giovedì 5 aprile 2012

Anarchia assente in tv, anche Travaglio se ne accorge

Marco Travaglio, nel programma 'Un due tre stella' parla di discriminazione televisiva e si accorge anche lui di una colpevole assenza: 'se uno è anarchico e non si riconosce nello Stato e nei partiti, perché non può avere qualcuno che dice qualcosa che gli piace in televisione? Chi porterà mai in televisione un rappresentante del pensiero anarchico'?
Lo diciamo da tempo. Di fatto, tutta l'informazione, compresi i talk definiti 'di approfondimento politico', non può mai restituire un quadro preciso e completo della situazione, proprio perché manca una parte fondamentale, quella anarchica, capace di ribaltare tutte le convinzioni e tutte le posizioni vendute alla gente come uniche. Alle persone a casa viene sempre offerta l'immagine di presunte fazioni opposte (destra-sinistra), ma che in verità non fanno altro che costringere gli ascoltatori a rimanere entro i limiti del recinto voluto dallo Stato. La cosa tragica è vedere come la gente sia davvero convinta che tutta la loro vita stia all'interno dello schema proposto, dentro un miserevole gioco tra destra e sinistra, dentro i partiti, dentro il fallimento storico di tutti i governi. Ma perché c'è dell'altro? Ecco, tutto quell'altro che non viene mai comunicato, divulgato, rappresenta l'essere umano, quello vero, quello che non può essere contenuto nell'angusto spazio squallido di un partito.
Ma Travaglio è un ingenuo. Come fa lo Stato a permettere che qualcuno vada in tv a smentire lo Stato stesso, e tutte le sue menzogne dette sull'anarchia? Non sia mai che poi la gente sappia che l'anarchia è tutt'altro che caos e violenza. Capite bene che verebbe smontato tutto l'enorme palco di bugie, montato in cento anni e passa di demonizzazione studiata a tavolino.

PS. L'altra sera Fabio Volo ha intervistato in tv Noam Chomsky, 'il più importante intellettuale vivente' (New York Times), ma non lo ha presentato come anarchico e le domande poste si riferivano a un argomento vecchio di 15 anni, un argomento che non c'entra direttamente con la politica (si parlava di Nag Factor, senza neanche citare queste due parole). Vergogna!

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2 commenti:

Nexus Co. ha detto...

Come può un uomo come Marco Travaglio parlare di anarchia e anarchici se lui è il cultore della repressione statale? Voglio ricordare che il signore che è in foto, è a favore di applicare in toto -e anche in maniera dura- una codice penale di fascista memoria.
Inoltre, se i mass media presentano sempre la dicotomia destra-sinistra e demonizzano la parola "anarchia", dove sta il problema? Da quando in qua ci interessa se un organo controllato dallo Stato o dal Capitale come la televisione, parli in maniera positiva -o che vuole sentire il parere oggettivo- di anarchia e dell'anarchismo?

Direi che Debord è più che consigliabile

coscienza critica ha detto...

Se per te non è un problema il fatto che i media deviano l'attenzione dall'anarchia, lo è invece per qualcuno che conosce la potenza della tv (al di là della gestione statale) e come questa venga sfruttata anche per criminalizzare l'anarchia. Noi qui abbiamo fatto una scelta precisa e continueremo a farla perché abbiamo uno scopo altrettanto preciso, siamo propagandisti dell'anarchia e ci piace esserlo fino in fondo, financo a prendere da Travaglio ciò che riteniamo utile alla causa anarchica. Tutto ciò che parla in maniera corretta dell'anarchia lo prendiamo, non ci sputiamo sopra, e non ci facciamo scrupoli se le informazioni arrivano dallo Stato, anzi questo ha per noi una valenza in più, perché trovata la falla, la allarghiamo volentieri. E spero proprio che la Rai rimandi in onda la puntata di 'Quando l'anarchia verrà' di Minoli che, come vedi, non abbiamo esitato a pubblicizzarla in un banner nella colonna di destra. Direi che Failla, Chomsky e Malatesta sono più che consigliabili.

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