sabato 3 settembre 2011

Mettiamo in crisi il sistema e salviamo il popolo

Forse a molti non è chiara la situazione italiana. Quello che sta capitando sotto i nostri occhi è esattamente quello che è già capitato altrove. Il peggio deve ancora venire, anche in Grecia.. La macchina impetuosa e impietosa dell'establishment economico mondiale, fatta di lobby mafio-fasciste (Stati) e di loschi figuri senza scrupoli (governanti), sta finendo di stritolare anche l'Italia. Non c'è sciopero che possa bastare, l'ingranaggio non si ferma così.
Il sistema è vorace ed ha bisogno di due cose: schiavi e soldi. Questo antico bisogno dei despoti oggi si accentua in maniera spropositata e non può bastare uno sciopero per fermare i progetti criminali degli Stati Uniti Mondiali. E' il caso di guardare bene il mostro negli occhi. Per fare questo bisogna andare al di là di quello che ci viene detto dai giornalisti, dalle tv, dai media che sono TUTTI controllati dal sistema. Quello che ci raccontano è menzognero. Al di là dei dibattiti, dei decreti, delle finanziarie, dei battibecchi politici, c'è la verità che nessun medium dirà mai: siamo di fronte a un punto critico per chi gestisce le risorse sempre più scarse del pianeta e vuole accaparrarsi tutto quel poco che rimane con una ferocia inaudita. Lo fa a danno del popolo, al quale viene detto che esiste una crisi e che per salvarsi bisogna pagare. Paga sempre il popolo, anche se non c'entra niente, soprattutto perché non c'entra niente.
Tra le altre cose, notiamo che nelle discussioni televisive, nelle mille interviste sulla crisi, viene esclusa totalmente sia la visione globale e reale del problema, sia il punto di vista degli anarchici (mai invitati a qualsiasi dibattito mediatico). Ci sembra logico, dal momento che il punto di vista anarchico su questi problemi è l'unico che può smascherare il tragico e perverso gioco degli Stati, e questo non conviene, è pericoloso per il sistema. Per conseguenza, in tv tutto ruota sempre sugli stessi argomenti, sulle stesse facce, sulle stesse menzogne. Sembra di assistere ad una zuffa organizzata svolta dentro lo stesso ring, senza che nessuno indichi il fuori di quel ring. Ma è proprio fuori da quel ring che succede tutto, di nascosto. Sicché noi li vediamo in tv, le facce assoldate, i giornalisti prezzolati, che si cimentano nelle argomentazioni ipotetiche, nelle affermazioni smentite il giorno dopo, nelle micro analisi economiche che non vanno da nessuna parte... tutto questo serve solo a distrarre il popolo e a imbrogliarlo. La verità è oltre la tv.
E allora bisognerà chiedersi se l'esclusione degli intellettuali anarchici dal dibattito (sociale, economico e politico) non sia un segnale preciso, un'indicazione, un sintomo. Escludere dagli argomenti mediatici - ad esempio- anche il ruolo primario che ha l'anarchia e i suoi sindacati là dove le rivolte popolari sono ancora molto forti, fa certamente parte del gioco ipocrita e criminale del sistema. Proprio per contrastare queste operazioni di mistificazione e di censura mediatica, noi vi invitiamo a lasciare da parte i pregiudizi per andare a vedere qual è la soluzione politica proposta dall'anarchia, quella che viene sempre taciuta e di cui il sistema ha una grande paura. Solo dopo si potrà pensare di risollevare le sorti dei popoli e del pianeta.
Buon pro' vi faccia


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Buongiorno, posto che non accendo mai la televisione, vorrei comunque conoscere i nomi,se noti, di intellettuali anarchici italiani che potrebbero partecipare a dibattiti tv, allo scopo di informarmi sul loro pensiero. Grazie Coscienza Critica e buona domenica.
Federica Zerbini, Roma

coscienza critica ha detto...

Cara Federica.
La tua domanda merita non soltanto una risposta, ma un post un po' più articolato di un commento. Quindi abbiamo deciso di scrivere un piccolo articolo (il prossimo) dove troverai la risposta che cerchi. Grazie.

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