venerdì 24 settembre 2010

Quando il popolo è cosciente. Ricordando Maria Occhipinti e Franco Leggio



Dopo la caduta della dittatura fascista, il regime autoritario successivo si sarebbe dovuto fornire di un nuovo esercito. E così fu. Infatti, dopo i fisiologici colpi di assestamento di una Nazione sprofondata nel baratro, i governi che accompagnarono l'autoritarismo sino alla proclamazione della repubblica (che di quell'autoritarismo si servì e si serve tutt'oggi) cominciarono l'opera capillare di rastrellamento, al fine di rintracciare e arruolare le nuove leve che sarebbero presto diventate il nuovo braccio armato dello Stato, il suo apparato di difesa personale. Chi non si presentava, chi strappava la cartolina precetto, era considerato un disertore, quindi punito col carcere. Questo vale anche nella cosiddetta e amata 'democrazia'.
L'esercito venne ricostituito, ma a caro prezzo e senza una parte di siciliani, perché a Ragusa il popolo si ribellò. Le reazioni a queste chiamate e ai rastrellamenti furono violentissime, la gente non voleva eserciti (forieri di altre guerre e oppressioni), le mamme, le fidanzate, le mogli siciliane fecero resistenza per non far partire i loro uomini, i loro ragazzi. Fu una resistenza cruenta: i militari incaricati dei rastrellamenti, casa per casa, sparavano sul popolo che protestava nelle strade e nelle piazze perché non voleva tornare a indossare una divisa. A Palma di Montechiaro (AG) reparti militari sventagliarono colpi di mitra che uccisero un uomo e una donna. Il popolo era deciso a disertare e l'imperativo era stato suggellato dal motto 'non si parte'!
Ma se è vero -come è vero- che la Storia è scritta dai vincitori, allora va da sè che sui libri ufficiali queste lotte di resistenza le troviamo tutte deformate, lette al contrario, fino ad accusare il popolo di fascismo e di fomentare il separatismo. Ma oggi, attraverso attente ricostruzioni, sappiamo che quei disertori non erano fascisti e per niente separatisti. Oggi quell'insurrezione antimilitarista viene però sistematicamente censurata, dimenticata, ignorata, come l'eroico episodio della compagna comunista Maria Occhipinti e dell'anarchico Franco Leggio, ambedue siciliani, ragusani. Maria Occhipinti agevolò la diserzione dei ragazzi gettandosi a terra davanti alle ruote del camion militare che avrebbe dovuto caricare, deportare le nuove leve. Lei, incinta di cinque mesi, non ci pensò due volte, fermò quel camion e i ragazzi fuggirono. Franco Leggio fu a capo della rivolta e per questo venne preso dalla polizia e incarcerato per un anno e mezzo.
Nel video sono loro due a parlare, Maria e Franco. Pace e onore a loro, nel segno della verità storica.


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