mercoledì 21 luglio 2010

Le emergenze che non vi raccontano

Da alcuni giorni c'è un ragazzo sul tetto del cie di Corso Brunelleschi. E' un prigioniero. E' un condannato a morte da questo Stato. E' uno dei tanti, uno dei troppi condannati che ha deciso di lottare e lo fa in questo modo per opporsi alla deportazione forzata in Tunisia, voluta dal nostro governo, dopo mesi di torture nel cie.
Si chiama Habib-Sabri, una persona come noi, un ragazzo come tanti, con l'unica colpa di essere stato definito 'clandestino' da una legge italiana razzista. E' emergenza al cie di Torino, ma anche in tutti gli altri lager di Stato. Questi lager vanno abbattuti! E' già stato appiccato il fuoco, ci sono rivolte e scontri praticamente ogni giorno e tempo fa abbiamo anche denunciato la distribuzione di farmaci scaduti da parte della Croce Rossa. Sono queste le emergenze che non vi raccontano. E quando in tv se ne parla, non si dice mai la verità, non si dice che queste persone sono perseguitate, che hanno bisogno di protezione e di asilo politico, che nei loro Paesi rischiano di finire impiccati per colpa di leggi barbare, inumane. Si pone invece l'accento sempre sulla loro condizione di 'clandestini' e sulla loro presunta colpevolezza per qualcosa. Ma quel 'qualcosa' è solo una legittima voglia di libertà e di convivenza civile. Niente da fare, chi si ribella all'oppressione di Stato viene arrestato. Occorre creare le condizioni per una vita migliore, per un'integrazione proficua e pacifica, anziché risolvere la questione con le prigioni e le condanne a morte. Ma gli Stati si guardano bene dal creare società solidali e libere; se lo facessero, gli Stati e i governi non avrebbero motivo di esistere, così come tutte le polizie. Perciò è meglio creare divisioni e guerre, propagandare l'odio, far credere che queste persone sono dei criminali. Criminali sono invece tutti i governi del mondo. E sanno di esserlo.
Habib ha ricevuto tre lettere dai reclusi del cie di Gradisca, tre testimonianze di solidarietà e di incoraggiamento:

Caro Habib,

siamo tutti con te e facciamo tutto il possibile da Gradisca. Stiamo lottando per combattere questa legge che non deve esistere, e facciamo il possibile. Molti di noi siamo in sciopero della fame, non vogliamo avere niente a che fare col direttore e le guardie, noi non vogliamo niente da loro.
In tanti ci tagliamo ogni giorno come forma di protesta perché i Cie devono essere rasi al suolo. Sappiamo che sei li da più di trenta ore; non ti preoccupare, tieni duro perché siamo molto vicino a te e sappiamo che la tua lotta è anche la nostra lotta. Sappiamo che il Cie di Brunelleschi è un Cie che fa schifo. Il tuo gesto è molto coraggioso, tieni duro, stiamo tutti lottando e pregando per te, speriamo che non ti succeda niente, non sei da solo. Vogliamo anche ringraziare tutti quelli che da fuori ci stanno sostenendo per distruggere questi campi di concentramento.
È molto importante sentirvi vicini. Ci aiutiamo a vicenda dando una mano a questo ragazzo.

I reclusi di Gradisca - Sezione rossa

Ti auguriamo di resistere
Libertà per tutti e siamo tutti con te Habib e contiamo su di te. Grazie mille per questo tuo gesto ti auguriamo al più presto la libertà, a te e a tutti noi.

I reclusi di Gradisca - Sezione blu


Caro fratello tunisino,

ti chiediamo di resistere e non mollare finché ottieni la libertà. Quello che stai facendo tu lo stai facendo anche per tutti noi extracomunitari, sopratutto x gli algerini e i tunisini che stanno subendo questo nuovo decreto per facilitare le deportazione. Siamo sicuri che puoi resistere ancora, solo così potrai ottenere la libertà. Siamo tutti con te nel bene e nel male. Anche noi abbiamo lottato e stiamo lottando per te e per tutti noi. Sabato abbiamo fatto la protesta e tre di noi sono già in libertà. Noi non ci fermeremo qua finché non otterremo i nostri diritti di esseri umani e finché non distruggeremo questi lager. Ringraziamo tutti i solidali che li sotto stanno lottando per lui e per tutti noi. Libertà per tutti.

I reclusi di via Corelli - sezione C maschile e settore femminile

Il presidio permanente continua. Giovedì, 22 luglio 2010, ci sarà un corteo che partirà alle ore 21 dal centro di Torino e arriverà al cie di Corso Brunelleschi. Andiamo in tanti.

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