lunedì 27 febbraio 2017

Essere statalizzati a Mayotte: che fregatura anche lì!

Se uno guarda alla storia recente dell'isoletta di Mayotte, posta tra l'Africa e il Madagascar, si può rendere conto di che cosa vuol dire essere colonizzati da un'altra cultura, quella statale. Mayotte è diventata di recente (2011) un dipartimento della Francia, e da quel momento sono cominciati i veri guai per i nativi (che si son fatti fregare eleggendo dei deputati i quali hanno votato a favore della nazionalizzazione e contro l'autonomia dell'isola 40 anni fa circa), gli stessi guai che noi conosciamo molto bene, purtroppo, da secoli e secoli, e che molti di noi (quasi tutti) pensano scioccamente di risolvere con lo Stato, cioè con lo strumento che produce quegli stessi guai. Da quando Mayotte è diventata il 101° dipartimento francese, sono infatti comparsi lo sfruttamento, la disoccupazione, la criminalità, la povertà diffusissima, la corruzione politica, l'accentuazione delle differenze di censo, le classificazioni, i conflitti che ne derivano...  
Ma valgono forse di più le parole di un nativo: 'inutile enumerare tutti i problemi che toccano la nostra isola, ma bisogna viverci per rendersi conto che siamo ben lontani dallo sviluppo che avrebbe dovuto accompagnarsi alla dipartimentalizzazione dell'isola. Ogni nuova elezione si accompagna a nuove promesse politiche che, fino ad ora, non sono state mantenute e hanno fatto cadere l'isola nella miseria. Ci lamentiamo che la vita è cara quando invece i soldi che ci spetterebbero vengono rinviati al mittente perché qui, dicono, non si fanno progetti. Ci domandiamo se i politici conoscono veramente i problemi dell'isola. Di progetti ne abbiamo a tonnellate'. Per poter colonizzare in fretta questi nativi e scongiurare così il pericolo che possano rifiutare questa nuova cultura, lo Stato non può far altro che scolarizzare massicciamente e obbligatoriamente la popolazione, e così sta avvenendo (la scuola serve a questo). Nel frattempo, però, gli abitanti, distrutti e nauseati dal 'civile sviluppo statale' che sta introducendo molta violenza (spesso costruita ad hoc dalle amministrazioni poliziesche) continuano a protestare, e marciano per quella che ormai essi chiamano 'l'isola morta'.
Purtroppo il miraggio del benessere ad opera dello Stato e la scolarizzazione (oggi al 55% circa) funzionano anche a Mayotte, e siamo quindi di fronte a una popolazione che protesta, è vero, ma tuttavia la maggior parte di questa gente ormai lo fa chiedendo soccorso alle istituzioni, ed è proprio quello che lo Stato vuole e sta ottenendo. Si fa presto a fidelizzare un umano allo Stato, a disumanizzarlo, ma si fa una gran fatica, poi, a fargli capire il suo errore (ammesso che voglia capirlo), soprattutto quando passano varie generazioni. Insomma, a Mayotte stiamo assistendo a un vero e proprio cambio e scontro di culture, e purtroppo sta vincendo la cultura statale anche lì. Questo passaggio è interessante dal punto di vista antropologico, ma è tragico da quello meramente umano. Noi europei ci siamo passati 5000 anni fa circa.

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