domenica 10 febbraio 2013

La consapevolezza di vivere in un inganno permanente

Uno dei doveri dello stato è quello di far rimanere i cittadini nell'ignoranza circa la loro condizione di ingannati. Derubati della libertà, della vita e dei danari, i cittadini vengono mantenuti nell'ignoranza per mezzo di un ferreo controllo sulla diffusione della conoscenza. A monte, i governi vagliano le informazioni da distribuire al popolo, per un'istruzione nazionale fondata sulla parzialità della conoscenza, che è anche rimaneggiata, e sull'autopropaganda. Ma che cosa censura lo stato esattamente? Censura tutta la parte del pensiero umano che dimostra quanto lo stato sia un inganno permanente, così come un inganno è anche la chiesa, quale supporto emotivo dello stato per opprimere e imbonire i popoli. Una schiera di studiosi, antichi e moderni, vengono così tenuti nascosti alla massa, in modo che questa, abituata a seguire solo ciò che viene propagandato, creda ciecamente alle informazioni ricevute a scuola o in tv, e se ne affezioni. Ma un'informazione parziale, controllata e distorta a monte, è una falsa informazione. Infatti, quello che emerge come qualità della 'conoscenza certificata' dallo stato, è una desolante menzogna, un'approssimata visione della realtà che non corrisponde alla verità, delle vuote nozioni che investono solo la scorza delle questioni. Quando in particolari casi lo stato e la chiesa non riescono più controllare la diffusione della verità per mezzo della censura ordinaria, questi organismi autoritari perseguitano i pensatori responsabili, li ricattano, li denigrano, li puniscono, li ammazzano. 
Riuscite voi, come noi, a mettere in dubbio tutto quello che ci viene propinato e spacciato come 'conoscenza e verità'? Oppure siete troppo affezionati al Leopardi per poter prendere in considerazione altri autori? Non stiamo dicendo di eliminare Leopardi o Cartesio (due nomi a caso), ma di affiancare ai nomi propagandati il pensiero dei censurati (anche Pascoli era anarchico, ma non ve lo fanno sapere). Sulla schiavitù volontaria del popolo, ad esempio, ne parlava già nel XVI secolo Etienne de la Boétie; sull'autodeterminazione e l'emancipazione dell'individuo Max Stirner; sulla falsità della scuola e sui suoi meccanismi criminali ne hanno parlato -e ne parlano- parecchi pedagogisti, da William Godwin a Marcello Bernardi (guarda questo blog), passando per Ivan Illich, Sébastien Faure, ecc. E che dire di Giulio Cesare Vanini, filosofo di età barocca, condannato a morte perché diceva la verità, come Giordano Bruno e Galileo Galilei? Ecco, cominciate magari da Vanini, considerando tutti i limiti scientifico-cognitivi che la sua epoca gli imponeva, è un modesto consiglio, scaricate questo pdf. 



1 commento:

Dario ha detto...

Grazie come sempre per quello che fai, ti seguo sempre anche se non sempre commento.

Colgo inoltre l'occasione per segnalarti questo articolo che ho trovato:
http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/02/amnesty-international-denuncia-il.html
Se pensi non sia in tema con l'articolo non pubblicarlo, non importa.

Ciao e grazie.
Dario


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