lunedì 12 settembre 2011

Altro che araldica medievale, l'Italia Turrita ha origini pagane!

Parliamo dell'Italia Turrita, l'immagine allegorica di quel lembo di terra che dopo la discesa dei Kurgan venne rinchiusa entro confini dove le persone sono ancora costrette con la forza e con l'inganno a 'vivere' in sudditanza.
Quando diciamo che lo Stato mente sapendo di mentire non è un'iperbole. Mente anche attraverso il sistema di istruzione nazionale, oltre che attraverso i media. Infatti a scuola ci hanno sempre insegnato che la donna raffigurata con la testa coronata da torrioni e da mura di cinta derivi dall'araldica comunale (medievale), giacché l'Italia, come del resto tutti gli altri territori confinati dall'uomo, era caratterizzata da una moltitudine di comunità rinchiuse dentro cinte murarie (comuni). Come tutti sanno, con la nascita dei comuni siamo intorno all'anno Mille. E dato che questa spiegazione non fa una piega (l'Italia era davvero una distesa di recinti di pietra, oggi molte mura sono cadute, ma solo fisicamente), tutti ci cascano. E la spiegazione ufficiale sta bene a tutti, agli studenti, ai docenti, ai genitori, allo Stato e alla chiesa.
In verità l'Italia Turrita ha origini pagane e strettamente legate al culto della Madre Terra, quando si viveva secondo una concreta parità di diritti tra uomo e donna, non c'erano sperequazioni sociali, né guerre, né capi, né sudditi, né governi, cioé quando vivevamo tutti in anarchia, prima che fosse inventato lo Stato.
L'Italia Turrita altro non è che la trasposizione in chiave statal-clericale della dea Cibele (una donna), la madre di tutti gli dèi (foto in alto), la Magna Mater dei romani pagani che, a loro volta, in età repubblicana, la recuperarono dalla Frigia (Anatolia - Turchia) accogliendola pomposamente quale unica figura sacra in grado di sconfiggere Annibale (secondo una profezia rinchiusa nei libri sibillini). Dice Tito Livio:
'in seguito all’esame dei libri Sibillini si trovò un vaticinio secondo il quale, quando un nemico esterno avesse portato guerra in Italia, sarebbe stato possibile cacciarlo e vincerlo se si fosse fatta giungere a Roma da Pessinunte la madre Idea…' (Tito Livio, 4 aprile del 204 a.C - Liv. XXIX 10, 4.-5.8;14, 11-14).

Un'antica Cibele dell'Anatolia, dea vergine, madre della Terra.
Cibele era venerata già molto prima dei romani in tutta l'area del Mediterraneo orientale. La repubblica romana dovette però adattare la liturgia di Cibele ai gusti dei sudditi, modificando anche l'aspetto della dea. Infatti Cibele in origine non portava sul capo le mura di cinta (foto sopra). Anche attraverso questa modifica, cioè con l'apposizione sulla testa di mura di cinta, l'autorità romana propagandò facilmente il suo carattere guerresco, convincendo i cittadini che le guerre e le gerarchie militari e clericali fossero eredità veramente sacra, divina. Questo passo è importante per capire perché ancora oggi lo Stato venga percepito come un organismo metafisico, addirittura sacro, come l'unica forma possibile di organizzazione sociale. Sappiamo che è falso.
Ma se Cibele era già presente prima dei romani in tutto il Mediterraneo orientale, chi l'aveva inventata? E in che modo? E perché? Le risposte sono relativamente semplici. Proprio in quella vasta area del Mediterraneo vivevano in armonia le società gilaniche, anarchiche, libere, pacifiche ed egualitarie (vedi). Queste società, in origine, adoravano la Madre Terra che era raffigurata dalla Dea Madre.


Successivamente l'iconografia cambiò stile, passando dalle statuette appena abbozzate a una primigenia forma realistica di Cibele. Siamo ancora in un periodo storico lieto e florido per l'essere umano, in cui i culti e le forme religiose non avevano ancora gerarchie, né interesse alcuno ad averne.
Una nota interessante è quella relativa al fatto che uno dei simboli della fecondità della Terra legato al culto di Cibele è il toro, proprio com'è sempre stato nelle culture gilaniche, isola di Creta compresa (quando i re guerrieri come Minosse occuparono l'isola portando distruzione e gerarchia di Stato, mantennero il toro nella leggenda del minotauro).
Altra nota importante è il fatto che Cibele venga rappresentata tra due leoni, cioè gli animali che nell'antichissima iconografia pagana trainavano il carro del sole, Cibele invece se ne serve per trainare il cocchio all'interno delle foreste, ma la cristianità trasformò poi le bestie in due leoni stilofori (portatori di colonna), caratteristica dei protiri delle chiese.


