martedì 26 ottobre 2010

Breve avviso sulla metodologia della repressione di Stato P.V.

Il governo sente le piazze che si scaldano e il Ministero dell'Interno è in costante monitoraggio del crescente disagio sociale. Le questure sono tutte allertate e ben armate. Da questo momento, le proteste di piazza (così logiche) potrebbero accogliere, ancora più di prima, infiltrati che lasciano firme e sigle di gruppi antagonisti, inventati e non, sì che lo Stato possa avere i pretesti per:
  • dimostrare che lo Stato protegge il cittadino.
  • smembrare e dissolvere associazionismi di sinistra e anarchici.
  • creare un clima di destabilizzazione, al fine di concentrare la forza repressiva dello Stato sul fronte del presunto terrorismo brigatista.
  • unire le forze politiche (di destra e di sinistra).
  • allungare la vita al governo.
  • avvicinare i cittadini allo Stato.
  • allontanare i cittadini dall'idea di protesta (per i propri diritti).
Scriviamo questo senza avere riferimenti precisi in merito, ma avendo certamente capito il funzionamento della macchina dello Stato e della sua propaganda, alcune volte assassina, soprattutto in certi precisi momenti della Storia. Kossiga docet. Tuttavia, abbiamo trovato un articolo che sosterrebbe questo nostro avviso.

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