domenica 5 settembre 2010

I fischi sono stati l'unica cosa civile alla festa del PD

Colui che viene definito 'il presidente di tutti gli italiani' non ha capito o non vuole capire che il Paese è stanco, spossato, ma possiede ancora la forza di fischiare e di gridare. Nonostante le batoste che il popolo ha ricevuto da questa politica di malaffare e di autoreferenza, qualcuno seduto sull'alto scranno addita e accusa chi osa lamentarsi e fischiare. Guarda un po', secondo il potere costituito gli italiani dovrebbero essere buoni soltanto a votare i loro padroni, ma non possono fischiarli. E cosa avrebbero dovuto fare questi italiani da 'gazzarra intimidatoria'? Andare alla festa del PD a battere le mani a chi li prende per il culo da sempre, palesemente, senza ritegno?
Certo, una cosa diversa sarebbe se a tutti noi ci venisse concesso di entrare nei palazzi del potere liberamente, o meglio ancora in un TG nazionale, per lasciare un messaggio personale di disapprovazione a tale politico o a tale schieramento, allora è probabile che gli italiani, alla spicciolata, entrerebbero senza neanche creare troppo tumulto. Invece questo non ci è concesso e l'unico modo di manifestare il dissenso è quello di profittare delle assemblee o delle uscite pubbliche dei politici. Già, ma gli alti papaveri dicono che non si può disturbare un'assise, ancorché pubblica, non è corretto, non è civile! Il fatto è che l'unica cosa civile vista in quella festa è stato proprio il dissenso della gente, perché certamente il comportamento del partito non è stato dei più impeccabili ed onesti. Invitare Schifani... in qualità di che? Di avversario politico? Di presidente del Senato? O di amico? In ogni caso, un personaggio di dubbia moralità. L'errore è stato anche quello di invitarlo in una pubblica piazza, cosa diversa sarebbe stato un inciucio consumato nel palazzo, come avviene normalmente. Ma in una piazza no, lì c'è la gente, il popolo, con la sua volontà e il suo diritto di protestare. Bisogna che il popolo sia lasciato libero di esprimere il dissenso, almeno nelle piazze. Ma, come abbiamo visto, se non ci pensano gli sbirri con i manganelli, ci pensa il presidente, dopo, come se accusare di 'gazzarra intimidatoria' possa bastare a calmare gli animi o a dissolvere la malapolitica e i problemi del Paese. In quella pubblica piazza, l'unica cosa realmente intimidatoria erano quelle facce da 20 mila euro al mese (base minima), con la pensione d'oro assicurata dopo qualche mese di 'lavoro', con tutti i privilegi che il popolo concede loro, con le case acquistate a loro insaputa, con le ville e i terreni da nababbi, le porte aperte ovunque, gli intrallazzi finanziari, e con la polizia che, quelle facce, le protegge. E si lamentano per qualche legittimo fischio?
Esprimere dissenso è civile, è giusto, è sacrosanto. D'altra parte non ci rimane che questo, non ci rimangono che i fischi, le uova marce, le urla. A meno che, una volta vietate anche le urla (se non prima), il popolo non travolga finalmente mafiosi e politicanti con una purificatrice, risolutiva e auspicata Rivoluzione. Altro che fischi! Questi politicanti arroganti dovrebbero ringraziare chi oggi li fischia soltanto! A proposito, continuate a esprimere il vostro parere nel nostro sondaggio, sotto il blogroll.



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8 commenti:

Anonimo ha detto...

C'è ancora gente che ha il coraggio di applaudire...(a richiesta del giornalista...) questi politici?Mi cadono le braccia!...Cieli Blu

Anonimo ha detto...

Quello che mi fa piu` schifo e fassino, subito seguito dal vecchietto senza pudore che ha il coraggio di chiamarsi "presidente di tutti gli italiani": col cavolo.
NON E' IL MIO PRESIDENTE!
I fischi erano sacrosanti ... non ti ricordi schifani, quando fischiavano Prodi??? Allora tutto andava bene!
Speriamo che ai fischi seguano altre proteste piu` concrete!
Sveglia italiani!
Roberta da Sydney

Θάνος Δ. ha detto...

Conosci l'espressione francese 'sois belle et tais-toi' (sii bella e taci)?
Adesso codesti ci dicono 'vota (per noi) e taci'.
Così parla Silvio: “sono stato eletto e dunque ho il diritto di fare ciò che voglio!”
Purtroppo sembra che questa ‘mentalità’ sia contagiosa…

Giovanni Pili ha detto...

Se invitano Schifani significa che, o non hanno capito un cazzo, o pensano che non capiamo un cazzo noi.

Anonimo ha detto...

Il Pd ha deciso di invitarlo senza chiedergli di chiarire i suoi trascorsi. E non averlo fatto significa non capire quello che chiedono gli elettori: trasparenza da parte di chi sta ai vertici delle istituzioni.Era ora che la gente si facesse sentire, troppa sopportazione, rassegnazione ed indifferenza fanno il male di questo nostro disgraziato paese.
E mi meraviglio eppure no di questo PD che non capisce un'acca e continua a fare il doppio gioco,griada allo scandolo (neanche tanto, altri ci pensano!) e poi tutti salamelecchi nei confronti di personaggi del genere.Ci mancava invitassero Dell'Utri per illustrare i libri taroccati del dux!
A Roma direbbero "ma n'do volete annà!"
Mietta

Anonimo ha detto...

Concordo con Pilli e anzi direi che pensano che non capiamo un cazzo noi.
Comunque altro che contestazione, devono ritenersi fortunati perchè per me ci vuole la lapidazione per loro e non per la donna adultera. MA devvero io li prenderei a sassate senza nemmeno contestarli. Tanto contestare in questi casi è solo una perdita di tempo. Non c'è spazio per ragionare con persone capaci solo di considerare gli altri degli imbecilli. Questo fanno, questo risulta. E questo si meritano.
MAZZATE MAZZATE e ancora tante altre MAZZATE. Ovviamente solo metaforiche, ma se qualcuno li prende a cazzotti veri a me non farebbe schifo.
Non so a voi?
Tra fassino, berlusconi schifani e compagnia bella compresa dei d'alema e dei maroni io ne ho le palle piene a prescindere dal colore politico.

Anonimo ha detto...

Mazzate,mazzate e mazzate, concordo anche io! Ma daje e daje i fischi si trasformeranno in mazzate..dovranno prima o poi prenderne atto!!!Io penso che alla fine oltre che essere evidentemente collusi, siano proprio de brocchi che non capiscono una m.......di quello che vuole la gente che ancora crede in un qualcosa.
Mietta

loris ha detto...

intollerabile è l'arroganza e il mancato senso di opportunità che veleggia in un ben definito ceto politico.Di pessimo gusto fu un anno fa l'invito a Fini alla festa di Genova che plaudiva alla sentenza della Corte europea sul g8.
Pericolose però sono anche le posizioni di chi fa dell'antipolitica una crociata che inevitabilmente poi favorisce la destra.

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