Al di là del messaggio verbale lasciato da questo tanker chimico militare mascherato da aereo di linea, ci soffermiamo piuttosto sul praticissimo meccanismo di accensione e spegnimento dell'erogatore di veleni chimici, e anche sull'abilità del pilota che, evidentemente, ha voluto darci un altro tipo di messaggio, il seguente:'popolo, quelle che vedete in cielo, quasi ogni giorno, passare e ripassare, non sono scie di condensa, ma scie chimiche, vi stiamo avvelenando tutti'!
Le vediamo, infatti, queste scie di metalli pesanti e polimeri, come al solito, allargarsi a poco a poco finché non somigliano a nuvole, poi manto lattiginoso che nasconde il sole, poi cadere a terra in maniera invisibile, ma che ti entra tutto nei polmoni, nelle falde acquifere, nelle zolle, sulla vegetazione, ovunque.
E' straordinario vedere con quanta abilità il pilota aziona l'erogatore, anni e anni di esperienza di morte. Qui spruzzo, qui non spruzzo, qui va bene, là no. E pensare che potrebbe andare a farsi una bella nuotata in un lago anzichè continuare ad essere servo degli Stati e delle lobby. Ma già... è vero... quali laghi se sono ormai tutti inquinati? E lui contribuisce, non poco, alla pollution.
E i meteorologi, conniventi e complici, hanno anche il coraggio di chiamarle 'innocue velature'. per non parlare di quelle persone (sempre di meno però) che credono ancora che queste siano scie di condensa e aerei normali di linea. Se così fosse, allora su quell'aereo c'è davvero dio.









2 commenti:
Ho visto questo video qualche giorno fa. Io i cieli li guardo e vedo quello che tu descrivi, righe chilometriche che diventano una specie di nuvole a "frequenza" le chiamo Io, mai viste quando ero piccolo!
Ma hai provato a uscire e chiedere, indicandole, alle persone cosa sono
? Dalle risposte rimani basito...
Ciao e stammi bene, Italianiimbecilli, non potevi trovare nome migliore :-)
Ogni tanto chiedo ai passanti, e a volte trovo persone informate, altre volte no. Poi ci sono quelli che se ne accorgono per la prima volta e rimangono stupiti, allarmati.
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