martedì 13 luglio 2010

Qual è il destino degli italiani?

Nell'agenda degli obiettivi di questo governo non sono contemplati i diritti del cittadino, se non per eliminarli del tutto. Ogni settore della società sta subendo un'aggressione continua da parte di questi politici che, presi tutti insieme, formano una banda per delinquere di eccezionale malvagità; presi uno ad uno, risultano, nel migliore dei casi, individui con turbe mentali e manie di grandezza.
Quest'agenda degli obiettivi non è altro che l'espressione dei principii delle destre.
Cari lettori, quando qualcuno vi domanderà cosa voglia dire 'destra', basta pensare a quello che sta accadendo in Italia e rispondere a colpo sicuro. E dovrebbe essere compito della Scuola quello di insegnare, con estrema chiarezza, quali sono i principii fondamentali di ogni parte politica.
Quindi, dicevamo, questo governo sta attaccando ogni settore della società e, contestualmente, sta distruggendo i diritti dei cittadini, anche quelli fondamentali, come il diritto di essere informato o quello di avere una giustizia uguale per tutti. Ma anche il diritto di essere 'persona', secondo i principii della destra, deve essere ucciso, perché il cittadino non deve possedere una coscienza critica, sarebbe deleterio per qualunque tipo di regime autoritario. Il cittadino cosciente è infatti un potenziale cittadino ribelle, capace di dar fastidio alla politica e di far riflettere anche gli altri cittadini, meglio mantenerlo nell'ignoranza e dimostrargli che c'è qualcun altro che si prende cura di lui, che pensa per lui (vita comoda per gli italiani imbecilli, che abboccano facilmente).
Ma allora, dopo che questo regime di destra avrà modificato tutto, dopo aver annullato tutti i diritti dei cittadini, dopo che la propaganda avrà finito l'azione di convincimento e passerà all'azione di mantenimento, dopo che il Paese sarà stato deturpato completamente e lasciato nelle mani delle mafie, dopo che anche gli ultimi bastioni di resistenza saranno stati conquistati (con la forza, è ovvio), dopo che polizia ed esercito saranno diventati persino elementi dell'intima moralità, dopo che la Chiesa avrà imposto il crocifisso in ogni sgabuzzino delle scope, dopo che ogni posto di dirigenza sarà stato occupato dagli amici e dai parenti dei mafiosi (complice il federalismo), dopo che ogni strada che conduce nel giusto sarà stata sbarrata ad ogni singolo cittadino onesto, ci chiediamo: cosa succederà all'Italia e agli italiani?
La domanda è lecita, dal momento che il popolo italiano non è in grado di fare una Rivoluzione. E la Rivoluzione sarebbe l'unica soluzione, già adesso, perché nessuno ci tirerà fuori dal baratro, nè l'Europa, nè altri. Oggi ci sono tutte le condizioni per far tuonare le istituzioni sovrannazionali, ma tutti dormono. D'altra parte, dovrebbe toccare a noi muoverci per cambiare questo stato di cose, ora! Ma adesso è il tempo della propaganda, è il tempo dei Minzolini, il cittadino è concentrato a seguire le menzogne e le idiozie della tv, non chiedetegli di reagire, non sa farlo e non vuole neanche provarci. E quelli che provano a scendere in piazza ricevono puntualmente trattamenti ignobili, vengono oscurati dalla tv, vengono manganellati dalla polizia, accusati dalle procure e persino arrestati. I numerosi esempi di protesta (che ci sono) rimangono isolati, non v'è coesione tra le categorie di lavoratori, i sindacati si sono venduti da molto tempo e il governo non ha orecchie che per se stesso. In questo quadro desolante, ogni italiano pensa al proprio orticello ed è ben lungi dal pensare a una Rivoluzione. L'Italia è ancora più divisa di quanto non lo fosse ai tempi degli staterelli in mano alle mafie istituzionalizzate. Bisogna ancora fare gli italiani, non c'è dubbio, ma non attraverso la tv (televisivamente parlando gli italiani sono unitissimi, 'da Trieste in giù', appunto), ma per mezzo di un percorso pedagogico di coscienza e di conoscenza del sè in rapporto agli altri e individuando gli obiettivi comuni da raggiungere, primo fra i quali, l'individuo come essere autonomo e solidale, nel tessuto della società di cui fa parte.
Ci auguriamo che gli italiani si organizzino al più presto per ribaltare questo regime. Occorre un moto d'orgoglio, ma soprattutto pensare che la lotta di un singolo è la lotta di tutti, perché riguarda il futuro della società, cioè quella dei nostri figli. Ma se lottare vuol dire desiderare un altro governo, beh... allora è sempre tutto inutile. Non votare è l'unica vera rivoluzione (leggi)

PS. Vi ricordiamo di esprimere un giudizio nel sondaggio che trovate sotto il blogroll

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Prevenire è meglio che curare...e quante avvisaglie c'erano di tutto ciò se persino un Montanelli, bravo giornalista ma non certo di sinistra o anarchico,ci aveva avvisato del pericolo? Un dittatura soft, senza carri armati (si spera!)ma sempre la stessa zuppa maleodorante.Ora il dado è tratto, come non accorgesi che ogni giorno le notizie siano sempre più allarmanti riguardo all'espandersi del male oscuro? Caro CC tu ti appelli agli italiani, alla loro dignità ed invochi un sussulto che possa trarli da queste sabbie mobili.Io non so,forse ci vorrebbe un evento ancora più eclatante che sia capace, dopo anni di ottundimento di troppi cervelli,di risvegliarli da uno stato vegetativo.
Mietta

coscienza critica ha detto...

Sì, Mietta, ci vuole uno scossone, visto che il raggiungimento di una presa di coscienza autonoma è una vana speranza. Il problema viene dopo. Dopo la scossa. Senza la consapevolezza dell'autonomia del cittadino, ogni Rivoluzione è destinata a non avere continuità. In breve tempo, l'ordine -inteso come potere gerarchico, politico e militare- viene ricostituito. Tuttavia una Rivoluzione non può che portare sollievo.

Anonimo ha detto...

Eh bè, la rivoluzione francese docet,ma qualcosa ha lasciato. Ed almeno per qualche tempo, finchè tutto non ritorni come prima, potremmo almeno respirare e sperare che 'sto popolo povero di idee e di coscienza sociale e "critica" ne acquisti un poco. Così non si può più andare avanti, rischiamo grosso e non solo a livello sociale ma anche individuale..questa mala pianta che i finti sinistri non hanno voluto recidere, ci sta togliendo la serenità e quella vitalità che occorre per andare avanti.
Mietta

coscienza critica ha detto...

Infatti il riferimento era proprio alla Rivoluzione Francese, ma anche alla Comune di Parigi (tutta roba non italiana, ovviamente)

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