mercoledì 20 ottobre 2010

Chiamare federalismo un progetto razzista: altra idiozia per un popolo ignorante

E' che alle parole è stato cambiato subdolamente il significato. E' che il berlusconismo, tra le altre nefandezze, ha prodotto la politica dell'ignoranza, alimentata dalle sue televisioni. Parliamoci chiaramente, da quando in qua la parola 'libertà' ha mai connotato le dittature? Solo in Italia questo può avvenire. E ci limitiamo negli esempi, proprio per dare spazio a questa parola tanto in voga: il federalismo. Non è che hanno stravolto il significato anche di questa parola? Ma certo!
Federalismo, dal latino fœdus vuol dire alleanza, patto, convenzione, accordo. La politica fondata sul federalismo dovrebbe perciò essere l'espressione di quello che noi anarchici chiamiamo 'mutualismo', cioè l'aiuto reciproco tra uomini, tra comunità, tra associazioni, tra territori. Il federalismo si declina in federazioni o confederazioni che hanno come scopo la reciproca alleanza, la concordia, il mutuo soccorso e soprattutto l'organizzazione orizzontale, cioè senza gerarchie. Per offrirvi una metafora desunta dal mondo naturale, il federalismo potrebbe essere rappresentato dalle colonie di animali che formano i coralli, dove ogni polipetto si adopera per il bene collettivo (e per lo sviluppo dello scheletro comune) e tutti hanno eguale importanza.
Ma oggi come viene venduto agli italiani il federalismo? O meglio, come gli italiani lo percepiscono, dato il nostro tipo di politica e di propaganda razzista televisiva? Sostanzialmente come una separazione di territori ben lungi dalle finalità originarie del federalismo. Non è mutuo soccorso, ma una pericolosa e reciproca repulsione! Ve lo immaginate un Bossi o un Calderoli o un Borghezio (e chi più ne ha più ne metta) che inneggiano alla cooperazione benevola tra regioni? La Lega non ha fatto altro che iniettare veleno razzista, gridare alla secessione, voler prendere a 'pedate in culo' i più bisognosi, avvantaggiare i nativi di un'immaginaria e fantasiosa padania... Altro che mutualismo e federalismo! Chiamatelo col suo vero nome: separatismo, con conseguente guerra fra poveri.
Allora occorre essere ben chiari, occorre conoscere per agire: il federalismo è un nobilissimo progetto di cooperazione a cui gli anarchici tendono da sempre, finalizzato al benessere di tutta la società. Scrive Pierre-Joseph Proudhon a proposito del federalismo (o federazione):
'... è una convenzione in virtù della quale uno o più capi di famiglia, uno o più comuni, uno o più gruppi di comuni e Stati si obbligano reciprocamente e su un piede d'uguaglianza gli uni verso gli altri; per uno o più scopi particolari, che diventano da quel momento particolare ed esclusiva incombenza dei delegati della Federazione'. (da 'Il principio federativo', 1863).
Oggi va di moda dire (ma solo quando conviene) che certe teorie, certe ideologie, essendo state concepite da personaggi storici - ancorchè illustri - sono vetuste, non valgono, come se le idee di libertà abbiano una data di scadenza come lo yogurt. Possiamo anche accontentare questi stolti: se Proudhon vi sembra vecchio (sempre che lo conosciate), possiamo certamente dirvi che un grande pensatore contemporaneo come Murray Bookchin si è occupato di federalismo (quello vero, anarchico), sostenendo la tesi del municipalismo libertario, cioè, in sintesi, un'organizzazione di municipi federati all'interno di una bioregione.
Se avete voglia di esplorare davvero e senza pregiudizi l'universo anarchico, scoprirete che un'infinità di eminenti pensatori (non necessariamente anarchici) hanno illustrato teorie politiche alternative alle attuali. Il fatto che nessuno le conosca deve quantomeno smuovere certi dubbi, non sulla loro validità, ma sull'operato censoreo e continuo del 'sistema' che cancella nomi, teorie, pratiche, capitoli interi di Storia, pur di non far sapere che una valida alternativa a questo schifo di gestione gerarchica della poleis esiste (e da un bel po' di tempo).
Per coloro che ancora credono che queste teorie (anche quelle sul federalismo anarchico) siano irragiungibili, inattuabili, utopiche, suggeriamo di dare quantomeno uno sguardo alla foto a corredo del post. Siete di fronte a un'operazione di federalismo anarchico applicato. Spagna, guerra civile, gli anarchici riorganizzano in senso libertario Barcellona, tutta la comunità opera e coopera, non esistono capi, non esistono subordinati. I camions che vedete sono quelli della S.I.A. (Solidarité Internationale Antifasciste), vengono dalla Francia per sostenere i fratelli Spagnoli in un loro particolare momento di crisi (non scordiamo che c'era una guerra in corso). Questo è federalismo, addirittura tra popoli che parlano lingue diverse. C'è da imparare o da reimparare.
Per saperne di più sull'anarchismo applicato in Spagna, potete vedere questi video (si trovano in fondo al post) o quelli inseriti in quest'altro blog. (Poi fatevi qualche domanda sul motivo per cui questi capitoli non esistono nei vostri libri di Storia).

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4 commenti:

Anonimo ha detto...

La lega, ciclicamente parla di "secessione", altro che federalismo! Ogni tanto rimette questa idea nel cassetto per poi ritirarla fuori quando deve ricattare il suo sodale.E' razzismo (che c'è sempre stato, ricordiamo come venivano "accolte" le auto dei "sudici" quando ancora le targhe riportavano la sigla della città di provenienza!
Ma è anche egoismo, la tutela dei loro beni, il lavoro solo per loro,il ghe pensi mì alla berlusca,
la paura che qualche beduino del sud gli porti via qualcosa o tenti di invadere il loro territorio. Però, dalla mafia si son fatti invadere eh, o son dei dementi che non si accorgono o sono in grandissima mala fede (propendo per ambedue le ipotesi).
Mietta

coscienza critica ha detto...

Si dovrebbe procedere con dei veri programmi di integrazione e accoglienza. Contestualmente, si dovrebbe intervenire sul territorio con una politica volta a eliminare le stupide paure. Ma questo non lo farà mai nessuno, stanno tutti a magnà e a ricavare vantaggi dall'odio razziale.

Anonimo ha detto...

Solo accettando i "diversi" come uguali a noi pur con usi, costmi e lingue diverse,si potrà raggiungere questo scopo.Se 'sti rozzi sapessero che anche i loro antenati erano africani, che farebbero,si butterebbero da una rupe?
Porto un esempio super banale...sul bus chi mi cede il posto sono gli extracomunitari, i nostri bambocci cafoni e maleducati manco pa' capa!Che poi, che grandi antenati che hanno avuto e che cultura hanno 'sti rozzi,son lavoratori....per carità, ma si vive anche di altro e di senso di fratellanza, di solidarietà. Ma quando un paese alla canna del gas quel poco di solidarietà che poteva albergare in alcuni, se ne va a farsi f......
Mietta

coscienza critica ha detto...

Ecco, tu parli dell'esempio sull'autobus. Io potrei farne altri di esempi dove la civiltà risiede ancora presso questi stranieri, nonostante l'oppressione di Stato che sono costretti a subire. E mille esempi possiamo fornire sull'arroganza degli italiani, sulla loro inciviltà, e la stupidità.

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