giovedì 24 febbraio 2011

Il carnevale è una cosa seria, ma l'autorità si copre di ridicolo!

Qualsiasi testo di Storia dello Spettacolo indica il carnevale come il giorno della sovversione delle regole. Tale sovversione, proprio in virtù del carnevale, è -e deve essere- legalizzata. D'altra parte, il proverbio 'a carnevale ogni scherzo vale' connota questo giorno in tutto e per tutto sin dal Medioevo. La legalizzazione della sovversione ha motivi ben precisi, ormai storicizzati, digeriti e metabolizzati.
Questo certo non vuol dire andare in giro ad ammazzare la gente, ma semplicemente manifestare la propria libertà (anche di pensiero e di espressione) nei confronti delle regole costituite. A carnevale è d'uopo accettare lo scherzo e ricambiarlo (se se na ha voglia).
Carnevale è un giorno speciale, l'unico giorno in cui si possono, anzi, si devono violare le regole imposte. Direte: 'figuriamoci, adesso stai a vedere che mi arrogo il diritto di svaligiare una banca e pretendere pure l'assoluzione'. La nostra libertà di violare le regole non deve compromettere seriamente la vita degli altri. Rapinare una banca vuol dire privare la gente dei propri risparmi. Non si fa. Neppure a carnevale. Ma c'è bisogno di dirlo?
Ma se vado in strada con la schiuma da barba o con dei randelli di plastica? Credete che si possa? E che senso ha, in questo caso, dire 'posso' a carnevale? Si deve! E' il minimo!
Eppure ci risulta che il Comune di San Lorenzo al Mare (IM) abbia vietato persino questi innocenti scherzi. Motivo? Tutelare l'incolumità della gente alla manifestazione comunale legata al carnevale. La sicurezza, la solita scusa di ogni autorità e di ogni governo o governicchio, come se uno abbia bisogno di sentirsi dire da un altro 'se picchi qualcuno fai male'. Con i randelli di plastica, poi! Ora, questa ignobile ordinanza non solo è ridicola, ma denota una ignoranza abissale in merito allo storico rito collettivo del carnevale.
Anzitutto diciamo che il Comune in oggetto non ha nessun diritto (proprio perché è carnevale) di impossessarsi di un giorno che da secoli è riservato alla libertà del popolo. Sovrapporsi come istituzione a una istanza popolare è un giochino di potere ben collaudato che serve ad annullare la potenziale o ipotetica (o in questo caso assente) 'pericolosità' di un'azione o di un pensiero del popolo. Esemplare è stato il controllo della regina Vittoria sull'Arte inglese di fine Ottocento, un'Arte che prometteva rivoluzione anarchica. Dopo tale controllo istituzionale, lo stile Liberty è diventato una moda innocua e addirittura pro borghesia. In secondo luogo, la sfilza di divieti che si leggono nell'ordinanza che porta come titolo NORME DI COMPORTAMENTO IN OCCASIONE DEL CARNEVALE DEI BAMBINI sono davvero imbarazzanti e fuori da ogni creanza: niente mazze giocattolo in plastica, niente randelli, niente accette, niente bombolette spray di ogni tipo. Naturalmente non possono mancare le sanzioni a corredo, con tanto di sbirraglia a controllo. Ma che carnevale è?
Ma vi pare che adesso la gente vada in giro con le accette ad ammazzare i bambini? Non lo fa neanche per spodestare Berlusconi, figuriamoci in un giorno di festa pieno di gioiosi bambini. I pazzi ci sono, certo, ma non aspettano mica carnevale! E soprattutto non badano alle ordinanze! Quanti bambini sono stati uccisi a carnevale negli ultimi 100 anni, per mano di un folle mascherato? Invece cosa succede ad Arcore? Niente? Niente sanzioni e niente sbirri ad Arcore? Ma non scherziamo, il carnevale è una cosa seria! Il ridicolo e il patetico, oltre che la stoltezza e il pericolo, stanno sempre nel comportamento delle istituzioni! Ma non l'avete ancora capito, voi votanti? Voi che legalizzate i veri criminali?
Era più seria la chiesa del Medioevo. Direte: 'che c'entra la chiesa adesso'? Eccome se c'entra! State a sentire cosa poteva permettere la chiesa in passato. C'era la festa dell'Episcopello, una festa popolare ma legalizzata. Si trattava di prendere lo scemo del villaggio, vestirlo da vescovo, portarlo in processione con tutti gli onori e, una volta che il corteo raggiungeva la piazza principale, il piccolo vescovo scemo (episcopello, appunto) officiava una propria messa, completamente sovvertita, eretica fino all'estremo, dove nella pisside non c'era l'ostia, ma merda, e il vino era piscio. La chiesa ha accettato questa festa per secoli. Certo, il motivo di questa accettazione e legalizzazione non era solo perché la festa si svolgeva a carnevale, ma perché dopo, finita la festa, tutta la gente del villaggio era costretta a tornare in chiesa per la Quaresima, doveva pentirsi, il sacerdote come un avvoltoio sapeva aspettare con pazienza il popolo peccatore, poi giù con la cenere in testa, le confessioni, i pentimenti e le fustigazioni... Ma queste punizioni 'divine' non sono bastate a cancellare la voglia di sovvertire le regole, finché la chiesa non fu costretta ad abolire la festa dell'Episcopello, ormai perduta nell'oblìo.
Invitiamo i cittadini di San Lorenzo al Mare ad andare a festeggiare il loro carnevale in una città vicina, lo facciano da persone libere, almeno per un giorno. Lasciate per un giorno la vostra città. San Lorenzo al Mare sarà sicuramente salvata dall'orribile schiuma da barba e dalle pericolosissime spade di zorro, ma sarà completamente vuota e triste, in mano a dei veri ridicoli, ignoranti e arroganti.

target="_blank"

target="_blank"

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie per questo post meraviglioso. Ammirando il tempo e l'impegno che mettete nel vostro blog e dettagliate informazioni vi offrono.

coscienza critica ha detto...

Grazie a te, chiunque tu sia

Post in evidenza

Società gilaniche: le floride comunità senza Stato. L'anarchia durata migliaia di anni

Q uesto post, che ha avuto una lunga e doverosa gestazione, vuole una volta per tutte dimostrare come una società possa esistere senza Stat...

I nostri 10 articoli più letti