venerdì 23 dicembre 2011

A tutto l'equipaggio della 'nave dei folli', compresi i passeggeri

Nell'iconografia e nella tradizione borghese, a natale i bimbi si raccolgono intorno ai nonni per ascoltare fiabe e favole, storielle e proverbi. Vicino c'è sempre un focolare acceso e l'abete illuminato. Un bel quadretto di serenità che si allontana sempre più dalla realtà.
Invece, ben lungi da questa immagine patinata e retorica, dedichiamo a tutti voi un racconto che a noi è piaciuto per la sua carica metaforica che accompagna il lettore fin nella realtà della sua stessa coscienza.
Non sappiamo quanti di voi ne capiranno la morale. E non sappiamo neppure se, una volta individuata la morale, riuscirete a dar libero sfogo al grido della vostra coscienza che vuole schiaffeggiarvi per poi esplodere di vita traendovi dal periglio.
Come sapete non copincolliamo mai nulla, vi mandiamo direttamente al sito che ha pubblicato il racconto che si intitola 'La nave dei folli' di Theodore W. Kaczynski.

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Racconto di rara bellezza amara !

Daniele Florian ha detto...

Il racconto è senza dubbio molto suggestivo e dalla morale ben chiara, ma il dubbio che mi sollevo è questo: non potrebbe essere anche e proprio grazie alle "piccole" lotte sociali che la nave possa riuscire a cambiare rotta?

O MEGLIO, non è grazie alle piccole emancipazioni che quella ciurma avrebbe compreso che vi sono problemi sempre più radicati e pian piano avrebbe finito per imbracciare quel timone con una consapevolezza maggiore cresciuta lungo un cammino condiviso?

In ogni caso grazie per il contributo.
Daniele Florian.
http://www.liberarchia.net

coscienza critica ha detto...

Assolutamente no, Daniele. Se fosse come dici tu, la liberazione sarebbe già avvenuta da centinaia di anni. E' storicamente provato ormai che Stato e governi non hanno mai reso libertà e giustizia al popolo, e tutte le lotte compiute dal popolo non hanno mai cambiato la rotta. Le concessioni che lo Stato fa sono briciole che non hanno mai soddisfatto. Il fatto stesso che il popolo debba sempre lottare, dimostra ulteriormente che lo Stato è lì apposta per mettere il bastone tra le ruote. Ma non ci vuole tanto per capire ste cose, dài! Quello che mi fa innervosire è che, di fronte all'evidenza che più evidente di così si muore, si voglia cercare a tutti i costi un pretesto per giustificare la violenza dello Stato e dei governi. Se lo si vuole difendere, ok, ma almeno nessuno si lamenti dei soprusi (come si fa da ben 3000 anni) per coerenza su!. Stammi bene.

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