lunedì 7 maggio 2012

Chi li fa i comizi anarchici?

Erano brutti tempi quando le piazze del mondo ospitavano, gremite, le voci della propaganda anarchica: tempi fascisti, tempi di fame e di ingiustizia. Si vede che oggi viviamo nell'abbondanza, perché la propaganda anarchica nelle strade non esiste più, o quasi. Voi che dite? Parliamo di propaganda, non di anarchia in sé, perché questa non svanisce, anzi, più le tenaglie del sistema stringono e più le persone ne hanno umanamente voglia. E' libertà. E' umanità.
Ma non riusciamo a comprendere questa ritrosìa tutta anarchica che si esprime nel non voler (o saper) più esporsi, soprattutto -e forse esclusivamente- in Italia. E sì che le persone sono anche arrivate a chiederla, l'anarchia. Che se ad esempio il non-voto è un diritto, oggi l'astensione viene percepita dalle persone anche (e fortemente) come un dovere morale e umano. Molti risultati elettorali parlano chiaro (e anche il nostro sondaggio sotto il blogroll), l'astensione è il vero vincitore. Qualsiasi legge faranno i governi, adesso dovranno vedersela con una vera opposizione, quella del popolo, altro che quella sempre finta parlamentare!
Tant'è, noi continueremo a tessere elogi a Pippo Gurrieri, ferroviere anarchico, che nella piazza di Ragusa lancia imperterrito i suoi anatemi contro il sistema, a difesa degli oppressi. E non solo per il Primo Maggio. Certo in Sicilia di problemi ce ne sono, non ultimo il MUOS(tro) militare americano. Ma chi può dirsi libero dai problemi, tanto da non aver bisogno neppure di un sano e vigoroso comizio anarchico che, come una sferzata vitaminca, rimetta in sesto la coscienza e la predisponga alla lotta?
Per ascoltare il comizio di Pippo Gurrieri del Primo Maggio, CLICCARE QUI.

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5 commenti:

Zacmolk ha detto...

Davvero, nemmeno io comprendo la ritrosia anarchica. Credo si possa far risalire in un'incapacità teorica nel propagandare obiettivi chiari e "raggiungibili" presenti nel quotidiano rifiutando la generalità dei discorsi, che è ben altra cosa rispetto alla generalizzazione. Il dramma dell'anarchismo oggi è d'essere autoreferenziale, e passatista.

coscienza critica ha detto...

A Zacmolk
Credo però sia sbagliato emettere sentenze e giudizi perentori, bisognerebbe invece fare un'analisi approfondita. Se da un lato i comizi latitano, dall'altro l'anarchia è pur sempre la forza più attiva nelle questioni dei diritti negati e la loro difesa (vedi cie, notav).

Zacmolk ha detto...

A coscienza citica
Hai certamente ragione, gli anarchici sono tra le forze più vive e reattive presenti nella società (mi viene in mente il poeta Leo Ferrè: "se dai calci in culo c'è da incominciare/ chi è che scende per strada non lo dimenticare/ sono gli anarchici"). Eppure difficilmente radicano nella società le loro idee, mentre magari attecchiscono le loro pratiche; solo che la poca coscienza porta quelle pratiche a perdersi e le forme di potere a recuperare sempre il terreno. Questa mancanza di salto coscienziale credo sia da imputare a noi anarchici, ad un'incapacità nel comunicare (e magari assumere noi stessi) l'effettiva realizzabilità d'un progetto complessivo. E' la lezione di Berneri che fatichiamo ancora ad imparare.

coscienza critica ha detto...

Credo che in fatto di coscienza gli anarchici ne siano ben provvisti, altrimenti non sarebbero anarchici. Secondo me, se parliamo di coscienza, è quella che manca alla massa in merito all'anarchia. E allora ci incontriamo nella nostra denuncia contro l'assenza di idea propagandata. Bisognerebbe tornare nelle piazze per far prendere coscienza di cosa sia l'anarchia, tornarci con le parole. Perciò lodo Pippo Gurrieri.

Zacmolk ha detto...

Esatto. Spesso le masse "usano" l'anarchia, la sperimentano senza coscienza di farlo, nelle lotte, o scoprono la verità delle critiche anarchiche, la denuncia della natura di ogni potere rappresentativo come oppressivo. Ma queste possibili lezioni si perdono, si dimenticano, e le ideologie dominanti recuperano. Come tenere vive quelle lezioni nella società? Come farsi ascoltare dalle masse popolari? Qui diventano evidenti le difficoltà e i limiti degli anarchici (e implicitamente forse dell'anarchismo?) e le nuove potenzialità ancora da teorizzare. C'è ancora tanta strada da tracciare e scoprire. E anch'io per questo lodo Pippo Gurrieri

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