sabato 19 marzo 2011

Il cittadino comune e il suo governo

Per conservare i privilegi e legittimare ogni ruberia, i governi attuano propagande di ogni tipo, cercano la consacrazione popolare e ci riescono, infondono sentimenti nazionalisti, educano all'autorità a cui si deve credere e obbedire. La cancellazione o lo svilimento della libertà individuale si concretizza nella perpetua illusione (isterico-collettiva) che un altro governo sia migliore del precedente.
A partire da questo pensiero, ci si chiede il motivo per cui il cittadino comune continui a servire il padrone di turno, volendolo, cercandolo, eleggendolo, difendendolo nonostante tutto. A rispondere, concorrono un complesso di concause. Eccone nove.

1) Viene fatto credere che il sistema attuale di gestione della società sia l'unico possibile.
2) Viene fatto credere che l'individuo non sia in grado di decidere per sé (e per il meglio) e che abbia bisogno di una guida e di leggi: più sono le leggi, più pensa di essere tutelato.
3) Viene fatto credere che questa guida, il capo, abbia maggiore autorevolezza (quindi intelligenza) rispetto al cittadino.
4) Viene fatto credere che il popolo si trovi in libertà e che l'azione del voto (delega del potere) sia portatrice eminente di emancipazione (personale e collettiva).
5) Viene fatto credere che il popolo appartenga visceralmente a un artificiale appezzamento di terra chiamato 'Nazione' e che tale appezzamento, presumendo che sia il migliore del mondo o aspirante tale, abbia bisogno di un governo centrale e di armi a sua difesa.
6) Viene fatto credere che una lingua, e talvolta persino i tratti somatici, identifichino geneticamente gli abitanti di una Nazione. La cultura di una comunità (anche locale) viene pensata come esclusiva e priva di sincretismi.
7) Vengono tenute nascoste moltissime informazioni capaci di mettere in seria discussione il sistema-Stato.
8) Vengono diffamate, sminuite, criminalizzate, tutte le informazioni censurate di cui sopra che, per vari motivi, possono venire alla luce.
9) Viene svolta una capillare e costante propaganda in favore del sistema-Stato, fin dalla più tenera età, impostando qualsiasi attività sociale sul modello gerarchico (dalla famiglia al condominio, dalla scuola ai servizi, dal lavoro al rapporto con le autorità locali, dalla percezione mediatica sino al governo).
Sorvoliamo sugli altri punti, ma non possiamo trascurare i seguenti che rispondono alla domanda: a seguito dell'azione degli obiettivi di cui sopra, come reagisce il cittadino comune?

1) Crede davvero che che il sistema attuale di gestione della società sia l'unico possibile.
2) Crede e difende colui che, attraverso una presunta autorità (presa o concessa), gli parla di libertà, di democrazia, di tutela.
3) Si lamenta della situazione politica e sociale, ma pensa che l'unica alternativa per migliorare sia votare un altro governo, altri rappresentanti, illudendosi ogni volta e ritornando a lamentarsi e a rivotare chi gli parla di libertà, democrazia, tutela.
4) E' inconsapevolmente imprigionato nel modello gerarchico (che pensa assolutamente normale), quindi incanalato in comportamenti a loro volta autoritari, di dominio, anelando a posizioni più alte 'rispetto a', e per questo motivo capace persino di corruzioni e di altri crimini. Tali convinzioni sono diventate ontogenetiche.
5) Rifugge da qualsiasi altra possibilità politica offerta (se non quella imposta dal sistema-Stato) definendola, nel migliore dei casi, 'utopia'.
6) Messo di fronte all'evidenza o alla prova provata che l'anarchia può portare serenità e vera libertà, le reazioni del cittadino comune sono diverse:
a) Rinnega a priori.
b) Non vuole sapere.
c) Comprende, ma finta di nulla.
d) Attacca, denigra, offende.
e) Cerca qualsiasi appiglio, di ordine speculativo o pratico, anche il più minimo, fino a scadere nel patetico o nel ridicolo, pur di dimostrare -senza averla mai provata- che l'anarchia è sbagliata, continuando a difendere il vecchio sistema autoritario, ma senza mai smettere di lamentarsi.
f) Risponde per frasi fatte, secondo quanto ha sentito dire in giro o dai media di Stato, rifugiandosi nei pregiudizi.
g) Presume di conoscere tutto dell'anarchia, considerandola non appropriata, salvo poi constatare una profonda ignoranza in materia.
h) Sostiene di essere più anarchico di un anarchico, però...
i) Deve pensare all'immantinente, del futuro poco importa.
Al di là di quest'analisi, dobbiamo però dire che ci sono altri cittadini ben disposti quantomeno a conoscere. E ce ne sono molti.

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