venerdì 16 luglio 2010

Addio Internazionale

Il sistema capitalistico non ammette l'umanizzazione del lavoro e neppure l'applicazione del 'progresso' per migliorare le condizioni dei lavoratori e delle classi medie e basse. Questo dev'essere detto a chiare lettere, perché è da qui che parte il filo che conduce alla comprensione del panorama che si sta dischiudendo sotto i nostri occhi, in Italia e non solo, sul versante dei diritti del lavoratore. Ancora di più si dovrà dire che proprio l'esistenza del capitalismo ha causato la divisione della società in classi. E riguardo al concetto di 'progresso' qui dovrà essere inteso come potenzialità di sviluppo in termini umani, uno sviluppo che il capitalismo non ha mai voluto considerare, non a caso.
Stiamo assistendo a una involuzione culturale e di coscienza che sta concedendo ai capitalisti ogni sorta di privilegio e promuovendo il ritorno allo stato di schiavitù per tutti i lavoratori. Segnali allarmanti e precisi (istat) ci informano che la classe media sta già confluendo in quella più povera. E' la conseguenza logica di una politica volta al dominio e allo sfruttamento della massa lavoratrice.
E' anche capitato, in certi periodi storici, che questo tipo di politica abbia offerto al lavoratore l'occasione di elevarsi economicamente (boom economico), ma questi brevi passaggi si sono rivelati indispensabili per il capitalismo stesso, non nascono dal caso, è stato il capitalismo stesso a concepirli, a volerli, per un proprio tornaconto. Il lavoratore ha finito sempre col vedere la curva del proprio benessere economico (e dei propri diritti) ridiscendere inesorabilmente. Noi stiamo attraversando questa curva, ci siamo dentro.
La questione di Pomigliano è esemplare. Il ricatto di Marchionne ai lavoratori della Fiat è quanto di più lucido si possa trovare per illustrare la parabola discendente dei diritti dei lavoratori. Diritti ottenuti per merito di lunghe e sanguinose lotte. Oggi, buona parte di questi diritti sono stati distrutti nel breve volgere di una votazione, di un ricatto. Ma non è l'unico caso, oggi. Le conseguenze di quel ricatto stanno facendo scuola e già altri imprenditori chiedono (obbligano) ai lavoratori sacrifici, in cambio di salari più bassi, pena il licenziamento. Chi ha votato 'sì' al ricatto di Marchionne ha deposto la pietra tombale sui diritti di tutti i lavoratori italiani. Ma non diamo direttamente la colpa a quella parte di lavoratori che ha votato 'sì', perché era solo questione di tempo e lo stesso ricatto sarebbe ricomparso, altrove. Non è un mistero il fatto che Berlusconi, da sempre, voglia mettere mano allo Statuto dei Lavoratori, segnatamente sull'Articolo 18, quello relativo al licenziamento senza giusta causa. Da ciò si intuisce il disegno nefasto di trasformare gli attuali lavoratori in una sottospecie di categoria ricattabile, lavoratori indifesi, alla stregua di quelli che ancora nel 1866 scioperavano per le otto ore lavorative. Ecco, siamo ritornati indietro nel tempo, alla Prima Internazionale, cancellati 150 anni di lotte per i diritti!
I lavoratori che oggi credono di possedere dei diritti, devono pensare che questi ultimi sono davvero pochi se posti in relazione alle loro vere e umane esigenze. Nessun imprenditore e nessun regolamento aziendale può ancora dimostrare di aver reso il lavoratore una Persona, soprattutto libera. Semmai è vero il contrario: l'industria, l'economia, il capitale, l'imprenditoria, la finanza... hanno allontanato il lavoratore dalla sua dimensione più umana. Non basta respirare e mangiare per dire di essere vivi e liberi. Ma c'è di più. Se da un lato il sistema capitalistico e neoliberista vuole ottenere un'unica classe lavoratrice priva di diritti e a salari da fame, questa classe deve anche essere divisa sul piano ideologico, altrimenti potrebbe rivelarsi dannosa per il sistema (l'unione fa la forza). A questo scopo vengono create le condizioni per far nascere dissidi tra i lavoratori, tra le loro categorie: la guerra fra poveri. Tali dissidi comportano la disgregazione della forza collegiale, la disunione nelle lotte che dovrebbero essere comuni, l'annullamento della coscienza di classe. Questo piano diabolico della classe dominante è già una realtà.
Ricostituire una coscienza di classe, oggi, sarebbe auspicabile, ma la curva dei diritti è ancora in piena fase discendente e non si arresterà. Quello che è necessario fare, adesso, è conoscere, non dimenticare, parlare di cosa sono state le lotte dei lavoratori, di come sono stati conquistati i loro diritti. Non si può ignorare, ad esempio, che quando si parla di Internazionale, si vuol intendere anzitutto 'Associazione Internazionale dei Lavoratori' e già questo ci fa capire quanto siamo lontani oggi da quella presa di coscienza globale, da quelle lotte comuni. Oggi troviamo piuttosto associazioni locali di lavoratori che, quando va bene, si riconoscono in albi nazionali che rappresentano, ognuno, una sola categoria di lavoratori. Albi e associazioni che non producono tutele effettive, non promuovono lotte, sono semplicemente registri, testimoni di una frantumazione della coscienza di classe. E il sindacato?
Il sindacato non c'è più, nell'accezione originaria del termine. Se un tempo il sindacato era davvero l'anima dei lavoratori, oggi anche il sindacato si è diviso in decine di sigle spesso in lotta e in competizione fra loro. In molti casi i sindacati hanno preso accordi con i governi e siglato intese con questi ultimi, a danno dei lavoratori. E non è raro vedere ex sindacalisti seduti in Parlamento o addirittura al governo. Noi abbiamo assistito, soprattutto negli ultimi tempi, a scioperi assolutamente inutili sotto il profilo dell'efficacia, scioperi opportunistici e anche lesivi per certe categorie di lavoratori. Se un tempo chi lavorava faceva anche il sindacato e lo difendeva dagli attacchi del potere, oggi esistono lavoratori iscritti che strappano la loro tessera sindacale. Anche questo è segno distintivo di un'epoca in declino per i diritti di tutti i lavoratori.
Quindi prepariamoci a una discesa sempre più ripida. E a questo punto non possiamo far altro che augurarci due cose: che sia una discesa veloce oppure che la caduta di questo governo possa quantomeno arrestare il processo di schiavizzazione della classe lavoratrice.

