domenica 25 marzo 2012

Uno Stato che parla

Sottrarre al popolo la consapevolezza della sua condizione di sfruttato servitore, facendogli credere che l'unico modo giusto e possibile, persino responsabile, sia quello di eleggersi capi e padroni. Dividere il popolo con partiti, fazioni, campanilismi, e con ogni altro espediente, anche il più banale. Ogni antagonismo e ogni divisione verrà da sé, purché il modello ne indichi la matrice. Se il modello è autoritario, anche le varie fazioni del popolo lo saranno tra loro, dalle più piccole alle più grandi, dal rapporto uomo-donna, ai membri della famiglia, dai dissidi tra villaggi vicini, alle tifoserie più varie. Conrtastare la solidarietà, la cooperazione, eliminare il senso umano della comunità naturale e universale offrendo simulacri comunitari artificiali ammantati da falsi ideali morali; questi devono attecchire nelle coscienze. Quindi sostituire la legge naturale degli individui, unica, suprema, con leggi artificiali, facendo credere che senza di esse si cadrebbe nel caos. Punire chi deraglia dal percorso imposto. La punizione sia da monito. Creare per i nascituri un imprinting statale ed ecclesiastico, sì da utilizzare ogni nostro sforzo per il semplice mantenimento del modello autoritario quando i nascituri saranno adulti. L'imprinting avrà una fase postuma di forte consolidamento attraverso il sistema educativo nazionale, ove i ragazzi apprenderanno ad ubbidire e a ossequiare tutte le autorità, pena la punizione. Col tempo ciò apparirà loro normale, giusto, nobile, responsabile. Usufruire del popolo a fini lucrativi, alienarlo attraverso un impegno costante a nostro vantaggio, non abbia da pensare, né da agire. Per questo scopo, la divulgazione degli elementi culturali dovrà essere controllata, vagliata, necessariamente cassata delle parti a noi sfavorevoli. Limitare il pensiero in base pochi elementi offerti, sì che le azioni corrispondenti non possano contrastare o abbattere l'ordine costituito, il modello, il sistema. Ogni àmbito culturale a noi sconveniente, così come ogni individuo che ne sia venuto a contatto, saranno dichiarati fuorilegge. Operare per una continua e costante restaurazione del modello autoritario attraverso tutte le forme di convincimento che i tempi e la scienza ci mettono a disposizione. Il nazionalismo dovrà essere un sentimento comune, e su questo sentimento fondare l'onore delle armi e della guerra, nonché il disprezzo nei confronti di altri popoli, delle minoranze rese da noi tali, o di tutti gli agglomerati umani che, all'occorrenza, dovranno essere abbattuti per conquistarne le ricchezze territoriali e forzalavorative. Il patto tra il sistema e le forze di sicurezza sarà determinato dal consolidamento dell'orgoglio nazionale presso alcuni membri del popolo, assoldati all'uopo, e predisponendo per loro un'accertata garanzia di premiazione che soddisfi l'ambizione personale alle posizioni gerarchiche militari più alte, quindi al dominio, quindi al potere. Considerare che l'ordine gerarchico imposto in ogni settore della società può essere garantito soltanto attraverso l'uso della demagogia, della menzogna, della forza. Tale considerazione è presupposto necessario e indispensabile alla nostra tutela. Ogni nostro governo opererà per questa tutela e per questi scopi. Il popolo sarà condotto in un processo di vita normalizzata e utile al nostro arricchimento, quando un lavoratore non avrà modo di svolgere le mansioni richieste, egli dovrà desiderare il lavoro e la sottomissione alla catena del nostro profitto. Nessun'altra forma di sussistenza oltre a quella da noi imposta può essere possibile, salvo le forme di sussistenza che risultino spregevoli all'opinione pubblica: accattonaggio, eremitaggio, vagabondaggio. Tali scelte di vita saranno comunque in contrasto con le nostre leggi e, come tali, perseguibili. Nessun'altra forma di vita oltre a quella da noi imposta può essere concepibile, a norma di legge nessuno potrà disconoscere lo Stato, o staccarsi da esso come potrebbe fare un leone dal suo branco, tutti devono obbligatoriamente concorrere alla costruzione dei nostri privilegi. Ogni individuo, nessuno escluso, avrà un numero, chi disconosce il numero assegnato sarà punito anche dalla struttura burocratizzata della società. La persona deve essere sostituita dal cittadino, chi non è cittadino non può vivere. Lo Stato opererà un controllo costante sui cittadini, sui loro beni, sui loro movimenti, sul loro status, sui loro desideri. Tale controllo è necessario per le operazioni di comando e di sfruttamento, ogni governo sarà chiamato a legiferare di conseguenza, assicurando la sopravvivenza del modello statale e di tutte le gerarchie sociali. Ogni governo farà buon uso della terminologia distraente, operi quindi per la 'sicurezza', per la 'libertà', per la 'democrazia', per la 'giustizia', per l'ordine', per la 'crescita', per lo 'sviluppo'. Particolare attenzione sia rivolta ai bambini fino ai 13 anni, essi dovranno imparare ad avere timore delle autorità, ma dovranno anche averne fiducia paterna, sì che possano essere addestrati a considerare giusto e responsabile il loro voto quando avranno un'età che non comporta rischi per lo Stato, cioè quando il nostro imprinting si sarà ben consolidato nella loro coscienza. Il nemico del popolo dovrà essere il popolo stesso, ogni immagine e ogni pensiero utili alla consacrazione e alla lode dello Stato sarà propagandata a nostro esclusivo vantaggio. Morte ai traditori di questo patto. Morte ai traditori dello Stato.

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1 commento:

stefanover ha detto...

esatto.
è proprio così che succede.
ed è difficilissimo fare in modo che tutti se ne rendano conto.

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