giovedì 12 luglio 2012

Picchiato da carabinieri in borghese. Il quartiere reagisce (video)

Un ragazzo somalo, rifugiato politico, in possesso dei documenti, è stato strattonato e picchiato nel quartiere San Lorenzo di Roma da quattro figuri che poi -e solo poi- ammetteranno di essere carabinieri in borghese. Motivo del pestaggio: sfogo razzista e fascista, non v'è al momento altra spiegazione. Il ragazzo è stato trasportato in ospedale con un'epilessia conseguente al pestaggio. E' stato rilasciato dall'ospedale alle 3 di notte, con una prognosi di 15 giorni per trauma cranico e contusioni. Poteva scapparci il morto, ma le persone del quartiere si sono immediatamente attivate per fermare e contrastare vivacemente i carabinieri, ed è questo aspetto solidale che ci preme sottolineare, perché solo la cultura della solidarietà può contrastare la cultura della morte in uniforme (palese o mentale che sia). Il nostro abbraccio va al ragazzo, ma anche alle meravigliose persone di San Lorenzo.

video

target="_blank"
target="_blank"
target="_blank"

2 commenti:

Selya ha detto...

E’ sera.
La giornata è finita e stai correndo a casa sulle tue due ruote. L’unico motore sono le tue gambe e la voglia di arrivare a casa fa da carburante.
Sono le 23.
All’improvviso mentre ancora cerchi di capire cosa stia succedendo ti ritrovi in mezzo ad un film d’azione.
Una macchina ti taglia la strada costringendoti a frenare di colpo; per fortuna nonostante la velocità i tuoi riflessi sono buoni e riesci ad evitare l’urto col cofano.
Ti stai ancora riprendendo dallo choc, li seduto sulla tua bici fermo in mezzo a due macchine (una punto nera si è fermata dietro di te), quando all’improvviso ti ritrovi due mani alla gola che stringono e stringono…
Una dietro e l’altra davanti. Cadi nel panico, ti manca l’aria e non riesci a respirare…
Dopo i primi secondi di stordimento cerchi, ancora seduto sulla tua bici, di liberarti della stretta. Ci riesci. Inizi a tossire mentre la tua gola ritrova il sapore dell’aria fresca di settembre.
Questo è il trattamento che questa sera ti hanno riservato. Pazienza se non sei uno spacciatore e pensavano che lo fossi. Hanno solo fatto il loro dovere e come farlo lo decidono loro… è il colore della tua pelle a parlare. Il resto non conta.
Quelle forze dell’ordine che dovrebbero proteggerti ti hanno aggredito. Il mondo ti si rovescia addosso.
Un’aggressione in piena regola, senza parole ma solo azioni.
Il controllo dei tuoi documenti viene dopo, dopo averti serrato la gola, umiliato e trattato peggio di un animale. Lavori, sei in regola, hai i documenti … ma questo non basta.
Sei senegalese, come senegalesi sono alcuni spacciatori. E pensi a loro, questo popolo che a suo modo ti ha accolto: sono italiani, come italiani sono molti mafiosi. Eppure in Senegal nessuno ha mai fermato un italiano aggredendolo con l’accusa di essere mafioso.
Quello che vedevi nei gialli alla tv questasera è capitato a te. E come sapere che non capiterà ancora? Ti rendi subito conto che se avessi avuto una caramella in bocca avresti potuto morire soffocato.
Torino, la città dove vivi da 5 anni. Un quartiere che conosci bene e che adesso per la prima volta ti fa paura...

coscienza critica ha detto...

Nelle città, nei quartieri, c'è anche umanità e solidarietà. E più il razzismo alza la cresta (indice di stupidità), più la solidarietà emerge a difesa dell'essere umano. Fratelli e sorelle anarchiche sono la casa di tutti gli sfruttati e di tutte le vittime della stupidità e del sistema.
('...ma c'è amore un po' per tutti, e tutti quanti hanno un amore sulla cattiva strAda' - F. de Andrè).
Ciao.

Post in evidenza

Società gilaniche: le floride comunità senza Stato. L'anarchia durata migliaia di anni

Q uesto post, che ha avuto una lunga e doverosa gestazione, vuole una volta per tutte dimostrare come una società possa esistere senza Stat...

I nostri 10 articoli più letti