sabato 3 marzo 2012

Punta Penna come Val di Susa

Devastare Punta Penna per i miei scopi economici? Si può fare, avrà pensato il sig. Puccioni, magari progettando la devastazione con altri profittatori (pubblici o privati che siano). E chi se ne frega dell'ambiente e dei cittadini? Sapete, ci sono vari tipi di Tav da combattere!
Punta Penna, frazione abitata di Vasto, è un meraviglioso territorio naturale, un gioiello della Natura che s'affaccia nel medio Adriatico e lì si bagna. Ma la 'Puccioni spa' vuol metterci le mani sopra con una centrale a biomasse da 17 MW e impianti chimici che trattano acido cloridrico e rifiuti tossici, senza contare che nell'area c'è già un altro progetto per una centrale a biomasse della Istonia Energy, nonché la Vastocem (produttore di cementi) che ha già chiesto l'autorizzazione anche per emettere in atmosfera i veleni della produzione. Il Comitato cittadino per la tutela del territorio di Vasto dice NO da tempo. Saranno tutti anarcoinsurrezionalisti? Magari, se fossero tali non avrebbero avuto bisogno di eleggersi alcun padrone voltagabbana. E infatti ora il sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, se ne infischia altamente delle richieste dei cittadini. Storia di sempre, ma che non insegna nulla, si vede. Ecco un altro 'Tav' che incombe con prepotenza nella vita delle persone, degli animali, della Natura. Cosa faranno adesso le persone? Delegheranno la loro rabbia a qualche leader di partito? O si auto organizzeranno per una difesa veramente efficace e autonoma? NoTav insegna.


I cittadini bussano, il sindaco non apre.

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