domenica 25 novembre 2012

Edvard Munch: 'Pubertà'


Scandinavia, fine Ottocento, un grumo di artisti e letterati partecipano attivamente alla denuncia sociale espressa dal vento anarchico che invade tutta l'Europa, sulla spinta energica della lotta operaia e contadina. Fra questi artisti, Edvard Munch. Le condizioni delle classi governate erano quelle riservate agli sfruttati e ai servi. Roba conosciuta in tutte le epoche statalizzate, come la nostra attuale.
Tra i dipinti più significativi della produzione di Munch, quelli vicini al discorso della difesa dei diritti umani, è questa tela. 'Pubertà' rappresenta il passaggio di una ragazzina dall'età infantile a quella adolescenziale. Ma è un passaggio carico di tragicità e di angoscia, non soltanto per cause eminentemente biologiche, ma perché la ragazzina sa che molto presto dovrà abbandonare i giochi e fare i conti con un sistema oppressivo che considera la donna una macchina per fare figli, un oggetto di piacere per l'uomo, una serva obbediente alla quale nulla è concesso. E' il meccanismo sociale e istituzionale che la divorerà.
Lo sguardo si perde nel vuoto, la ragazzina fissa un punto, è immobile, l'occhio si carica del pensiero più intenso nei confronti del futuro. Sa di essere destinata alla mattanza, alla quale si sfugge solo con la morte (forse anticipata). Per la ragazzina tutto diventa simbolo, come anche per Munch, tutto infatti è simbolo dell'ineluttabile, salvo rivoluzioni davvero tali. Ecco i simboli:

Il letto:
Là dove si viene al mondo, certamente simbolo di vita, ma quale vita futura soprattutto per una donna? Il letto, simbolo anche di morte, giaciglio per l'ultimo afflato. Simbolo di travaglio, di sofferenza genitrice, alla quale la ragazzina affida la speranza che almeno i suoi futuri figli siano maschi: triste, dolorosa e inumana speranza.

L'ombra:
Non segue il profilo della figura, infatti quella non è un'ombra, ma una sorta di cupo fantasma che incombe sul futuro della ragazza. Nera pece infernale, prefigurazione di un avvenire gonfio di dolore, di ingiustizia, di oppressione istituzionale e anche familiare.

La ragazza:
Lei stessa è un simbolo, perché tale si sente nella sua dimensione di futura alienata. E' lei stessa il monumento all'orribile società che la vuole sottomessa. Lei, venuta alla luce da un atto fors'anche di vero amore, è il simbolo reale dell'odio su cui è stata costruita l'intera società mondiale. Lei, donna, femmina, votata per natura alla pace, diventerà invece -per carattere modificato dal sistema- strumento di morte e di ingiustizia da parte di quanti tengono in mano le redini dello Stato, di quanti detengono il monopolio della cultura che ogni Stato deve inoculare a tutti, donne comprese, che è cultura della morte, dell'ingiustizia, della violenza.

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3 commenti:

egill-larosabianca. ha detto...

Il significato dell'ombra sulla ragazza é un pò forzato però un interpretazione-
Eg

coscienza critica ha detto...

Egill. E' l'interpretazione di Giulio Carlo Argan, che si rifà ai concetti espressi più volte dallo stesso Munch. Se tu hai una tua interpretazione potresti dircela.

egill-larosabianca. ha detto...

Ho studiato con i testi di Argan lo
amo ma non sempre mi trovo daccordo
Non potrei spiegare niente se non con
un sentire che mi lega a questo artista più che ad un altro l'ombra la percepisco come una possibilità si "terrena" metà non completamente-
Eg

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