lunedì 25 febbraio 2013

Disertiamo!

In questa precisa epoca storica dominata dal sedicente 'ordine di stato', dove le masse tenute in cattività non fanno altro che subire e protestare sofferenti di tutte le violenze e le ingiustizie del sistema trimillenario, esiste una possibilità concreta di recuperare la libertà. Questa possibilità consiste nel creare zone di autonomia, più o meno grandi, a seconda del numero degli individui che le compongono e delle loro necessità. Pur sapendo che la libertà conquistata sarà continuamente messa a repentaglio dalla violenza dello stato e dei suoi birri, le contingenze denunciano l'urgenza della costruzione di 'piccole società parallele' sempre più sganciate dai vincoli sistemici, capitalisti, gerarchici, fascisti, mafiosi. Non sarebbe neppure una novità, bensì, se vogliamo, un'inversione di marcia.
Sappiamo infatti che gli stati nazionali sono stati creati in età moderna (XV -XVI secolo) dopo che i regnanti avevano distrutto la rete formata dalla galassia di villaggi che vivevano in relazione solidale tra loro. L'atomizzazione che rendeva molti villaggi autonomi e informalmente confederati, venne infatti soggiogata dal potere centrale delle monarchie europee costituitesi espressamente per governare e sfruttare anche l'ultimo dei contadini, fino a dissolvere tutti gli individui nella 'massa'. Occorre allora ri-costruire realtà libere e sganciate dal centralismo burocratico, rendersi sempre più autonomi. Non sto parlando alla 'massa', essa si ritiene incapace e immatura, la massa è buona solo a obbedire agli ordini di un leader (e in nome suo sì, la massa è capace di fare tutto, anche morire e costruire piramidi, nell'asservimento è efficientissima). 
Parlo invece agli anarchici, a chi ha a cuore la propria dignità, l'umanità, i valori naturali e universali della pace, della giustizia, della fratellanza, della libertà incondizionata, parlo a chi sa lottare per questi valori. Abbiamo bisogno di più esempi, abbiamo necessità di trapuntare il territorio di comunità autogestite, confederate, consociate, sorrette da leggi decise da ognuno in libere assemblee. Cose che sappiamo fare da tempo, e che già facciamo, ma ne servono di più, non solo per dare alla massa esempi tangibili (quand'anche volessero vederli, ne dubitiamo), ma per la nostra stessa sopravvivenza in quanto persone, e non sudditi costretti ad esserlo.
Perciò questo è un invito a disertare. Mi rivolgo così, via blog, agli anarchici, alla anarchiche, alle persone di buon senso che non legittimano questo disordine e questa violenza istituzionalizzati. Usciamo dalle sedi, troviamoci, costruiamo ovunque comunità, anche se non è facile, anche se abbiamo tutti contro, e conquistiamoci la nostra libertà. Che sia finalmente vita!

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1 commento:

Serena S. Madhouse ha detto...

speriamo! se ci siete ancora Anarchici! che è già difficile essere comunisti e lo hanno dimostrato i risultati di eiri, ma noi siamo sempre pronti a prenderci tutte le colpe...
ma appunto esistoni ancora gli anarchici? Nella mia famiglia ce n'è stato uno, ed è stato il primo morto della mia città in un campo di concentramento negli anni'20 per le sue idee, anarchiche e antifasciste...
personaggi così dovrebbero fare la nostra storia, invece languono dimenticati e ingialiti...alla massa interessano altre cose, oggi sentano tutti la nostalgia del fascismo, e infatti votano PD, Grillo e PDL (con un buffone a capo..), fosse per me gli augurerei il peggio, quello che meritano. L'Italia è come il Titanic, resta solo di aspettare l'impatto con l'iceberg...
s.

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