giovedì 6 giugno 2013

Dinamiche anarchiche nel popolo turco

 Anarchia è nel popolo, anarchia è il popolo, anarchia è l'impulso di libertà che ogni individuo porta con sé, è il senso di solidarietà innato. La gente non lo sa, ma si nasce tutti anarchici, liberi, solidali, ma la pedagogia di stato/chiesa ci trasforma subito in prigionieri e servi deleganti, sbirri di noi stessi, incattiviti, divisi e competitivi. Questo per opportunismo e convenienza di sistema. 
Ma cosa succede davvero quando il popolo si vede 'costretto' dalle circostanze a far emergere il suo anarchismo naturale? Se da una parte Colin Ward ci dà notizie documentate di straordinari atti di anarchia tra la gente là dove un vuoto di potere centrale anima la responsabilità delle persone, dall'altra parte posso citare il caso odierno in Turchia. Cosa sta avvenendo oggi, giorni di rivolta, tra la gente turca? Nessuna costrizione, tutto è molto spontaneo, intendo dire la meravigliosa solidarietà, l'unione di intenti per una causa comune, il mutuo appoggio, l'autogestione. In questi giorni di rivolta, là dove i media se ne infischiano di analizzare i fatti (figuriamoci le dinamiche TRA le persone), si possono vedere azioni di aiuto reciproco degne del più amabile anarchismo. Cito dal comuncato arrivato ieri dai rivoluzionari anarchici:
'Nelle zone di scontro si registra un alto livello di solidarietà sociale e di mutuo appoggio. In ogni città in cui ci sono stati gli scontri, la gente ha aperto le porte delle case ai manifestanti ed ai feriti. Molte persone hanno messo a disposizione davanti casa cibo e kit di pronto soccorso per i manifestanti. Squadre di medici volontari si sono auto-organizzati molto bene nelle aree di protesta ed hanno prontamente soccorso i manifestanti feriti. Avvocati volontari stanno aiutando i manifestanti in stato di detenzione [...] cresce la solidarietà globale.'.

Problema (grosso):
La massa non capisce che i suoi atti solidali spontanei sono connaturati all'essere umano, e quando lo capisce non sa e non vuole dargli importanza. La massa è stata pedagogizzata, addestrata fin dalla culla a deresponsabilizzarsi, a delegare, a cercarsi capi e padroni, a credere che l'essere umano sia nato malvagio, perciò le 'rivoluzioni' finiscono per essere cavalcate da un partito o da un gruppo di futuri despoti che rimetteranno in piedi lo Stato: la massa abbocca sempre (o quasi) alla demagogia dei leader che vogliono guidarla. E il comunicato di cui sopra, in un altro punto, denuncia proprio il fatto che i partiti turchi di opposizione stanno tentando di utilizzare la rivolta del popolo per prendere il potere e riedificare il sistema. Lo storico inganno sembra volersi ripetere. Se nel popolo ci fosse più cultura libertaria, le persone non cadrebbero facilmente nel tranello secolare del potere e continuerebbero da sole ad autogestirsi (e ad autogestire tutto) come in questi giorni in Turchia, come in tutte le vere rivoluzioni. D'altra parte chi, se non il popolo sfruttato, è quello che lavora e fa tutto da sempre? E perché non farlo finalmente per sé, anziché per i padroni e per il sistema? Ma le vere rivoluzioni anarchiche lo Stato non le fa studiare, così come non fa conoscere i pensatori libertari, proprio per non far attecchire nel popolo una cultura libertaria, solidale, la sola in grado di cambiare davvero le cose e dare finalmente a tutti i popoli del mondo la pace, la libertà, la giustizia. Leggete libri anarchici, scoprirete un universo e troverete voi stessi, il vostro io più profondo e vero.


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