domenica 8 gennaio 2012

Collettivo dei licenziati al Cantiere navale di Trapani: 'ci siamo presi quello che è nostro'

Solidarietà incondizionata alle 59 famiglie sul lastrico. E solidarietà ai lavoratori che da più di un mese, a fronte dei licenziamenti arbitrari da parte del padrone, hanno occupato la petroliera 'Marettimo M.' e si sono costituiti in un collettivo autorganizzato.
Dicono: 'abbiamo preso in mano il nostro futuro e per difendere il nostro lavoro ci siamo costituiti in collettivo autorganizzato. Dopo due mesi di presidio permanente davanti i cancelli del Cantiere, discussioni e assemblee, ci siamo presi quello che è nostro, quello che abbiamo fatto con le nostre mani e i nostri sacrifici: abbiamo occupato la petroliera “Marettimo M.” Siamo sulla nave da più di un mese ormai e abbiamo trascorso il natale e il capodanno lontani dalle nostre mogli e dai nostri figli. Noi non avevamo nulla per cui festeggiare'.
Intanto emergono già le irregolarità dell'azienda che gestisce il cantiere, tra le quali lo sversamento di liquami in mare e altre anomalie criminali. 'Non scenderemo dalla nave', dicono i lavoratori determinatissimi.
Sarà una lotta dura, alla quale daremo sostegno. E il sostegno da parte di tutti è la richiesta precisa di questi lavoratori. Non avranno soltanto il sostegno di Trapani, è sicuro, soprattutto se la loro lotta verrà resa pubblica in maniera capillare. Diffondete il link.

Foto del corteo CNT a sostegno dei lavoratori, 8 gennaio 2012

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