domenica 21 novembre 2010

Alunni portatori di handicap, addio sostegno e aiuti dallo Stato

La legge di stabilità (ex finanziaria) voluta da Tremonti conduce al patibolo anche quelle poche risorse rimaste all'istruzione pubblica per far fronte ai problemi di handicap degli alunni.
Se da un lato la mannaia cade sulla testa dei falsi invalidi (corretto, ma non è il problema dell'Italia, spesso i falsi invalidi sono portati a ingannare lo Stato, per necessità, non sempre per opportunismo), dall'altro lato si va ad uccidere lo studente in difficoltà.
Intanto diciamo che la soglia di percentuale minima di invalidità, che prima era del 74%, adesso sale all'85% (e arriva al 99%), e rimangono invariati i requisiti di età e di reddito. Quindi si assottiglia l'area di distribuzione della dovuta e civile assistenza (ricordiamo Berlusconi: 'noi non lasceremo mai nessuno indietro' e palle di questo tipo). Quindi meno soldi ai disabili in genere. I medici saranno perseguiti penalmente qualora verranno scoperte false certificazioni. Per carità, può anche essere giusto, ma solo quando si vive in una società giusta, cioè laddove non si debba essere costretti a ricorrere a falsi documenti per riuscire a sopravvivere. E poi... da che pulpito arriva la predica! Si capisce bene che questa manovra serve solo a intascare soldi e non a risolvere alla base il problema (bisogna creare le condizioni affinché nessuno possa essere indotto a truffare la comunità).
Ma è nella scuola che la violenza dello Stato si esprime in tutta la sua brutalità. Ora alle scuole viene chiesto di accertare se l'invalidità dello studente sia di tipo irreversibile o, comunque, progressiva; solo così lo Stato si assume la 'responsabilità' di salvaguardare la già compianta e grave situazione di un alunno 'H'. E l'aiuto di Stato (chiamiamolo così) riguarda soltanto l'ambito scolastico, come se fuori dalla scuola l'alunno diventi immediatamente superman.
Se l'handicap dell'alunno dovesse essere causato da altri fattori che non siano però irreversibili, cioè se l'alunno ha gravi difficoltà anche solo per disagio sociale o familiare, non avrà diritto ad alcun insegnante di sostegno. Ecco come tagliare (anche) altri insegnanti! Due piccioni con una fava! Poveri alunni e poveri insegnanti!
Degli alunni non più considerati dallo Stato necessitanti di sostegno, se ne dovranno occupare gli enti locali (a riprova che il disagio per gli alunni esiste, ma lo Stato se ne lava le mani, e quella dei falsi invalidi è solo una scusa).
Questa è un'altra prova del fatto che lo Stato e la sua bandiera ci vogliono molto bene (ne parlavamo qui).

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