carro di Cibele


leoni stilofori
Nell'antica simbologia legata a Cibele e alla Dea Madre, la bocca spalancata del leone e la sua criniera rappresentano rispettivamente la vagina (cava) e il pube (peloso). Quando il pittore anarchico Gustave Courbet dipinse 'L'origine del mondo' (foto in basso), intese denunciare la censura statal-clericale sulle vere origini del mondo ed evidenziare l'unica religione possibile che è quella della Natura, della vita, della sessualità rigeneratrice, del corpo umano quale strumento di gioia vitale.

Se avete fatto caso, siamo andati a ritroso nel tempo, dall'Italia Turrita al culto della Madre Terra. Se invece proviamo a riassumere schematicamente andando cronologicamente in avanti, l'inganno diventa ancora più evidente:
  • Neolitico avanzato: società gilaniche e culto della Dea Madre (Madre Terra).
  • 7000 a.C. circa: adattamento iconografico della Dea Madre che diventa la prima Cibele raffigurata a caratteri realistici.
  • 4000 - 3000 a.C. circa: parentesi cruenta relativa alla discesa dei Kurgan, con conseguente distruzione della pace anarchica, imposizione dello Stato, costituzione delle leggi, delle gerarchie religiose e militari, delle caste.
  • 200 a.C. circa: adattamento iconografico di Cibele da parte della repubblica romana. Appare la corona turrita, propaganda di uno Stato sedicente divino, in realtà militare.
  • XVII secolo: Cibele diventa allegoria dell'Italia.
  • XX secolo: Cibele (ormai dimenticata) diventa allegoria dello Stato italiano.
Tutto questo percorso è stato censurato, non esiste nei libri di scuola, per due motivi:
1) Fa comodo alla propaganda di Stato non far conoscere le vere origini anarchiche delle civiltà. Con assoluta presunzione, inganno e astuzia, ci hanno sempre fatto credere che la CIVILTA' sia nata allorché sono comparse le prime monarchie e le città-Stato. Ciò è falso, semmai con la comparsa degli Stati le società hanno subìto un notevolissimo regresso. Inoltre far conoscere una 'madre di tutti gli dèi' non potrebbe giustificare il patriarcato che sta alla base dell'ordinamento gerarchico degli Stati, i quali si fondano sulla guerra quale espressione ed esaltazione della forza fisica maschile (gli Stati sono tutti fascisti, per definizione e per indole, a prescindere dalla loro forma).
2) Fa comodo alla propaganda vaticana non far conoscere le origini pagane dell'Italia (ma non solo dell'Italia), fa comodo nascondere il fatto che in origine dio era donna, portatrice di vita e non di morte, dispensatrice di pace e non di guerre, garante della fertilità della terra e dell'uguaglianza fra tutti gli esseri viventi (la donna è anche madre, e per sua natura tende a non far distinzioni tra i suoi figli). Invece la religione gerarchizzata e istituzionalizzata è portatrice di morte, di guerre, esalta l'astinenza dal sesso, crea diseguaglianze sociali, propaganda in modo subdolo l'odio (creando infedeli da distruggere), gestisce a proprio vantaggio il sentimento della paura inoculandola nelle persone, mortifica la vitalità sessuale del corpo.
Sia lo Stato, sia la chiesa, traggono perciò enorme profitto dalla censura della verità. Lo fanno da 3000 anni. Attenzione allora quando i papi rivendicano le presunte origini cristiane dell'Europa o dell'Italia. Anche l'allegoria dell'Italia Turrita parla chiaro.

Per la stesura di questo articolo ci siamo avvalsi delle seguenti fonti:

- Un professore di Antropologia e di Storia dello Spettacolo.
- Centro Studi La Runa
- Tanogabo.it
- Il cerchio della luna
- mariateresalupo.it

(naturalmente su wikipedia le informazioni sull'Italia turrita sono mozzate di netto, e su questa censura non avevamo alcun dubbio).


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1 commento:

Dario ha detto...

Ottimo lavoro! per fortuna c'e' qualcuno che racconta le cose come stanno.
Grazie, sicuramente divulgherò.

A proposito di anarchia applicata, cercate (visto che non posso postare il link) su un motore di ricerca questo: "anarchia stradale di Drachten".

Ciao e grazie

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