domenica 3 ottobre 2010

Nessma rischia la vita per colpa dell'accordo Berlusconi - Gheddafi

Per una volta non vogliamo dimostrarci refrattari al governo e, forse illudendoci, a questo facciamo appello, ma anche al prefetto di Moselle, affinché Nessma possa legittimamente chiedere asilo in Francia e salvarsi la vita.
Oggi, 3 ottobre 2010, apprendiamo dal sito monde libertaire quanto segue e che traduciamo per voi:

Nessma, libica, lesbica e violentata.
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Nesma, 25 anni, è fuggita dal suo paese d'origine, la Libia, a causa della persecuzione dovuta al suo orientamento sessuale. In Libia Nessma seguiva brillanti studi in medicina che ha dovuto interrompere per sfuggire alle violenze subite dopo la dichiarazione della sua omosessualità in un blog.
In Libia, l'omosessualità maschile e femminile è punibile con 3-5 anni di reclusione. Una volta noto il suo orientamento sessuale, Nessma è stata arrestata, violentata ripetutamente da un ufficiale, poi messa nelle mani della sua famiglia che ha cercato di costringerla a sposarsi. Nessma conserva molti documenti della polizia libica che dimostrano il suo arresto per motivi di omosessualità.
Dopo una sosta di alcune ore in Italia, Nessma giunge in Francia con un 'visto Schengen' (visto per soggiorni fino a 90 giorni
rilasciato dal nostro Paese - ndt) con il quale si reca alla prefettura di Moselle per depositare una legittima richiesta d'asilo. La richiesta di Nessma, però, è stata rifiutata in base alle norme europee, secondo le quali una domanda d'asilo deve essere istruita dal Paese che ha rilasciato il visto d'ingresso, in questo caso l'Italia. Ora, sia molte relazioni stilate dalle ONG (FIDH, Migreurop, ecc.), sia l'Alto Commissario per i rifugiati dell'ONU, hanno denunciato la situazione catastrofica dei richiedenti asilo in Italia, dopo un accordo di rimpatrio forzato con la Libia (l'accordo Berlusconi-Gheddafi - ndt).
La vita di Messna è nelle mani del prefetto di Moselle, che può sospendere la procedura di rimpatrio in Libia e autorizzare Nessma a chiedere asilo in Francia'.
Peter Kauffmann
La vita di Nessma è però anche nelle mani del nostro governo che ha stipulato quell'accordo che impedisce alla prefettura di Moselle di accogliere la domanda di asilo di Nessma. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, in merito alla vicenda dei 247 profughi eritrei aveva affermato: 'non si capisce perché solo l’Italia si debba fare carico di questi rifugiati e del problema dei rifugiati in generale'. Attraverso la tragica vicenda di Nessma, adesso sono molto più chiare le responsabilità dell'Italia circa i rimpatrii coattivi dei rifugiati e le loro sorti. In uno slancio di insospettata umanità, il governo potrebbe velocemente (adesso) istruire la pratica relativa alla domanda di asilo di Nessma, al fine di evitarle nuove violenze nei carceri libici o addirittura la morte.

L'articolo originale

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