Anna Achmatova si riuniva con i nomi più grandi della cultura russa nel salotto degli Ivanov a leggere poesie al lume di candela, che meraviglia!

coscienza critica ha detto...

Diciamo che, quello artistico, è un àmbito in cui mi muovo con una certa disinvoltura. In effetti, anche la Russia dei primi del '900 non scherzava in fatto di cultura condivisa. Se penso solo a Kandinskij o a Stravinskij...

Anonimo ha detto...

Ahh, che fermento che c'era...non il vuoto pneumatico di oggi.Se ci pensiamo bene in fondo è già dalla metà del secolo scorso che di arte nè è stata partorita ben poca..parlo di quella vera, avanguardie etc..Anche io ci navigo bene nell'arte avendo frequentato per qualche anno l'Accademia di Via Ripetta (erano i tempi di Guttuso, Avenali etc) ed è bello trovare persone che ne parlino....la politica vabbè, ma poi alla fine bisogna anche nutrirla questa mente e possibilmente di "bello" in senso lato...il brutto induce ala depresisone e di brutto in giro ce n'è a carrettate.
Mietta

coscienza critica ha detto...

@ Mietta
Oggi è tutt'un fermento di veline

Anonimo ha detto...

Oggi è tutto un fermento di ignoranza crassa....e quei pochi temerari che ancora osano parlare o interessarsi di arte o letteratura o fotografia d'autore o giornalismo ancora decente (grazie a qualche ottuagenario che ancora resiste),vengono bellamente presi per il ........ o emarginati come gli appestati. Ne parlavano proprio giorni fa in radio...ma come si fa, in un paese così ricco di meraviglie artistiche di ogni genere, a ridurre l'insegnamento della storia dell'arte, un campo che non solo arricchisce ma darebbe, se così si volesse nell'empireo da troppo tempo abitato da cavernicoli,tanti introiti economi...Anche se, pure qui...quando si sente che a Londra per entrare ne musei non si paga un cent...vengono dei dubbi. Ma quanto turismo si attiverebbe se ci fosse più cura e si pubblicizzassero siti od altro finora sconosciuti? Io, da ignorante (colei che ignora, perchè da imparare ce n'è sempre un fracco) non sapevo che sotto piazza Venezia, a Roma, con gli scavi della metro avessero scoperto delle meraviglie...che faranno,le restaureranno per farne dono a tutti gli amanti dell'arte, o le riseppelliranno sotto il cemento perchè...in fondo di reperti....ehhh basta, ma che ce dovemo faaaa!!!
Mietta

coscienza critica ha detto...

Negli anni Sessanta la speculazione edilizia e i palazzinari nascondevano le antiche vestigia trovate attraverso gli scavi per le fondamenta delle case. Intere città antiche (etrusche e romane) sono state ricoperte di cemento per fare posto alle strade. Così teatri greci che non vedranno mai la luce, terme, necropoli.... La nostra è una storia antica, anche di truffe e sacrilegi. Siamo tutti figli di Machiavelli. Oggi questi figli votano il peggio della feccia umana. E ne sono felici, come i porci amano rotolarsi nella melma.

Anonimo ha detto...

Ma come ci siamo ridotti così? Vabbè che è stato dato un "aiutino" con i fiocchi da sappiamo chi e da tutta la sua scombiccherata compagnia di giro,ma eravamo anche predisposti? Abbiamo perso di vista il senso della vita oltre che di ogni altro buon principio? E come ritornare indietro o tentare di riappropriarci di un vivere colmo di interessi, di vita vera e non solo tesa al possesso di abbigliamento fricchettone ed oggetti inutili? Ai posteri l'ardua sentenza ma....personalmente sono asai pessimista perchè mi basta guardare i miei coetanei non più di primo pelo ma soprattutto una bella fetta di gioventù persa nei meandri di facebook, grandi fratelli o isole dei falliti, sballi di vario genere ed ignoranza per esserlo.
Mietta

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