venerdì 29 ottobre 2010

G8 Genova: ecco il volto e il nome del poliziotto impunito

Eccolo qui, finalmente, il poliziotto che al G8 di Genova del 2001 ha partecipato ai massacri della Diaz e che non è mai stato identificato. Eppure tutti lo avevano visto entrare in quella scuola, manganellare senza pietà, uscire dal 'mattatoio didattico'. Perché nessuno si è preso la briga di identificarlo e di processarlo? I pubblici ministeri che indagavano sui fatti del G8 avevano anche chiesto a ben 98 questure l'identità di questo 'signore', peccato che alla questura di Genova non sia arrivata alcuna richiesta di quei PM. Già, perché Luigi de Marinis (così si chiama, alias 'Coda di cavallo' per via dell'acconciatura) è un agente digos impiegato alla questura del capoluogo ligure. E' stato lui a portare le molotov a scuola, ma al processo per i fatti del G8 se ne stava beatamente seduto in aula, tra la gente, impunito e tranquillo. Completamente estraneo ai fatti.
Lo stesso de Marinis è stato visto arrestare un tifoso serbo allo stadio di Genova (partita Italia-Serbia del 13 ottobre 2010, vedi foto a lato), ma nessuno lo ha messo (o voluto mettere) in relazione ai fatti del G8.
Nessun PM ormai può torcergli un capello, forse è per questo motivo che il poliziotto ha persino un profilo su facebook. Noi vi facciamo vedere il profilo (prontamente cancellato, guarda caso) e le foto di questo tizio, servitore dello Stato autoritario, un sanguinario pagato anche per commettere violenze su innocenti, una sorta di animale abbrutito da chissà quale agente esterno (o interno?), certamente uno non abituato alla ragione e alla civiltà.





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5 commenti:

Arcureo ha detto...

Non capisco la connessione con la sua attività durante la partita con la Serbia cosa c'entri coi fatti di Genova (e con la sua impunità relativamente a quella vicenda).
Quella faccenda è grave, ma che c'entra con il servizio d'ordine al Marassi?

Ernest ha detto...

Genova non dimenticherà mai quei giorni!

coscienza critica ha detto...

@ Arcureo
Come scrivevamo, guardando le riprese del Marassi, nessuno lo avrebbe riconosciuto e quindi chiesto il suo nome. Un pm avrebbe potuto chiederne conto alla questura di Genova, per conoscerne il nome e risalire ai fatti del G8.

Vespasiano ha detto...

Ormai l'abuso di potere,l'arroganza e il cinico uso della violenza da parte delle fdo ha raggiunto livelli inaccettabili in un paese che osa definirsi democratico,siamo ampiamente oltre e non so cosa potrà far invertire questo andazzo che a me pare irreversibile.
Gira una storia che dice che è più pericoloso trovarsi di notte soli in strada con la polizia che con i mafiosi!!!!!!
Pazzesco.

coscienza critica ha detto...

Vespasiano, è sufficiente pensare che gli sbirri non sno altro che il braccio armato dello Stato. E ogni Stato è violento, così come il suo braccio. Ahimè, ma logico.

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