martedì 7 dicembre 2010

Wikileaks. Aria di complotto per imbavagliare la rete?

Alcune domande del tutto elementari ci hanno suggerito la scrittura di questo post. Le domande sono:
1) dopo il clamore suscitato da Wikileaks, come reagiranno gli Stati del mondo per tutelarsi in futuro da altre fughe di notizie?
2) è possibile che l'affare Wikileaks sia stato studiato a tavolino al fine di stringre le maglie del controllo della rete a livello mondiale?
Porre la questione sul piano del metodo cartesiano rende queste domande quantomeno legittime. Da questa vicenda si capisce che la parte lesa sono gli Stati del mondo, in primo luogo gli USA, ma sembra davvero di assistere ad un piano preordinato, ad un complotto ordito dagli stessi USA per ottenere presto un controllo totale su internet. Non ci stupirebbe. Ma allora ecco un'altra domanda: i dispacci pubblicati da Wikileaks pongono davvero gli Stati del mondo in una situazione di pericolo? Se dovessimo azzardare una risposta secca, diremmo proprio di no. Di fronte a un 'attacco' generalizzato, seppur mirato, da parte di una sola bocca di fuoco, si fa presto a mettersi d'accordo tra parti lese, si fa quadrato, si fanno dei patti di mutua solidarietà e si va avanti. Gli Stati non sono in pericolo, ma sembra che sia proprio quello che vogliono farci credere. Dobbiamo forse aspettarci una propaganda massiccia circa un presunto terrorismo informatico? Wikileaks sta costruendo il pretesto d'accusa alla rete?
Onestamente, ci è persino sembrato strano il fatto che sin da subito i politici abbiano parlato di qualcosa di pericoloso, quando invece il protocollo corrente, usuale, è quello di smentire o di smorzare la portata di qualsiasi accusa. E' stato come un voler persino accentuare il danno e ammettere immediatamente le malefatte dei governi.
Siamo sicuri che molti di voi, adesso, stiano associando la questione Wikileaks alla strategia del terrore messa in piedi dall'establishment USA il giorno stesso del crollo delle torri gemelle. Possiamo non fare anche noi questa associazione? Ricordiamo -tra l'altro- che Wikileaks è stato il sito che, molto meglio della Casa Bianca, ha dato notizie del crollo delle torri in real time e in aggiornamento continuo, ma questa può solo essere una coincidenza, ancorché ricca di interrogativi del tipo: chi è veramente Julian Assange? In che modo è riuscito allora, in pochissimo tempo, ad essere così operativo sul fronte del crollo? E come è riuscito, oggi, ad accumulare una quantità così enorme di comunicazioni private tra ambasciate, eludendo ogni tipo di sicurezza informatica per così tanto tempo? E non dimentichiamo neppure l'altra coincidenza, quella delle dichiarazioni del ministro Franco Frattini: 'è l'11 settembre della diplomazia' (qui). Coincidenza, va bene, non certo un messaggio velato. A noi però fa pensare, tutto qui.
Sapremo presto se esiste un complotto tra Stati per imporre regole più severe sulla diffusione di notizie in internet, il tempo sufficiente per rendere l'opinione pubblica mondiale allarmata quanto basta. Dopodiché l'argomento usato dai governi per giustificare leggi repressive e lesive della libertà è lo stesso di sempre: prospettare un grave rischio per la sicurezza nazionale. Ci cascano quasi tutti e subito, come la storia del body scanner. Basta un po' di propaganda televisiva.
Beninteso, per adesso Assange rimane un abilissimo giornalista senza 'peli sulla tastiera' (chapeau) e finché continuano ad arrivare dispacci tesi a svelare le losche relazioni tra Stati, siamo tutti felici. Ma dopo? Sarà ancora 'libero' il nostro futuro in rete?

PS. Un lettore del blog, tale Paolo Della Sala che ringraziamo, si è premurato a inviarci il link di un articolo che pare davvero alimentare ogni possibile dubbio. L'articolo ben documentato è pubblicato sul sito 'La Pulce di Voltaire'. Rimaniamo comunque dubbiosi e lungi dalle possibili deviazioni create ad hoc sul caso. Pubblichiamo perciò anche un gruppo su facebook pro-Assange.

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4 commenti:

paolo della sala ha detto...

http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2010/12/wikileaks-cosa-e-chi-la-pagava-chi-la-paga.html

Roosdaii ha detto...

Grazie Italiani, articolo interessante della Pulce di Voltaire.
Il fatto che si sia consegnato fa pensare, che può essere anche un uomo di paglia,l'ho pensato ma un uomo di paglia coraggioso.
Italiani vi seguirei volentieri anche su twitter.
Salutissimi anarchici.
(liberi, veloci con la mano.:)

coscienza critica ha detto...

Roosdaii, tieni conto che quell'articolo della Pulce potrebbe benissimo essere stato scritto per diffamare Assange e tutta l'operazione (magari è un sito vicino a certa parte politica). Perciò noi rimaniamo comunque nel dubbio, che è la cosa più saggia. Rimane salva l'abilità di Assange e il valore dell'iniziativa in sè. La Storia dirà forse la verità (quando la dice).

Anonimo ha detto...

J'ai appris des choses interessantes grace a vous, et vous m'avez aide a resoudre un probleme, merci.

- Daniel

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