domenica 20 marzo 2011

La guerra è l'esaltazione massima della politica

Si dice spesso che la guerra rappresenta il fallimento della politica. Non è così. Chi mette in giro questa diceria fa solo propaganda di Stato (siamo saturi di questa propaganda e non ce ne accorgiamo). La guerra è invece l'esaltazione della politica, l'essenza stessa della politica, di questa politica statale. Un sistema di gestione della società e del potere, che non ha mai pensato al vero benessere dell'umanità, ma solo ai profitti personali delle oligarchie, delle banche, dei fabbricanti di armi, non può toccare il suo apogeo se non attraverso la guerra, espressione massima dell'autorità, identificativo connotante di ogni Nazione. Stati e governi non sarebbero nulla senza gli eserciti e senza le polizie a loro difesa. La Storia parla chiaro e, purtroppo, anche la cronaca.
La guerra è, insomma, la messa a nudo della politica delle nazioni. Nuda è sempre la verità. Se gli Stati sono nati dalle guerre, la politica non può che trovare nella guerra la sua massima espressione. E' stupido far finta che non sia così, ingenuo ignorarlo. La diplomazia? Sapete a cosa serve la diplomazia? Non certo a risolvere i problemi dei diseredati, in Africa ne sanno più di qualcosa, purtroppo. E non solo in Africa. E c'è un'Africa anche in ogni Nazione, in ogni città governata da questo tipo di politica gerarchica e autoritaria. La diplomazia serve ai membri di tutti i regimi (spesso sedicenti democratici), al fine di mettersi d'accordo sul cosa fare, sul come fare, per soddisfare il loro tornaconto. La diplomazia è un gioco di scambio di favori, di ricatti, di contratti tra Stati, tra padroni. La diplomazia è sempre la stessa, quella del Congresso di Vienna, dove i sovrani decidono le sorti del mondo, dividendosi il potere sui sudditi, nel gozzovigliare di divise e di bandiere a suon di valzer.
D'altra parte, a che pro' offrire pace e libertà ai popoli? Se pace e libertà fossero donate, ogni autorità cesserebbe di esistere, non esisterebbero guerre, non esisterebbe la politica statale, non esisterebbero gli stessi Stati. Che vantaggio avrebbero i governanti a farsi da parte per lasciare tutto il potere al popolo? Secondo i despoti del mondo, quindi, è assolutamente necessario alimentare e perpetuare il potere statale anche e soprattutto attraverso le guerre, idea massima di operatività politica, dove il genio militare rappresenta il più elaborato e colto dei progetti criminali dello Stato.

Disegno dell'artista anarchico Théophile Alexandre Steinlen: 'il colonialismo inventa i campi di sterminio in Africa'.

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3 commenti:

Aries 51 ha detto...

Come limpida acqua sorgiva.

coscienza critica ha detto...

Ma pensi che le persone capiscano questi concetti? Oppure li capiscono, ma fanno finta di non capire?

Aries 51 ha detto...

Penso che capiscano.Ma l'abitudine, l'ignavia, l'interesse a una vita moderatamente tranquilla programmata da altri e il "fin che non capita a me" siano la scelta più comoda.
Ciao.

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