PS. mettetevi il cuore in pace, siamo schiavi, solo che esserne consapevoli ci rende potenzialmente abili per una qualche reazione. Notizia di adesso: si andrà in pensione a 70 anni (QUI)

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9 commenti:

Anonimo ha detto...

parole sante, parole sante...mi piacerebbe tanto chiedere a quei due, Angeletti e il pio/pincopallo secondo loro di chi tutelano gli interessi. Quelli dei lavoratori o quelli dei padroni? E pure i lavoratori ci metterei...ma che aspettate a mandarli a fanc........,si accordano con quell'altro pescecane di Marchionne pe cosa, lasciare agli operai il diritto di mangiar pane e cipolla, lavorare come schiavi e nient'altro nella vita? Questa osservazione l'ho già fatta, ma repetita iuvant...ma ci sono figli e figliastri a questo mondo, oppure figli di un dio minore? Chi ha deciso che un operario, un impiegato,un professore,un operatore ecologico debbano vivere solo per sostentarsi..se ci riescono? Chi ha detto che non debbano avere una dignità, dei sentimenti,il desiderio di poter volgere lo sguardo ad un futuro non fosco..trattati inveece peggio delle bestie (ehh, ma per quelle si fanno fior di leggi, anche ultimamente).
Mietta
p.s. il tutto poi per opera di chi? Di una marmaglia di gente che si dovrebbe vergognare di esistere....basta leggere tutti i giorni il giornale!

coscienza critica ha detto...

Eh, cara Mietta, è notizia di oggi che il Bonanni è in lizza per prendere il posto di Scajola. Ovvio, no? E il suo compare della UIL sarà forse a capo del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro. Vedi tu!

Strappare le tessere e seppellire questi parassiti per sempre! Riorganizzare un sindacato autonomo! Ma, come si diceva nel post, forse è ancora presto. Bisognerà aspettare che la fame morda tutti gli italiani. Che venga presto quel giorno!

Anonimo ha detto...

'mazza che promozioni, beh mettersi a tot gradi evidentemente rende.Del resto non è una nività...quanti son passati dal sindacato agli scranni parlametari e quanti son diventati ministri.Ho sbagliato strada, vedi..bastava far la sindacalista appecoronata ed avrei avuto un fulgido avvenire :-D
Che schifio...ed i loro iscritti che dicono, niente? Non si sentono trattati come pezzi di carne venduti per far carriera? I Cobas ci hanno provato a sganciarsi e debbo dire che i loro scioperi almeno quì a Roma trovano abbastanza adesioni, ma come dici giustamente tu forse non siamo ancora al punto giusto per una rivolta totale...evidentemente non siamo ancora sotto il barile. Mi scoccia solo che questa situazione ce la dobbiamo sorbire anche noi che dissentiamo...e sobbarcarci i sacrifici.
Ciao
Mietta

coscienza critica ha detto...

Il malaffare si perpetua come segue: i giovani fra qualche anno dimenticheranno tutto e si faranno fregare dalla prossima classe politica, la quale, invece, ricorda benissimo i metodi dei loro predecessori per fregarli. E avanti così, usque ad finem.

Anonimo ha detto...

Sìì,ma 'sti giovani si faranno fregare perchè già adesso di quel che accade poco gli importa,agnelli sacrificali che pur di mantenersi il doppio cellulare o il PC per le grandi amicizie su facebook son disposti ad essere dei novelli schiavi(ovvio, che sto generalizzando).Si può anche lavorare a progetto,in un call center, a termine e bla e bla...ma poi dovrebbero tentare di crearsi un futuro, ribellarsi ed anche soffrire e penare se occorre.Altrimenti, come dici, i futuri politici farano polpette anche di loro...
Buon week
Mietta
p.s.ma gli altri amici del blog...che fine hanno fatto? Ormai ci parliamo solo noi due :-D

coscienza critica ha detto...

Sul discorso dei giovani hai detto quello che ho evitato di dire nel precedente mio commento. E sono d'accordo.
Gli altri amici? Ti assicuro che leggono. E' ciò che più conta. Ultimamente il blog ha una media di 500 lettori al giorno, un po' calante, ma è normale in estate, poi in inverno i lettori raddoppiano.
Buon we anche a te.

Anonimo ha detto...

..insomma sui giovani, ti ho levato le castagne dal fuoco eh eh!!
Sono contenta che hai tanti lettori, che credi?
ariciao
Mietta

yellow ha detto...

è il blog più interessante della rete , almeno per me , ciao ci sono 33 gradi a Firenze....passo e chiudo!

coscienza critica ha detto...

Ma grazie yellow :-)
Se soffri il caldo, mi dispiace per quei 33 gradi. Io invece vorrei vivere sempre a Tonga ;-)
Saluti cordiali.

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