giovedì 19 agosto 2010

Il governo è sempre un problema da risolvere

Abilissimi atti di mistificazione e di persuasione ci hanno fatto credere che il governo nazionale sia quello strumento senza il quale una società va allo sbaraglio. Chi ha tessuto questa trama ingannevole, certamente ha avuto tutto l'interesse per tesserla. Come si può credere che un manipolo di affaristi - che si sogliono chiamare politici - possano mai tutelare e garantire i nostri diritti e soddisfare i nostri bisogni? Una sola persona al governo, ancorché nostro amico o addirittura parente, non potrebbe mai conoscere le nostre necessità, come potrebbe un nugolo di sconosciuti che mirano a governare solo per arricchirsi e per speculare provvedere a tali necessità? Ognuno di noi ha necessità diverse che non possono essere raccordate da una lobby di potere nazionale, nè dalle leggi che questa lobby concepisce. Sono necessità di ordine vitale e morale al contempo, quelle che permettono una vita serena e in pace con tutti, quelle che ci fanno sentire davvero parte di una comunità, integra, compatta, quelle che ci spronano a migliorare la società (perché noi siamo la società). Sono proprio queste necessità che i governi combattono perché ne hanno paura, perché sancirebbero la loro fine istantanea. I governi dividono la società. Allora è meglio mistificare e far credere che il governo è buono e serve al popolo. Ci si riempie la bocca di parole come 'democrazia', 'repubblica', Stato di diritto', ma nei fatti la sovranità non è mai stata del popolo, la cosa pubblica non esiste, i diritti possono essere solo comprati, spesso a caro prezzo e a danno di altri cittadini. Quando è esistito un vero governo del popolo, è stato soffocato con la violenza (perché lo Stato è per sua natura violento).
Parliamoci chiaro, il voto è una truffa, e la teoria della rappresentanza una leggenda, una 'metafisicheria' diceva Malatesta. Nessuno di noi vorrebbe mai delegare il proprio 'io' ad altri, ma lo si fa perché ci hanno insegnato che il voto è l'unica strada possibile, la più giusta. Questo è tremendamente falso. Uno può anche dire: 'ma io mi riconosco nel programma di tale partito'. I programmi di partito sono meri canovacci, non garantiscono alcun diritto senza che qualcun altro non ne debba rimanere privato, tracciano un'idea molto vaga e generale dei problemi da affrontare (non a caso i programmi del PD e del Pdl sono sostanzialmente uguali) e sono specchietti per le allodole. Il problema è il particolare, il come si fa, il come si attua quel programma. Ma ormai i cittadini valutano in base al colore di partito, più che in base al programma. Peggio ancora, si valuta in base all'aspetto del politico, alla sua presenza in TV (chi più sta in TV, più viene votato, basta la popolarità). Questo lo sanno tutti, certo, ma i cittadini ci cascano sempre.
Dicevamo, il programma, facciamo un esempio: quando qualche membro di partito dice di voler mettere mano alla questione della legalità, nessuno di questi uomini di partito ci dice davvero come intende procedere, non scende nel particolare, perché sanno che finirebbero per scontentare molti dei loro stessi elettori. Semmai, in termini di legalità, a loro basta aggiungere che ci saranno più controlli. Tutto qui? E come controlli? Con le forze dell'ordine? Vuol dire che darai alle polizie ancora più poteri, quindi più arroganze e immunità? In realtà sono proprio quei politici i primi a dover essere controllati e comunque non si esprimono mai nel dettaglio, fateci caso. E quando glielo fai notare, vanno a finire nel nostro stesso discorso, infatti rispondono: 'ma un programma di partito non può pensare a risolvere i problemi dei singoli'. Si contraddicono, ammettono che il governo non serve a noi, ma a loro stessi.
E' tutta un'enorme menzogna, non c'è mai stata differenza sostanziale tra democrazia e dittatura, il popolo è stato imbonito, ingannato, plagiato e non riesce più a vedere altri orizzonti, è convinto della bontà di questa menzogna. Complimenti alla bravura di questi ragni-vampiri che hanno tessuto questa enorme tela di bugie.

PS. A proposito, c'è sempre il sondaggio sotto il blogroll.

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