sabato 4 dicembre 2010

Gli anarchici, la Grecia e la verità che non emerge

Il principio cardine dell'ideale anarchico non è la violenza, ma la fratellanza e la Libertà, eppure i media non hanno fatto altro che addossare agli anarchici la morte dei tre impiegati della Marfin Egnatia Bank di Atene. Perché? Per via della solita propaganda diffamatoria nei confronti di coloro che portano avanti un pensiero di Libertà e Giustizia. Un pensiero che fa paura solo ai despoti, quindi ad ogni tipo di potere costituito e a carattere gerarchico. Se nell'ideale anarchico è contemplata l'azione come principio di lotta, quest'azione non può tuttavia compromettere la vita di coloro che subiscono le angherie del potere.
In questo post si analizzano alcuni aspetti della vicenda e si vogliono portare delle testimonianze preziose al fine di far emergere almeno i dubbi circa un'altra verità, diversa da quella raccontata dai media. Tra le altre testimonianze, ce n'è una sconvolgente di un impiegato di quella filiale che si configura come una vera e propria denuncia. Andiamo con ordine.
Punto numero uno:
Il direttore della filiale della banca dove sono morte tre persone, ha fatto visita ai locali dopo l'incendio. La gente, al suo passaggio, lo chiama ripetutamente 'assassino'. Perché? Gli impiegati di quella banca avevano chiesto di non lavorare nel primo giorno dello sciopero generale, in previsione di scontri, ma il direttore li ha obbligati lo stesso all'esercizio. Nel video, il direttore mentre visita i locali e la folla che gli grida 'assassino'.
Punto numero due:
La molotov che ha incendiato la banca è stata lanciata da una persona incappucciata, ignota. Nessuna rivendicazione è stata fatta dagli anarchici che, anzi, rimandano al mittente ogni accusa a loro rivolta per questo gesto. Chi ha lanciato la molotov potrebbe essere stato un provocatore ingaggiato (ricordando il nostro Cossiga).
Punto numero tre:
Poliziotti in tenuta antisommossa sono stati ripresi mentre spaccavano vetrine (ricordando la vicenda delle molotov al G8 di Genova).
Punto numero quattro:
Dopo che i media hanno divulgato la notizia del coinvolgimento degli anarchici, le autorità greche hanno dichiarato lo 'stato di allarme generale' e la polizia ha potuto iniziare la rappresaglia, soprattutto nel quartiere di Exarkia, entrando arbitrariamente nelle case e nei bar e fermando quattro persone.
Punto numero cinque:
Un impiegato della filiale ha già spedito ai media la sua testimonianza che denuncia fatti molto gravi nei riguardi della direzione della filiale. Riassumiamo la sua denuncia: la banca non aveva sistemi antincendio e neppure i permessi per poter essere costruita. Il personale non è mai stato addestrato in caso di incendio. Il locale possedeva materiale infiammabile ovunque. I dipendenti, in quel giorno, erano stati ricattati: 'o lavori, o ti licenzio'. All'interno della filiale, quel giorno, era stata disattivata la linea internet. I consueti vigilantes non c'erano.
Non aggiungiamo altro.

Leggi le dichiarazioni dell'impiegato per intero
L’Anarchia è lotta per la vita, non per la morte: comunicato su corteo 5 maggio 2010 (pdf)

Post gemello non indicizzato da google

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