sabato 1 settembre 2012

Piccoli pensieri sulla paura e sulla legge

La paura gestita dal potere.
Volete sapere qual è la parolina magica (una tra le tante) che serve da grimaldello ad ogni autorità? 'Sicurezza'. Su questa parola, proferita a mezzo autoritario e che smuove artificiosamente l'intimo sconosciuto di ogni individuo, si sono costruite le ricchezze dei potenti, e a questi si sono sottomessi i popoli del mondo. 'Sicurezza' è la chiave per ogni oppressione, per ogni guerra, per ogni sopruso, una chiave detenuta dai controllori degli stati e delle chiese, burocrati impostori e sanguisughe mandati al potere da chi si fa innestare la paura e si lascia ingannare. Io non ho paura, non mi lascio ingannare, e per essere davvero sicuro non delego la mia vita.


La legge che omologa.
Per il sistema attuale, per lo Stato, per la loro legge, non esistono persone, ma solo 'casi'. Ora, io che non sono un caso, non sono uno dei numeri dei loro casi, bensì una persona con le mie esigenze, i miei ritmi, le mie abitudini, le mie conoscenze, la mia storia, i miei desideri, io che sono quindi una persona diversa dalle altre, quindi unica (come unici sono tutti gli individui), non ho alcuna intenzione di essere inserito in un calderone omologante e di farmi legiferare la vita costretto nei loro binari, per giunta per il loro tornaconto. Come dite? Sono obbligato? Sarebbe dunque questa la libertà di cui blaterano da 120 generazioni? No grazie, vorrei vivere.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve, sono di nuovo io.
La cosiddetta "sicurezza" non è altro che una lurida invenzione del sistema stesso, mi spiego meglio: Un qualsiasi capo cerca sempre di mantenere il proprio potere, e quindi cerca di rendere il più possibile i sottoposti non autonomi, e di creare bisogni negli stessi sottoposti (come la necessità di protezione dal crimine); secondo la prospettiva libertaria quindi lo Stato non ha alcun reale interesse a risolvere i problemi sociali, perché altrimenti verrebbe meno il bisogno del potere. E in base a questo io posso dire che il crimine è soltanto una conseguenza del nostro sistema oppressivo (credo che tu conosca già gli scritti di Malatesta), o, peggio ancora, creati ad Hoc per manipolare a piacere l'opinione pubblica (ricordasi il caso del 11 settembre e il crollo delle twin towers).


Saluti!

coscienza critica ha detto...

Esatto. E' così.

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