venerdì 22 ottobre 2010

Urge evasione di massa

Fin da piccoli ci insegnano l'amore per la Patria, per la Nazione, per la bandiera. Che quasi quasi ci credevo! Poi si cresce, si prende confidenza con la coscienza, si riflette... Attimi di lucida comprensione. Chi esalta questi simboli di divisione sociale è molto diverso da me, non ama la fratellanza. La Nazione è un pezzo di terra cinto da confini che certi uomini hanno imposto col sangue della povera gente, o con quello di esaltati, o di illusi, o di ingannati. La Patria è un concetto inventato di nazionalismo che induce al sentimento del possesso e della inconscia repulsione nei confronti di altri fratelli. E basta un soffio di propaganda per diventare razzisti. La bandiera nazionale è il vessillo di un subdolo sentimento, profondamente discriminatorio. Quante bugie, quanta dottrina sbagliata insegnata ai piccoli fanciulli! Poi, con la faccia buona e placida, vengono pure a parlarci di amore tra i popoli, di pace, di solidarietà. Quanta ipocrisia, signori! Ma guradiamo in faccia le cose, facciamolo veramente. Come in un imprinting, ci hanno insegnato un'avversione che si cela dietro le parole 'amor di Patria'. Indottrinato all'amore verso i confini grondanti di sangue, ogni popolo sarà ben predisposto a difenderli con le armi. Io no.
Io non ho Patria, se non il mondo; e tutti sono i miei fratelli e le mie sorelle. Io non ho bandiera, se non quella dell'ideale anarchico di fratellanza universale. Le Nazioni sono prigioni. Non amerò e non difenderò mai sbarre e catene! Liberiamoci!
EDG



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4 commenti:

Riverinflood ha detto...

Condivido in assoluto.

yellow ha detto...

Condivido pienamente!

Ju ha detto...

ciao. io veramente non condivido molto quello che scrive EDG. questi ideali di amore per la Patria, la Nazione e la bandiera li hanno insegnati anche a me fin da piccola (mio nonno poi era alpino, per cui la dose è stata notevolmente aumentata)ed anche io mi sono ritrovata ad un certo punto a metterli in discussione, giungendo alla conclusione che ogni ideale di rispetto e amore è giusto, purchè non sia esasperato. io non mi ritengo (e a detta degli altri non sono) razzista e nemmeno nazionalista, semplicemente ci tengo al mio paese e a tutto ciò che lo caratterizza, senza però cadere nell'errore di disprezzare altre culture.
posso chiedere, perchè tutta questa ostilità verso la nostra Nazione?

coscienza critica ha detto...

@ Ju
Dove hai letto questa nostra presunta avversione? Sbagli nell'interpretazione. Al contrario, noi amiamo talmente tanto il prodotto della mente e del cuore di TUTTI i cittadini che, come vedi, ospitiamo anche articoli dedicati all'Arte (che è di tutti, per tutti). Tu confondi la 'Nazione' intesa come popolo con il 'concetto di Nazione' che è un pensiero di chiusura entro confini, sono due cose ben distinte. E' il concetto di chiusura e di confine che è da abolire dalla coscienza. Potrei chiederti allora: ti fa così ribrezzo un popolo libero dai confini (anche mentali)? E' così schifoso pensare a un mondo senza confini?
Se andiamo ad analizzare bene, le tue parole, il tuo intervento qui, la tua voglia di puntualizzare, sono mossi da quell'orgoglio nazionale latente che è sempre deleterio. Poi imbastisci il tutto con la classica retorica populista (io non sono razzista... ci tengo al mio Paese...), slogan che fanno buona presa, ma che sono vuoti, falsi, di plastica ben lustrata, ottimi ad ogni occasione, anche quando c'è da difendere soldati che vanno ad ammazzare (e ad essere ammazzati) nel nome dell'Italia. Anche un albanese, un australiano, un indiano direbbero di amare la loro Nazione, e allora? Che facciamo? La gara? Ma certo, è tutta una competizione agonistica, e tu ci sei dentro fino al collo. Basta con i campanilismi e con le chiusure, impariamo a valorizzare anche gli altri, a sentirci davvero tutti fratelli. Troppa fatica, forse, per i deboli di coscienza.

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